Malga Panna
| Indirizzo: | Via Costalunga, 56 38035 Moena (TN) |
| Telefono: | 0462573489 |
| Fax | 0462574142 |
| Sito: | malgapanna.it |
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RANKING
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
88
| Tipologia: Ristorante |
| Tipologia cucina: Alta cucina |
| Provenienza cucina: |
| Prezzo medio speso dai mangioni: 82 € |
| Coperti (interni): 60 (esterni): - |
| Comodità parcheggio: Buona |
| Prenotazione: |
| Carte di credito accettate: Tutte |
| Accesso disabili: No |
| Area fumatori: Sì |
| Brunch: No |
| Pernottamento: No |
| Giorni di chiusura: Lunedì |
| Quando è aperto: |
sabato, 14 gennaio, 2012
Ristorante situato in una frazione di Moena che si raggiunge percorrendo circa 2 Km dal centro per una strada in salita asfaltata che porta verso gli alpeggi. Arrivati di fronte c'è uno slargo che permette di posteggiare proprio in prossimità. Il ...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 10
Ambiente: 10
Rapporto q / p: normale
Servizio: 10
Ambiente: 10
Rapporto q / p: normale
venerdì, 4 dicembre, 2009
Per festeggiare una ricorrenza io e i miei genitori decidiamo di provare il ristorante Malga Panna. Malga Panna si trova ad un paio di chilometri da Moena ed è situato sul limitare del bosco. Vista la copiosa nevicata abbiamo parcheggiato in paese e il...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
sabato, 8 agosto, 2009
Una cosa ho imparato da questa esperienza: a volte la Serendipity è una buona cosa, e non tutto il male viene per nuocere. Antefatto: in vacanza a Moena con figli, moglie e suoceri, decidiamo di fare una passeggiata ad anello, per sgranchirci un po...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
domenica, 20 gennaio, 2008
Giudizio Personale: Positivo. Cucina: Regionale, innovativa. Non la tipica malga, certo, neanche un locale di cucina innovativa spinta. Un occhio al terroir e uno alla fantasia, per una combinazione vincente. I posti in sala si sono ridotti a 60 con...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
mercoledì, 16 agosto, 2006
Il ristorante è sito poco fuori del paese ai margini di un bosco, dal quale si domina la valla vallata sottostante con una vista davvero notevole. L’ambiente è tipicamente montano, molto caldo ed accogliente; a renderlo tale contribuisce anche...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 10
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 10
Rapporto q / p: buono
mercoledì, 9 marzo, 2005
Membro dei Giovani Ristoratori d'Europa, il Malga Panna è, probabilmente, uno dei migliori ristoranti non solo della regione ma di tutto il Nord Est italiano. La famiglia Donei gestisce questa curata malga a Sorte, frazione di Moena, paese montano e ...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
domenica, 19 giugno, 2005
Il Ristorante “Malga Panna” è ospitato in quella che un tempo fu una delle “malghe” tipiche della Val di Fassa (oggi completamente ristrutturata per adeguarla alle nuove esigenze), malga dove si produceva panna (da cui il nome) fresca ricavata...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
lunedì, 4 ottobre, 2004
Dal centro di Moena, non senza qualche difficoltà di orientamento perché ad un certo punto vi sembrerà (e di fatto è quasi così) di avventurarvi nel bosco, raggiungerete questo delizioso posticino che fa parte della catena dei giovani ristoratori...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: -
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: -
sabato, 1 ottobre, 2011
Dopo qualche difficoltà a prenotare, nonostante la stagione ormai avanzata, riusciamo a trovare un tavolo a partire dalle ore 21. La salita dal centro di Moena è già stata descritta in precedenza da altri recensori. Effettivamente la pendenza e la st...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 10
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 10
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
lunedì, 24 agosto, 2009
La strada per arrivarci è nettamente impervia, specie l’ultimo tratto dove l’auto pur con quattro ruote motrici, sale in prima e si spera di non incontrare una che scende, stante che la carreggiata non permetterebbe uno scambio di inversione (c’...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
sabato, 13 settembre, 2008
Il ristorante si trova a Moena Fraz. Sorte alla fine di una interminabile e tortuosissima stradina di montagna. L'aspetto esterno è quello di un rifugio alpino, l'interno è quello di una baita arredata in modo rustico, caldo e accogliente a farla da ...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: buono
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: buono
domenica, 13 gennaio, 2008
Locale molto tipico e ben curato con dei tavoli ben distanziati tra loro, servizio molto veloce, preciso e cortese. Dopo un aperitivo con un discreto prosecco Le Colture, uno straordinario appetizer: tartare di capriolo con bavarese, salsa alla r...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: buono
domenica, 9 aprile, 2006
Pranzo trionfale al ristorante Malga Panna di Moena. Sono passate ormai alcune settimane dal lieto evento, ma non posso certo esimermi dal documentare un pasto di tale livello. Il locale si trova a qualche centinaio di metri dal centro del paese di...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: ottimo
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: ottimo
lunedì, 22 agosto, 2005
In una giornata dal punto di vista climatico pessima decidiamo di partire dalla pianura per andare a visitare il ristorante Malga Panna, un locale che domina Moena (TN) in Val di Fassa, nota località sciistica; il locale situato sopra il paese gode di un...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
sabato, 20 marzo, 2004
Concordo con "K1"... ci sono stato 3 volte negli ultimi 4 anni, sempre eccellente in tutto. Rimando la recensione più approfondita alla mia prossima visita, ormai è più di un anno che manco. Comunque "a memoria" cito lo speck fatto in casa, le tag...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
sabato, 14 gennaio, 2012
Recensione di: crrc78
Inviata il: 26-01-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: verona
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 26-01-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: verona
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 114.00 €
Cucina: 9
Servizio: 10
Ambiente: 10
Rapporto q / p: normale
Servizio: 10
Ambiente: 10
Rapporto q / p: normale
Valutazione
Sei d’accordo con la valutazione dell’utente?
Ristorante situato in una frazione di Moena che si raggiunge percorrendo circa 2 Km dal centro per una strada in salita asfaltata che porta verso gli alpeggi.
Arrivati di fronte c'è uno slargo che permette di posteggiare proprio in prossimità.
Il locale è molto piacevole, con uno stile elegante caratteristico di montagna, con arredi in legno e pareti anch'esse rivestite di legno chiaro.
Veniamo fatti accomodare in un grande tavolo rotondo d'angolo vicino ad una finestra con, sui due lati chiusi, una panca imbottita.
