In questa data festeggiamo il compleanno della mia cara e unica nipotina di nome Giulia. Pertanto decidiamo, vista anche la stupenda e calda giornata autunnale, di andare a pranzo fuori e di portare con noi anche le tre compagnette di scuola di Giulia e...
Recensione di:
francosanna
Inviata il: 22-11-09
Livello utente: Mangione VIP
venerdì, 3 luglio, 2009
Per arrivare al ristorante occorre percorrere la Provinciale che collega Villamassargia(CA) a Cagliari (SP 2) lungo la quale, in entrambe le direzioni si trova il cartello di svolta che indica il locale.
Una svolta svoltati seguire la strada asfaltata...
In questa data festeggiamo il compleanno della mia cara e unica nipotina di nome Giulia. Pertanto decidiamo, vista anche la stupenda e calda giornata autunnale, di andare a pranzo fuori e di portare con noi anche le tre compagnette di scuola di Giulia e, in conseguenza di ciò, optiamo per il ristorante-albergo Monte Arcosu.
Il ristorante sorge in posizione panoramica su di una collina ai piedi dell'omonima montagna, circondato da oliveti e da estesi campi di grano e di fieno, dove pascolano libere mandrie (sì, mandrie) di bovini, ovini e cavalli di proprietà del giovane arzanese, Raffaele Piras, titolare dell'arbergo-ristorante. La struttura dista circa 30 Km da Cagliari e una decina da Uta, ridente paesino di circa settemila anime, all'interno del quale trovasi la chiesetta di Santa Maria, risalente alla metà del XII secolo ed eretta sulle rovine di una chiesa preesistente. La chiesa di Santa Maria di Uta è stata eretta dai monaci Vittorini di Marsiglia, espressione dell'incontro della cultura provenzale e tosco-lombarda dell'architettura romanica in Sardegna. Presenta tre navate coperte in legno, impostate su colonne di spoglio di epoca romana con due leoni sotto l'altare ed è illuminata attraverso le sue finestre bifore e monofore.
Giungiamo al ristorante, che si intravede da lontano con il suo colore giallo data la sua posizione, intorno alle tredici, attraversando un cancello in ferro battuto con un ampio parcheggio e un vasto terreno con campi di calcetto e piscina. Da qui la vista spazia dal Golfo degli Angeli al basso Campidano e sulla diga del Cixerri.
Mentre i bimbi corrono a giocare all'esterno, noi grandi ci accomodiamo nell'ampia sala ristorante da centotrenta posti circa, dove veniamo accolti da due giovani cameriere che ci accompagnano al nostro tavolo, in prevalenza rettangolari e molto ben distanziati tra loro. Molto elegante il tovagliato in stoffa gialla che fa pendant con il colore delle tende e delle pareti; sono di color mogano i telai delle ampie porte vetrate che separano la sala dalle verande, con la possibilità di ulteriori cento coperti.
Di lì a poco ci portano i menu che ne prevedono uno di terra a € 27 e uno misto terra e mare a € 33. Propendiamo per il misto.
Iniziamo con gli antipasti.
Cozze alla marinara, polpo in umido, bottarga di muggine, insalata di mare, prosciutto crudo e formaggio pecorino di loro produzione, olive e sottaceti accompagnati da ottimo pane autoprodotto e da pane carasau.
Primi piatti.
Tre di culurgiones al pomodoro e uno di gnocchi al gorgonzola con noci per i bambini. Noi quattro adulti lasciamo ampia scelta allo chef che ci premia con una pietanza multipla, culurgiones ai funghi porcini e trofie ai frutti di mare: piatto ben esguito e saporitissimo, complimenti allo chef dei primi "Antonio".
Secondi.
Misto di vitella, maialetto e salsiccia e in più una bistecca di cavallo: arrosto cotto in maniera impeccabile, la carne si scioglieva in bocca. Nulla da aggiungere se non un "bravo" all'arrostitore.
Il tutto accompagnato da un corposo Cannonau della casa e da acqua minerale.
Festeggiata la Giulia con lo spegnimento delle dieci candeline e con una bella fetta di torta fatta in casa dalla sua mamma Silvia, chiudiamo il pranzo con una porzione di raviolini alla ricotta, molto apprezzati dalla mia consorte Tonia, seguiti da quattro caffè e due ammazzacaffè.
Il tutto a € 200 euro. Prezzo a persona: adulti € 35, bimbi € 15.
Per arrivare al ristorante occorre percorrere la Provinciale che collega Villamassargia(CA) a Cagliari (SP 2) lungo la quale, in entrambe le direzioni si trova il cartello di svolta che indica il locale.
Una svolta svoltati seguire la strada asfaltata per circa quattro Km e siete arrivati.
La struttura è molto grande e dotata di ogni confort con una bella visuale su tutta la piana di Uta(CA) e vista sulla diga del Cixerri; tutt’attorno ci sono campi di grano e fieno, quindi vi consiglio di andare verso maggio quando ancora il verde dei campi è rigoglioso (altrimenti vi troverete in una radura secca ed assolata) oppure andate la sera per cena in piena estete godrete di un fresco rigenerante.
Come detto, la sala ristorante è molto grande, quindi la prenotazione non è necessaria, arredata con semplicità e con qualche complemento tipico sardo che la fa risultare molto accogliente.
Ci accoglie un cameriere molto simpatico e disponibile che dopo qualche minuto di attesa ci fa accomodare in un tavolo da sei nonostante fossimo in cinque... la comodità non è mai troppa.
CUCINA.
Antipasti.
Cinque misti di mare e terra (quelli di mare non erano niente di particolare, ma vi consiglio quelli di terra).
Primi piatti. Culurgiones ai porcini (come rovinare una buona pasta fresca con cattivo abbinamento); Culurgiones pomodoro e basilico (ottimi).
Secondi piatti.
Quattro grigliate miste di carne con contorno d’insalata mista (buonissima, soprattutto il cavallo ed il vitello).
Dessert.
Un Crème Caramel;
una panna cotta al caramello;
due tiramisù.
Bevande.
Due bottiglie di Acqua Naturale;
una bottiglia di “Montepino bianco” (è meraviglioso come in Sardegna il rapporto qualità/prezzo dei vini sia eccezionale);
quattro caffè.
PREZZO.
130 € in totale per una spesa di 26 € a persona.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."