Il luogo.
Quartiere San Paolo di Torino: dal 2009 è operativo questo locale gestito da greci che sapientemente e con passione sono riusciti a trasmettere un poco di atmosfera e di tradizione ellenica a Torino.
Il locale.
Affacciato su via Mongine...
Recensione di:
albadorata
Inviata il: 06/02/2012
Livello utente: Mangione VIP
sabato, 18 giugno, 2011
Un’alternativa alla pizza prima del cinema serale l’ho provata in questo ristorante etnico greco. Il locale mi è stato segnalato da uno dei miei figli che come me ama quel paese e di conseguenza il cibo e le usanze locali.
Siamo entrati presto in...
Il luogo.
Quartiere San Paolo di Torino: dal 2009 è operativo questo locale gestito da greci che sapientemente e con passione sono riusciti a trasmettere un poco di atmosfera e di tradizione ellenica a Torino.
Il locale.
Affacciato su via Monginevro, dopo aver salito tre gradini, si entra in una sala non molto grande, divisa da un arco ma comunicante con un'altra sala più piccola. A metà locale, sulla destra c'è il banco bar con la cassa ed in fondo la cucina. Alle pareti, colorate di azzurro, sono appesi dei quadri-fotografia che evocano scorci delle città greche.
L'ambiente.
I tavoli sono molto ravvicinati (comprensibile, viste le ridotte dimensioni del ristorante) e apparecchiati semplicemente con tovaglie bianche.
Arriviamo alle 21 e 30 come da prenotazione (vengono fatti due turni di ristorazione: alle 19 e 30 ed alle 21 e 30).
Il personale (due ragazze ed un ragazzo) sono indaffaratissimi a spostare tavoli e ad apparecchiarli per il cambio turno. Dopo una breve attesa veniamo cortesemente fatti accomodare al nostro tavolo.
Il menù.
Ci viene consegnata la carta del menù: la scelta spazia tra una decina di antipasti, diciassette piatti unici, sette insalate, nove dessert e sette tipologie di pita (panini arrotolati).
Le bevande: cinque tipi di vini greci, due tipi di birre greche, bibite varie, vini sfusi bianchi e rossi.
Le nostre scelte.
Mezzo litro di vino bianco alla spina (gradevole, leggermente aromatizzato).
Una porzione di dolmadachia (involtini di foglia di vite con riso): ottimi.
Una insalata greca (khoriatiki salata) con fette di cetriolo, pomodoro, peperone, olive, cipolle e l'immancabile formaggio feta; il tutto condito con origano e con uno strepitoso olio di oliva. Buonissima.
Una porzione di moussaka (sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella) che ricorda le nostre melanzane alla parmigiana. La porzione comprende inoltre: patate fritte, salsa tzatziki (yogurt lavorato con cetriolo, aglio e olio) e pita. Ottimo.
Ua porzione di gyros di maiale (simile al kebab) corredato da insalata, salsa tzatziki, feta, pomodori e pita. Delizioso.
Nota: le porzioni sono abbondandissime, e riuscire a terminare il tutto è veramente un'impresa.
Saltiamo ii dessert, e consigliati dalla gentile cameriera degustiamo un bicchierino di mastika (estratto di una radice).Gradevole.
Conclusione.
Ci rechiamo alla cassa ove ci viene ancora offerto un bicchierino del succitato mastika e di un'altro liquore alla cannella.
Il conto risulta essere di 37 euro in due, per una serata gradevole in un'atmosfera un po' caotica ma sempre discreta.
Un’alternativa alla pizza prima del cinema serale l’ho provata in questo ristorante etnico greco. Il locale mi è stato segnalato da uno dei miei figli che come me ama quel paese e di conseguenza il cibo e le usanze locali.
Siamo entrati presto intorno alle 19:30, ci è stato chiesto se avevamo prenotato, tutti i tavoli erano occupati, ma un posto per due persone sono riusciti a recuperarlo visto che i signori dopo di noi sarebbero arrivati per le 21. L’ambiente è gradevole (i servizi igienici lindi e profumati, forse perchè siamo tra i primi), musica greca di sottofondo e due graziose cameriere (non greche) che sorridenti ci fanno accomodare.
Optiamo tra le varie proposte (molte) per due piatti di gyros di maiale, riproponendoci di assaggiare al termine del primo piatto una porzione in due di moussaka.
Quando ci hanno presentato il primo piatto abbiamo subito capito che per il secondo non ci sarebbe stato posto; la porzione è enorme, molta carne adagiata su patate al forno, insalata verde con pomodori, un pezzetto di feta e un paio di olive, una pita tagliata in quattro parti ed una ciotola di tzatziki. Finiamo il tutto a stento.
Non si può dire che si è trattato di una cena leggera e raffinata ma sicuramente sostanziosa, d’altronde la cucina Greca è così.
Il servizio è stato veloce ed efficiente, forse perchè dovevamo liberare il posto per le 21.
Abbiamo bevuto una mezza bottiglia di discreto vino rosso Greco dal nome conosciuto (Meltemi) ed una minerale. La lista dei vini non è eccelsa, sono quasitutti prodotti di orine greca e qualche italiano, d'altronde non è pensabile in un locale di questo tipo trovare molto di più.
Abbiamo speso 30,50 euro in due, compreso i caffè.
Locale semplice ed informale, penso che ci ritornerò per provare altri piatti, magari dividendoli con altri commensali, per avere più pluralità di sapori.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
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"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."