Il menu, oltre ai piatti alla carta, propone la scelta tra due degustazioni: "tradizione" a 60 euro e "suggestioni" a 72 euro, optiamo per quest'ultimo.
Durante il pranzo, apprezzando all'evidenza le nostre osservazioni sui piatti, il maître di sala ci fa vedere in anteprima, chiedondo un nostro parere, un muovo menù degustazione in preparazione, dal nome "un viaggio nei sapori di Malga Panna", che verrà proposto a breve (ad oggi che scrivo ho visto nel sito che è già presente) a 92 euro. Si tratta di ben sette portate, oltre al benvenuto, al dessert e alla piccola pasticceria, con una varietà di proposte veramente interessante. Ci rimane un po' il rammarico che non fosse già "gustabile".
Ma passiamo al nostro pranzo.
Dopo aver ingannato l'attesa con del burro aromatizzato alle erbe spalmato su panini di vario tipo fatti in casa e aver assaggiato un benvenuto dalla cucina, cominciamo con code di gamberi arrosto con polenta alla brace e pop corn di maialino affumicato, un piatto molto gradevole dove prevale il sapore dolce dei gamberi irrobustito quando nel boccone entrano i pezzetti di maialino.
Proseguiamo con degli spaghettini tiepidi con salmerino, crema di topinambur e nocciale tostate. Decisamente il piatto più particolare e sorprendente del pranzo per l'equilibrio e la delicatezza che, con sapori così particolari e all'apparenza dal sapore potenzialmente intenso, si è riusciti a creare.
Il nostro apprezzamento viene particolarmente gradito dando conferma al ristoratore della sua volontà di inserirlo nel menù alla carta dove al momento non è presente.
Proseguiamo con dei tortelli al formaggio con tartufo trentino conditi con ristretto di vitello. Un piatto dal sapore intenso, molto gustoso e appagante.
Per secondo un filetto di cervo con purè di mais, spinaci ai grani di senape e salsa di Pinot Nero, un piatto dove il pezzo forte è indubbiamente la qualità della carne.
Per finire due dessert, compresi nel menù ma scelti tra quelli a disposizione alla carta.
Durante la degustazione, ingolositi dal racconto del maître, abbiamo fatto aggiungere un piatto costituito da un trittico di diverse lavorazioni di foie gras, per me che ne sono un amante...una delizia.
Durante il pranzo abbiamo accompagnato i piatti da vini al bicchiere tutti autoctoni, un Sauvignon, un Besler Biank 2005 Pojer e Sandri, un Pinot Nero 2007 Vallarono e, con i dessert, un Moscato di Pantelleria 2004 Khamma e un vino francese, dal sapore simile al souternes ma con una maggiore "bevibilità", Chateau La Rame 2005 Saint-Croix Du Mont.
In conclusione un'ottima cena che ci ha confermato la qualità di questo locale dove ogni tanto ci rechiamo quando siamo in zona.
Per finire, il conto di 228 euro in due così suddivisi: 144 euro per i menù degustazione, 30 euro per l'aggiunta di foie gras, 8 euro per i coperti, 15 euro per i vini dolci per due persone, 26 euro per quattro bicchieri di accompagnamento per una sola persona e 5 euro per l'acqua minerale.
Arrivati di fronte c'è uno slargo che permette di posteggiare proprio in prossimità.
Il locale è molto piacevole, con uno stile elegante caratteristico di montagna, con arredi in legno e pareti anch'esse rivestite di legno chiaro.
Veniamo fatti accomodare in un grande tavolo rotondo d'angolo vicino ad una finestra con, sui due lati chiusi, una panca imbottita.
Il menu, oltre ai piatti alla carta, propone la scelta tra due degustazioni: "tradizione" a 60 euro e "suggestioni" a 72 euro, optiamo per quest'ultimo.
Durante il pranzo, apprezzando all'evidenza le nostre osservazioni sui piatti, il maître di sala ci fa vedere in anteprima, chiedondo un nostro parere, un muovo menù degustazione in preparazione, dal nome "un viaggio nei sapori di Malga Panna", che verrà proposto a breve (ad oggi che scrivo ho visto nel sito che è già presente) a 92 euro. Si tratta di ben sette portate, oltre al benvenuto, al dessert e alla piccola pasticceria, con una varietà di proposte veramente interessante. Ci rimane un po' il rammarico che non fosse già "gustabile".
Ma passiamo al nostro pranzo.
Dopo aver ingannato l'attesa con del burro aromatizzato alle erbe spalmato su panini di vario tipo fatti in casa e aver assaggiato un benvenuto dalla cucina, cominciamo con code di gamberi arrosto con polenta alla brace e pop corn di maialino affumicato, un piatto molto gradevole dove prevale il sapore dolce dei gamberi irrobustito quando nel boccone entrano i pezzetti di maialino.
Proseguiamo con degli spaghettini tiepidi con salmerino, crema di topinambur e nocciale tostate. Decisamente il piatto più particolare e sorprendente del pranzo per l'equilibrio e la delicatezza che, con sapori così particolari e all'apparenza dal sapore potenzialmente intenso, si è riusciti a creare.
Il nostro apprezzamento viene particolarmente gradito dando conferma al ristoratore della sua volontà di inserirlo nel menù alla carta dove al momento non è presente.
Proseguiamo con dei tortelli al formaggio con tartufo trentino conditi con ristretto di vitello. Un piatto dal sapore intenso, molto gustoso e appagante.
Per secondo un filetto di cervo con purè di mais, spinaci ai grani di senape e salsa di Pinot Nero, un piatto dove il pezzo forte è indubbiamente la qualità della carne.
Per finire due dessert, compresi nel menù ma scelti tra quelli a disposizione alla carta.
Durante la degustazione, ingolositi dal racconto del maître, abbiamo fatto aggiungere un piatto costituito da un trittico di diverse lavorazioni di foie gras, per me che ne sono un amante...una delizia.
Durante il pranzo abbiamo accompagnato i piatti da vini al bicchiere tutti autoctoni, un Sauvignon, un Besler Biank 2005 Pojer e Sandri, un Pinot Nero 2007 Vallarono e, con i dessert, un Moscato di Pantelleria 2004 Khamma e un vino francese, dal sapore simile al souternes ma con una maggiore "bevibilità", Chateau La Rame 2005 Saint-Croix Du Mont.
In conclusione un'ottima cena che ci ha confermato la qualità di questo locale dove ogni tanto ci rechiamo quando siamo in zona.
Per finire, il conto di 228 euro in due così suddivisi: 144 euro per i menù degustazione, 30 euro per l'aggiunta di foie gras, 8 euro per i coperti, 15 euro per i vini dolci per due persone, 26 euro per quattro bicchieri di accompagnamento per una sola persona e 5 euro per l'acqua minerale.
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sabato, 1 ottobre, 2011
Recensione di: copperhead69
Inviata il: 12-10-11
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: San Pietro di Feletto
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Inviata il: 12-10-11
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: San Pietro di Feletto
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Prezzo p.p. bevande incluse: 107.00 €
Cucina: 9
Servizio: 10
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 10
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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Dopo qualche difficoltà a prenotare, nonostante la stagione ormai avanzata, riusciamo a trovare un tavolo a partire dalle ore 21. La salita dal centro di Moena è già stata descritta in precedenza da altri recensori. Effettivamente la pendenza e la strada stretta, ancorché ben asfaltata, necessitano di una certa decisione nella guida. Parcheggio ampio, nel caso di specie già affollato.
La prima impressione è quella di entrare in un meccanismo molto ben oliato, ma con un’oculata gestione che fa in modo di mantenere uno standard consolidato negli anni. La migliore conferma di ciò è stata data dalla scoperta che il ristorante era in chiusura stagionale e che quella serata sarebbe stata l’ultima della stagione. A fronte di ciò, comunque, l’esplicito impegno del ristorante a non lasciar trasparire nulla del clima di “smobilitazione”. Nota assolutamente positiva e, come vedremo, apprezzata.
Accoglienza e servizio per tutta la serata si dimostreranno ai massimi livelli, attenti e propositivi, mai asfissianti o ingessati.
La prenotazione all’ultimo minuto, e le sale piene probabilmente anche causa l’imminente chiusura, comporta che veniamo fatti accomodare in un tavolo in prossimità dell’ingresso e del corridoio di passaggio dalla cucina. Ma la nicchia gradevole e calda in cui siamo inseriti, e la comodità della panca semicircolare imbottita, il tavolo ampio e rotondo apparecchiato in modo essenziale ed elegante, fanno dimenticare la posizione.
Accettata la proposta di un Altemasi Trentodoc millesimato 2008, comincio a consultare il menu che ben presto mi induce ad optare, e a proporre anche a chi mi accompagna, un “degustazione” in tema, chiamato appunto “Autunno Trentino”. Denominatore comune è un appetitoso tartufo nero trentino, che mi ingolosisce nonostante il rischio che il menu venga un po’ monopolizzato dagli aromi del tubero e perda in varietà. Vengono peraltro accolte le richieste di modifica di un paio di piatti, anche perché fortunatamente vanno a coincidere proprio con le due mancanze nel menu, causa serata di inusuale affollamento e chiusura di stagione dell’esercizio.
Mentre arriva anche il pane, in piccolo formato, caldo e variato (forse l’unica mancanza era quella di una pagnottina “normale”, ma quella con i semi di papavero ne faceva comunque funzione), viene versato un interessante assaggio di olio del Garda trentino. Fra i mignon di pane si fa apprezzare una piccola “pucia” con segale e semi di cumino, ed una pagnottina ai semi di zucca e sentore di formaggio.
Sfoglio la carta dei vini, diretto ad identificare per forza di cose un vino “tutto pasto”. Dovendo accontentare i gusti di entrambi i commensali, mi oriento su un Riesling Alto Adige, incerto fra due cantine a me note. Sottolineo a Massimo, sommelier e maître impeccabile, che vorrei un vino bianco idoneo ad accompagnare i piatti più impegnativi. Con competenza e la correttezza mi suggerisce di salire ancora un po’ e portarmi in Austria, con un prodotto di ottimo rapporto qualità/prezzo: un Riesling Novemberlese, Brandl 2004. Per 34 euro, un vino dalla mineralità importante, rotondo, con aromi non invadenti ma di grande persistenza. Era disponibile anche una Riserva del medesimo vino, ma la lasciamo per la prossima visita.
Nel frattempo, l’appetizer: “tartare con salsa di caprino e olio al basilico” apre in tono la serata, dimostrando che l’impronta di una cucina anche a tratti elaborata parte dalle certezze. Dai piedi per terra, in senso stretto e in senso lato. Prima fra tutti una carne di primissima qualità, un caprino addolcito in salsa ma non snaturato e la semplice freschezza del basilico.
Si comincia con “spaghettini tiepidi con salmerino, crema di topinambur, nocciole tostate ed olio affumicato”. L’amalgama della composizione e l’equilibrio che ne risulta, è la cifra di una cucina di grande livello che intenzionalmente non vuole stupire. Gli ingredienti che, a leggerli, sembrerebbero di sapore ed aroma più incisivo, in realtà non sono assolutamente preponderanti.
Il menu continua con una delle varianti richieste: “Spaghetti di patate, uova di quaglia e tartufo”. Gli spaghetti di patate sono una realizzazione abile, di gradevole consistenza. L’uovo di quaglia appena “barzotto” scioglie piacevolmente il piccolo tuorlo amalgamando e combinando il suo sapore con il tartufo abbondante e fresco. Un grande piatto, che richiama la tradizione (uovo e tartufo) solamente in alcuni accenni. Curata anche la presentazione, che sfrutta il turgore degli spaghetti di patata per dare un importante sviluppo verticale al piatto.
“Uovo fritto in crosta di polenta, spinaci, funghi porcini e crema di puzzone di Moena”. Un super-classico di Malga Panna, che – complice appunto qualche vuoto nel menu – ho potuto sostituire al piatto previsto. Già altri lo hanno descritto, e confermo che, oltre ad essere eccellente al palato, rappresenta anche una dichiarazione di intenti della cucina di Paolo Donei. La base di partenza, che a mezze parole mi viene illustrata, è una sorta di uovo in camicia, che poi viene passato nella farina di mais e fritto. È facilmente intuibile che anche la semplicità, in questi casi, nasconde processi e tempi ferrei. Il risultato è un disco dorato, con mirabile combinazione fra albume e impanatura, con esplosione piena e gustosa del tuorlo, che cola inevitabilmente una volta inciso, e porta amalgama ai dosati e delicati ingredienti di contorno che sono disposti a piramide sotto l’uovo.
Ci si avvia alla conclusione con il “Pollo ruspante al profumo di brace, melanzane al forno e crema tiepida di “casolet”. Si fosse trattato di un altro volatile, probabilmente anche questo piatto avrebbe meritato la lode. Infatti il trancio di sopracoscia cucinato nel modo più semplice, ed abbinato - in sviluppo questa volta orizzontale – con una porzione di melanzana splendida e una crema delicatissima del raro formaggio autoctono, tradisce una vena di debolezza nella natura stessa della carne di pollo, che probabilmente avrebbe meritato una composizione di maggior “rinforzo”. Ma ovviamente qui stiamo cercando il pelo nell’uovo di un piatto comunque ben realizzato.
Va per inciso sottolineato che – con più o meno dettagli a seconda della “rispondenza” dei clienti – Massimo e la sua collaboratrice, pur a sala piena, si fermano sempre ad illustrare i piatti, e talvolta pure qualche segreto o la filosofia che li ispira. Doveroso in uno stellato, ma un bonus in più per la passione ed il senso di familiarità con cui ciò viene fatto.
Il pre-dessert è costituito dalla ghiacciata di nocciole e aspic al frutto della passione, gradevole rottura con la successione del menu, cambio di temperatura e pulizia del palato. Nel frattempo il Riesling ancora svolge il suo ottimo servizio anche in questa fase. Sempre più sorprendente.
Scegliamo con calma i dessert, dovendoci districare in una lista con proposte non innumerevoli, ma interessanti e di diverso impegno. “Semisfera di cioccolato bianco, frutto della passione, pesca e basilico” per chi mi accompagna. In una calotta di cioccolato bianco, un ripieno di pesca tagliata a dadini, frutto della passione in denso sciroppo e basilico tagliato grossolanamente. In questo caso il gioco di alchimie di sapori e pure di profumi, si ha grazie agli esteri di un basilico freschissimo e l’intensità fruttata di pesca e passion fruit. Il cioccolato bianco riempie e dà sostanza ad un dessert indovinatissimo.
La mia scelta, invece, va su una composizione più impegnativa: “Cioccolato, liquirizia e agrumi”. Su un piatto, una combinazione di pezzi di cioccolato ad alta percentuale di cacao, abbinati ad una densa crema di liquirizia e a sottilissime scorze di agrume candito. Per gli amanti del cioccolato, assolutamente imperdibile.
Un’ottima grappa Pojer & Sandri (offerta, con tanto di rabbocco) ed un caffè di ottima tostatura, in tazza grande a sottolinearne l’aroma, chiudono una cena ottima e di alto profilo.
Alla fine, senza pause, si è fatta l’una, anche grazie alle chiacchierate con il disponibilissimo Massimo. Ancora una volta sottolineo che il locale era in chiusura stagionale, ma nulla è stato percepito in termini di qualità e di servizio. Un servizio rodato, efficace ed efficiente.
La cucina segue una linea precisa, puntuale e rappresentativa di una visione della ristorazione e della ragion d’essere di questo locale. Incontrando appieno, se non si era capito, i miei gusti.
L’ambiente, sicuramente suggestivo e di rara accoglienza, perde purtroppo un punto (perché proprio quando l’orchestra è in perfetta consonanza, la stecca si ode ancora di più) per il locale servizi che a mio modestissimo avviso, è inadeguato al livello del locale, con sanitari anni ’80 e piastrellatura che tende al triste andante.
Il prezzo, importante, è allineato alla categoria e ai contenuti. Nulla di regalato, intendiamoci, ma alla fine i conti tornano. Due coperti: 8 euro. Due menu degustazione: 150 euro. Vino: 34 Euro. Due acqua minerale Surgiva: 8 euro. Due aperitivi: 11 euro. Due caffè: 4 euro. Distillati offerti. Totale: 215 euro.
La prima impressione è quella di entrare in un meccanismo molto ben oliato, ma con un’oculata gestione che fa in modo di mantenere uno standard consolidato negli anni. La migliore conferma di ciò è stata data dalla scoperta che il ristorante era in chiusura stagionale e che quella serata sarebbe stata l’ultima della stagione. A fronte di ciò, comunque, l’esplicito impegno del ristorante a non lasciar trasparire nulla del clima di “smobilitazione”. Nota assolutamente positiva e, come vedremo, apprezzata.
Accoglienza e servizio per tutta la serata si dimostreranno ai massimi livelli, attenti e propositivi, mai asfissianti o ingessati.
La prenotazione all’ultimo minuto, e le sale piene probabilmente anche causa l’imminente chiusura, comporta che veniamo fatti accomodare in un tavolo in prossimità dell’ingresso e del corridoio di passaggio dalla cucina. Ma la nicchia gradevole e calda in cui siamo inseriti, e la comodità della panca semicircolare imbottita, il tavolo ampio e rotondo apparecchiato in modo essenziale ed elegante, fanno dimenticare la posizione.
Accettata la proposta di un Altemasi Trentodoc millesimato 2008, comincio a consultare il menu che ben presto mi induce ad optare, e a proporre anche a chi mi accompagna, un “degustazione” in tema, chiamato appunto “Autunno Trentino”. Denominatore comune è un appetitoso tartufo nero trentino, che mi ingolosisce nonostante il rischio che il menu venga un po’ monopolizzato dagli aromi del tubero e perda in varietà. Vengono peraltro accolte le richieste di modifica di un paio di piatti, anche perché fortunatamente vanno a coincidere proprio con le due mancanze nel menu, causa serata di inusuale affollamento e chiusura di stagione dell’esercizio.
Mentre arriva anche il pane, in piccolo formato, caldo e variato (forse l’unica mancanza era quella di una pagnottina “normale”, ma quella con i semi di papavero ne faceva comunque funzione), viene versato un interessante assaggio di olio del Garda trentino. Fra i mignon di pane si fa apprezzare una piccola “pucia” con segale e semi di cumino, ed una pagnottina ai semi di zucca e sentore di formaggio.
Sfoglio la carta dei vini, diretto ad identificare per forza di cose un vino “tutto pasto”. Dovendo accontentare i gusti di entrambi i commensali, mi oriento su un Riesling Alto Adige, incerto fra due cantine a me note. Sottolineo a Massimo, sommelier e maître impeccabile, che vorrei un vino bianco idoneo ad accompagnare i piatti più impegnativi. Con competenza e la correttezza mi suggerisce di salire ancora un po’ e portarmi in Austria, con un prodotto di ottimo rapporto qualità/prezzo: un Riesling Novemberlese, Brandl 2004. Per 34 euro, un vino dalla mineralità importante, rotondo, con aromi non invadenti ma di grande persistenza. Era disponibile anche una Riserva del medesimo vino, ma la lasciamo per la prossima visita.
Nel frattempo, l’appetizer: “tartare con salsa di caprino e olio al basilico” apre in tono la serata, dimostrando che l’impronta di una cucina anche a tratti elaborata parte dalle certezze. Dai piedi per terra, in senso stretto e in senso lato. Prima fra tutti una carne di primissima qualità, un caprino addolcito in salsa ma non snaturato e la semplice freschezza del basilico.
Si comincia con “spaghettini tiepidi con salmerino, crema di topinambur, nocciole tostate ed olio affumicato”. L’amalgama della composizione e l’equilibrio che ne risulta, è la cifra di una cucina di grande livello che intenzionalmente non vuole stupire. Gli ingredienti che, a leggerli, sembrerebbero di sapore ed aroma più incisivo, in realtà non sono assolutamente preponderanti.
Il menu continua con una delle varianti richieste: “Spaghetti di patate, uova di quaglia e tartufo”. Gli spaghetti di patate sono una realizzazione abile, di gradevole consistenza. L’uovo di quaglia appena “barzotto” scioglie piacevolmente il piccolo tuorlo amalgamando e combinando il suo sapore con il tartufo abbondante e fresco. Un grande piatto, che richiama la tradizione (uovo e tartufo) solamente in alcuni accenni. Curata anche la presentazione, che sfrutta il turgore degli spaghetti di patata per dare un importante sviluppo verticale al piatto.
“Uovo fritto in crosta di polenta, spinaci, funghi porcini e crema di puzzone di Moena”. Un super-classico di Malga Panna, che – complice appunto qualche vuoto nel menu – ho potuto sostituire al piatto previsto. Già altri lo hanno descritto, e confermo che, oltre ad essere eccellente al palato, rappresenta anche una dichiarazione di intenti della cucina di Paolo Donei. La base di partenza, che a mezze parole mi viene illustrata, è una sorta di uovo in camicia, che poi viene passato nella farina di mais e fritto. È facilmente intuibile che anche la semplicità, in questi casi, nasconde processi e tempi ferrei. Il risultato è un disco dorato, con mirabile combinazione fra albume e impanatura, con esplosione piena e gustosa del tuorlo, che cola inevitabilmente una volta inciso, e porta amalgama ai dosati e delicati ingredienti di contorno che sono disposti a piramide sotto l’uovo.
Ci si avvia alla conclusione con il “Pollo ruspante al profumo di brace, melanzane al forno e crema tiepida di “casolet”. Si fosse trattato di un altro volatile, probabilmente anche questo piatto avrebbe meritato la lode. Infatti il trancio di sopracoscia cucinato nel modo più semplice, ed abbinato - in sviluppo questa volta orizzontale – con una porzione di melanzana splendida e una crema delicatissima del raro formaggio autoctono, tradisce una vena di debolezza nella natura stessa della carne di pollo, che probabilmente avrebbe meritato una composizione di maggior “rinforzo”. Ma ovviamente qui stiamo cercando il pelo nell’uovo di un piatto comunque ben realizzato.
Va per inciso sottolineato che – con più o meno dettagli a seconda della “rispondenza” dei clienti – Massimo e la sua collaboratrice, pur a sala piena, si fermano sempre ad illustrare i piatti, e talvolta pure qualche segreto o la filosofia che li ispira. Doveroso in uno stellato, ma un bonus in più per la passione ed il senso di familiarità con cui ciò viene fatto.
Il pre-dessert è costituito dalla ghiacciata di nocciole e aspic al frutto della passione, gradevole rottura con la successione del menu, cambio di temperatura e pulizia del palato. Nel frattempo il Riesling ancora svolge il suo ottimo servizio anche in questa fase. Sempre più sorprendente.
Scegliamo con calma i dessert, dovendoci districare in una lista con proposte non innumerevoli, ma interessanti e di diverso impegno. “Semisfera di cioccolato bianco, frutto della passione, pesca e basilico” per chi mi accompagna. In una calotta di cioccolato bianco, un ripieno di pesca tagliata a dadini, frutto della passione in denso sciroppo e basilico tagliato grossolanamente. In questo caso il gioco di alchimie di sapori e pure di profumi, si ha grazie agli esteri di un basilico freschissimo e l’intensità fruttata di pesca e passion fruit. Il cioccolato bianco riempie e dà sostanza ad un dessert indovinatissimo.
La mia scelta, invece, va su una composizione più impegnativa: “Cioccolato, liquirizia e agrumi”. Su un piatto, una combinazione di pezzi di cioccolato ad alta percentuale di cacao, abbinati ad una densa crema di liquirizia e a sottilissime scorze di agrume candito. Per gli amanti del cioccolato, assolutamente imperdibile.
Un’ottima grappa Pojer & Sandri (offerta, con tanto di rabbocco) ed un caffè di ottima tostatura, in tazza grande a sottolinearne l’aroma, chiudono una cena ottima e di alto profilo.
Alla fine, senza pause, si è fatta l’una, anche grazie alle chiacchierate con il disponibilissimo Massimo. Ancora una volta sottolineo che il locale era in chiusura stagionale, ma nulla è stato percepito in termini di qualità e di servizio. Un servizio rodato, efficace ed efficiente.
La cucina segue una linea precisa, puntuale e rappresentativa di una visione della ristorazione e della ragion d’essere di questo locale. Incontrando appieno, se non si era capito, i miei gusti.
L’ambiente, sicuramente suggestivo e di rara accoglienza, perde purtroppo un punto (perché proprio quando l’orchestra è in perfetta consonanza, la stecca si ode ancora di più) per il locale servizi che a mio modestissimo avviso, è inadeguato al livello del locale, con sanitari anni ’80 e piastrellatura che tende al triste andante.
Il prezzo, importante, è allineato alla categoria e ai contenuti. Nulla di regalato, intendiamoci, ma alla fine i conti tornano. Due coperti: 8 euro. Due menu degustazione: 150 euro. Vino: 34 Euro. Due acqua minerale Surgiva: 8 euro. Due aperitivi: 11 euro. Due caffè: 4 euro. Distillati offerti. Totale: 215 euro.
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venerdì, 4 dicembre, 2009
Recensione di: Superlollo
Inviata il: 12-12-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Civezzano (TN)
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Inviata il: 12-12-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Civezzano (TN)
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 90.00 €
Cucina: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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Per festeggiare una ricorrenza io e i miei genitori decidiamo di provare il ristorante Malga Panna. Malga Panna si trova ad un paio di chilometri da Moena ed è situato sul limitare del bosco. Vista la copiosa nevicata abbiamo parcheggiato in paese e il padre dello chef si è gentilemente offerto di venirci a prendere.
Al nostro arrivo veniamo fatti accomodare in un'ampia sala che ha come sottofondo il crepitio del caminetto appena acceso. Eleganza e tradizione trentina si fondono per creare un locale semplicemente perfetto.
Dopo aver gustato un prosecco come aperitivo e aver assaggiato gli ottimi pani fatti in casa accompagnati dal del burro di malga con ricotta alle erbe, optiamo per il menu degustazione "Sensazioni" che decidiamo di abbinare con un Lagrein Kretzer del 2007.
Come saluto dalla cucina ci viene servito in un bicchiere del baccalà, coda di rospo e aringa affumicata coperti da una spuma di sedano rapa. Appoggiato di traverso sul bicchiere abbiamo un grissino ricoperto da semi di papavero. Un inizio decisamente "goloso" ed equilibrato.
Come antipasto abbiamo un "Hamburger integrale di salmerino, gamberi e melanzane affumicate". In assoluto il piatto del viaggio. L'eccellente salmerino viene arricchito dalla presenza di due gamberi alla piastra appenna scottati.
Proseguiamo con un "Riso affumicato, rana pescatrice e gelato alla rucola". Un piatto in cui regna il contrasto tra il gelato e il riso, contrasto che si gioca sia sulla temperatura (caldo-freddo) che sul sapore (affumicato-dolce). Un piatto decisamente ben riuscito in cui la rana pescatrice gioca dalla parte del gelato rendendo il piatto molto delicato.
A questo punto è il turno dei "Gnocchetti di patate, uovo di quaglia, tartufo trentino e crema di porcini". Piatto tecnicamente perfetto dai sapori ben equilibrati ma che non mi ha dato le emozioni dei primi due piatti.
Come secondo ci viene servito la "Sella di cervo con insalata di cavolo rosso e polenta". Un classico della cucina trentina ben interpretato, in cui spicca l'abbinamento con il cavolo rosso. Decisamente interessante.
Mentre attendiamo il dessert, dalla cucina arriva un "Parfè di torrone con insalata di mandarini e gelato". Un pre-dessert decisamente ricco e particolarmente gustoso.
Infine, come dessert io opto per una "Crema bruciata alla vaniglia con ragù di frutti di bosco e gelato alla panna". Mio papà, invece, decide di assaggiare la "Crostatina di mele con gelato al burro di malga". Dolci che accompagneremo con due calici di Verduzzo consigliatoci dall'attento sommelier.
Concludiamo il nostro pranzo con tre ottimi caffè, accompagnati da dell'eccellente piccola pasticceria, e una grappa bianca per mia mamma.
In definitiva, abbiamo trovato una cucina decisamente interessante e di sostanza arricchita da un servizio attento, preciso ma mai insistente.
Conto in tre 269,00 €, così suddivisi: coperto 10,50 €, tre aperitivi 10,50 €, tre menu degustazione 195,00 €, una bottiglia di Lagrein 21,50 €, due bottiglie di acqua minerale 8,00 €, due calici di verduzzo 12,00 €, tre caffè e una grappa 11,50 €.
Al nostro arrivo veniamo fatti accomodare in un'ampia sala che ha come sottofondo il crepitio del caminetto appena acceso. Eleganza e tradizione trentina si fondono per creare un locale semplicemente perfetto.
Dopo aver gustato un prosecco come aperitivo e aver assaggiato gli ottimi pani fatti in casa accompagnati dal del burro di malga con ricotta alle erbe, optiamo per il menu degustazione "Sensazioni" che decidiamo di abbinare con un Lagrein Kretzer del 2007.
Come saluto dalla cucina ci viene servito in un bicchiere del baccalà, coda di rospo e aringa affumicata coperti da una spuma di sedano rapa. Appoggiato di traverso sul bicchiere abbiamo un grissino ricoperto da semi di papavero. Un inizio decisamente "goloso" ed equilibrato.
Come antipasto abbiamo un "Hamburger integrale di salmerino, gamberi e melanzane affumicate". In assoluto il piatto del viaggio. L'eccellente salmerino viene arricchito dalla presenza di due gamberi alla piastra appenna scottati.
Proseguiamo con un "Riso affumicato, rana pescatrice e gelato alla rucola". Un piatto in cui regna il contrasto tra il gelato e il riso, contrasto che si gioca sia sulla temperatura (caldo-freddo) che sul sapore (affumicato-dolce). Un piatto decisamente ben riuscito in cui la rana pescatrice gioca dalla parte del gelato rendendo il piatto molto delicato.
A questo punto è il turno dei "Gnocchetti di patate, uovo di quaglia, tartufo trentino e crema di porcini". Piatto tecnicamente perfetto dai sapori ben equilibrati ma che non mi ha dato le emozioni dei primi due piatti.
Come secondo ci viene servito la "Sella di cervo con insalata di cavolo rosso e polenta". Un classico della cucina trentina ben interpretato, in cui spicca l'abbinamento con il cavolo rosso. Decisamente interessante.
Mentre attendiamo il dessert, dalla cucina arriva un "Parfè di torrone con insalata di mandarini e gelato". Un pre-dessert decisamente ricco e particolarmente gustoso.
Infine, come dessert io opto per una "Crema bruciata alla vaniglia con ragù di frutti di bosco e gelato alla panna". Mio papà, invece, decide di assaggiare la "Crostatina di mele con gelato al burro di malga". Dolci che accompagneremo con due calici di Verduzzo consigliatoci dall'attento sommelier.
Concludiamo il nostro pranzo con tre ottimi caffè, accompagnati da dell'eccellente piccola pasticceria, e una grappa bianca per mia mamma.
In definitiva, abbiamo trovato una cucina decisamente interessante e di sostanza arricchita da un servizio attento, preciso ma mai insistente.
Conto in tre 269,00 €, così suddivisi: coperto 10,50 €, tre aperitivi 10,50 €, tre menu degustazione 195,00 €, una bottiglia di Lagrein 21,50 €, due bottiglie di acqua minerale 8,00 €, due calici di verduzzo 12,00 €, tre caffè e una grappa 11,50 €.
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lunedì, 24 agosto, 2009
Recensione di: silbusin
Inviata il: 11-09-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
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Inviata il: 11-09-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 92.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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La strada per arrivarci è nettamente impervia, specie l’ultimo tratto dove l’auto pur con quattro ruote motrici, sale in prima e si spera di non incontrare una che scende, stante che la carreggiata non permetterebbe uno scambio di inversione (c’è da pensare in inverno con la neve: cingoli?). Parcheggio ampio, molto bella la vista sulla conca di Moena. Una grossa costruzione in legno chiaro che ripropone in stile moderno l’aspetto di una baita; entrando siamo accolti con un sorriso gentile da una giovane ragazza che controlla le nostre prenotazioni e ci accompagna all’interno. Vi sono due sale contrapposte, noi siamo messi in quella di sinistra, completamente rivestita in legno sia sulle pareti che sul soffitto, pochi tavoli ben distanziati in legno pesante con sedie e panchette per la seduta, sempre secondo lo stile di montagna. Va rilevato il fatto che stare però assisi per qualche ora su un legno durissimo arreca appiattimenti alle natiche. Sarebbe più opportuna una seduta più morbida, magari con cuscini ad hoc deputati. Qualche quadro alle pareti, la classica stube che sarà anche la zona dove verremo fatti accomodare.
La lista prevede due menu degustazione: noi sceglieremo quello chiamato “Suggestioni”; sono presenti inoltre piatti alla carta in cui sembra di cogliere la valorizzazione spiccata per la territorialità.
Carta dei vini duplice: una del Trentino Alto Adige e un’altra per i vini nazionali e internazionali. Mise en place molto elegante con tovaglia bianca, posate di acciaio pesante, piatti di porcellana di fogge differenti, importante il bicchiere per il vino tipo Spiegelau.
Servizio svolto dal fratello dello chef e da altro personale di sala in rigorosa tenuta trentina: corpetto e grembiule nero; molto gentile, a tratti persino ossequioso, attento alle necessità del tavolo. Il vino viene rabboccato con puntualità nel momento in cui il bicchiere si vuota. Nessuna invadenza, solo una puntuale attenzione al divenire del pasto con tempi di entrata perfetti, sempre con un sorriso e una cortese richiesta sull’andamento della serata. Tolgo un punto perché il ristorante non accetta i cani e questo è in controtendenza all’indirizzo nazionale che vuole la tutela di questi nostri amici a quattro zampe: sarebbe bello che i “primi della classe” dessero il buon esempio.
Acqua minerale Surgiva, vino Pinot nero riserva 2006 Praepositus, Abbazia di Novacella, 13,5% vol., al naso fiori rossi e ribes, alla beva buona acidità, tannini composti ma non aggressivi, legno, prugna matura, molto lungo con sentore di cioccolato; vino di grande complessità che si è aperto adagio lungo la serata.
Con il cestino del pane, completamente autoprodotto e composto da diverse qualità, tra cui focaccia, panini al latte, ai semi di finocchio e tozzi grissini croccanti, ci viene portato un piattino con una meravigliosa ed invitante mousse composta da burro, ricotta ed erbe varie, a cui attingeremo golosamente. In accompagnamento ci viene proposto un calice di spumante di cui non ricordo l’etichetta e che, vista la modestia della beva, avrei sicuramente fatto a meno, ma tant’è.
Appetizer.
In un piatto rettangolare un hamburger di calamari con pomodoro pachino scottato e senza cuticola, con una sottile listarella di cetriolo, infilzato da uno spiedino di legno; accanto una tazzina contenente un cappuccino di spuma di zucca al curry e crema di parmigiano. Delicato il sapore del calamaro che ben si fondeva con l’acidità del pomodoro; estremamente azzeccati i componenti del cappuccino che completavano il sapore del piatto: consigliabile infatti sorbire un cucchiaino di cappuccino ad ogni boccone di hamburger.
Entrée.
Carpaccio di baccalà con gamberi, riso integrale e gelato all’olio d’oliva.
In un grande piatto una composizione cromatica splendida, in cui un letto di sottili fettine di bianchissimo baccalà profumato e persino dolce nella sua preparazione sosteneva delle mezzelune che erano dei gamberi ricoperti da riso integrale croccante guarnito da una emulsione di crostacei. A parte, in un cucchiaio, un gelato all’olio di oliva che dava un’estrema freschezza alla preparazione, in cui ben si amalgamavano il croccante, il morbido, il salato e il dolce. Uno tra i migliori piatti della cena.
Primi.
Cannellone di patate ai finferli e calamari.
In un grande piatto quadrato un cannellone compatto ripieno di calamari e accompagnato da un contorno di finferli. Seppur accurato nella presentazione e con evidente freschezza dei componenti, risulta essere il meno saporito e nel complesso il piatto meno accattivante: devo ammettere che consumandolo ho potuto comunque apprezzarne la bontà. Sempre ad alto livello, ma nella scala del gradimento inferiore al precedente.
Riso affumicato mantecato al parmigiano, con olio al pino mugo e maialino glassato.
In un grande piatto rotondo di nuovo raggiungiamo l’altissima qualità con un piatto di riso maculato dal verdissimo olio che profumava di bosco, centralizzato con un’aria di pino mugo; come sassi in un torrente, cubetti di maialino glassato croccanti all’esterno e morbidissimi all’interno; sapiente mantecatura e sapore a tutto tondo, persino aggressivo nella bontà degli elementi: le Dolomiti allo stato puro. Gran piatto.
Secondo.
Cosciotto di cervo su ristretto di vino rosso e zucca alle spezie.
Un gran bel pezzo di carne, da “secondo” pieno, non certo da menu degustazione ristretto, cotto in modo perfetto, mantenendo il nucleo centrale rosa su un fondo bruno delicatissimo e per nulla coprente il sapore della carne, con la zucca appena percepibile perché moderata dalle spezie; il tutto adagiato su un letto di carote tagliate alla julienne, finocchi sia stufati che croccanti. Tipico piatto della tradizione montana, ma elaborato attraverso un originale accostamento di sapori tendenti ad equilibrare la naturale sopravvalenza della cacciagione. Spettacolare l’abbinamento con il Pinot nero.
Predessert.
Magnum alla nocciola su banane caramellate.
Un mottarellino col suo naturale bastoncino, composto da gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato amaro, accompagnato da una dadolata di banane caramellate e una salsa allo yogurth. Freschissimo e originale intermezzo.
Dessert.
La possibilità era quella di scegliere tra numerosi dessert, molto originali e complessi, ma vere bombe caloriche entusiasmanti nelle descrizioni, ma eravamo sazi e temendo di non gustare il dolce ci siamo limitati (questo “limitati” è eufemistico) ad un sorbetto ai fiori di sambuco.
In una coppa di cristallo quadrata, due generose boule di delicatissimo sorbetto al sambuco, appoggiato su un letto di frutti di bosco caramellati. Generoso finale che dava soddisfazione senza tuttavia “riempire” ulteriormente, stante che l’appagamento era ormai completo.
Ad accompagnare il “finale” un ottimo caffè in tazza grande con un elegante vassoio contenente della piccola pasticceria di elevata qualità, che è stata praticamente spazzolata senza ritegno.
Che dire? Eravamo venuti in questo stellato con il ricordo di un giudizio negativo da parte di un millantatore del gusto, ormai dissoltosi nel web, e, come sospettavamo, l’esperienza è stata invece estremamente positiva. Abbiamo incontrato una cucina del territorio (con variazioni verso il mare) rispettosa dello stesso e interpretata con eleganza, senza molecolarità o destrutturazioni, ma mantenendo il piacere della masticabilità, i profumi e i sapori dei componenti in un rigoroso percorso culinario che riesce a dare momenti di vera emozione nello scoprire questi esemplari accostamenti.
Due coperti 7 euro, una bottiglia di vino 34 euro, una bottiglia di acqua minerale 4 euro, due "aperitivi" 7 euro, un caffè 2 euro, due menu degustazione 130 euro, per un totale di 184 euro. Rapporto qualità/prezzo normale. Ricevuta fiscale REA 693565/08.
La lista prevede due menu degustazione: noi sceglieremo quello chiamato “Suggestioni”; sono presenti inoltre piatti alla carta in cui sembra di cogliere la valorizzazione spiccata per la territorialità.
Carta dei vini duplice: una del Trentino Alto Adige e un’altra per i vini nazionali e internazionali. Mise en place molto elegante con tovaglia bianca, posate di acciaio pesante, piatti di porcellana di fogge differenti, importante il bicchiere per il vino tipo Spiegelau.
Servizio svolto dal fratello dello chef e da altro personale di sala in rigorosa tenuta trentina: corpetto e grembiule nero; molto gentile, a tratti persino ossequioso, attento alle necessità del tavolo. Il vino viene rabboccato con puntualità nel momento in cui il bicchiere si vuota. Nessuna invadenza, solo una puntuale attenzione al divenire del pasto con tempi di entrata perfetti, sempre con un sorriso e una cortese richiesta sull’andamento della serata. Tolgo un punto perché il ristorante non accetta i cani e questo è in controtendenza all’indirizzo nazionale che vuole la tutela di questi nostri amici a quattro zampe: sarebbe bello che i “primi della classe” dessero il buon esempio.
Acqua minerale Surgiva, vino Pinot nero riserva 2006 Praepositus, Abbazia di Novacella, 13,5% vol., al naso fiori rossi e ribes, alla beva buona acidità, tannini composti ma non aggressivi, legno, prugna matura, molto lungo con sentore di cioccolato; vino di grande complessità che si è aperto adagio lungo la serata.
Con il cestino del pane, completamente autoprodotto e composto da diverse qualità, tra cui focaccia, panini al latte, ai semi di finocchio e tozzi grissini croccanti, ci viene portato un piattino con una meravigliosa ed invitante mousse composta da burro, ricotta ed erbe varie, a cui attingeremo golosamente. In accompagnamento ci viene proposto un calice di spumante di cui non ricordo l’etichetta e che, vista la modestia della beva, avrei sicuramente fatto a meno, ma tant’è.
Appetizer.
In un piatto rettangolare un hamburger di calamari con pomodoro pachino scottato e senza cuticola, con una sottile listarella di cetriolo, infilzato da uno spiedino di legno; accanto una tazzina contenente un cappuccino di spuma di zucca al curry e crema di parmigiano. Delicato il sapore del calamaro che ben si fondeva con l’acidità del pomodoro; estremamente azzeccati i componenti del cappuccino che completavano il sapore del piatto: consigliabile infatti sorbire un cucchiaino di cappuccino ad ogni boccone di hamburger.
Entrée.
Carpaccio di baccalà con gamberi, riso integrale e gelato all’olio d’oliva.
In un grande piatto una composizione cromatica splendida, in cui un letto di sottili fettine di bianchissimo baccalà profumato e persino dolce nella sua preparazione sosteneva delle mezzelune che erano dei gamberi ricoperti da riso integrale croccante guarnito da una emulsione di crostacei. A parte, in un cucchiaio, un gelato all’olio di oliva che dava un’estrema freschezza alla preparazione, in cui ben si amalgamavano il croccante, il morbido, il salato e il dolce. Uno tra i migliori piatti della cena.
Primi.
Cannellone di patate ai finferli e calamari.
In un grande piatto quadrato un cannellone compatto ripieno di calamari e accompagnato da un contorno di finferli. Seppur accurato nella presentazione e con evidente freschezza dei componenti, risulta essere il meno saporito e nel complesso il piatto meno accattivante: devo ammettere che consumandolo ho potuto comunque apprezzarne la bontà. Sempre ad alto livello, ma nella scala del gradimento inferiore al precedente.
Riso affumicato mantecato al parmigiano, con olio al pino mugo e maialino glassato.
In un grande piatto rotondo di nuovo raggiungiamo l’altissima qualità con un piatto di riso maculato dal verdissimo olio che profumava di bosco, centralizzato con un’aria di pino mugo; come sassi in un torrente, cubetti di maialino glassato croccanti all’esterno e morbidissimi all’interno; sapiente mantecatura e sapore a tutto tondo, persino aggressivo nella bontà degli elementi: le Dolomiti allo stato puro. Gran piatto.
Secondo.
Cosciotto di cervo su ristretto di vino rosso e zucca alle spezie.
Un gran bel pezzo di carne, da “secondo” pieno, non certo da menu degustazione ristretto, cotto in modo perfetto, mantenendo il nucleo centrale rosa su un fondo bruno delicatissimo e per nulla coprente il sapore della carne, con la zucca appena percepibile perché moderata dalle spezie; il tutto adagiato su un letto di carote tagliate alla julienne, finocchi sia stufati che croccanti. Tipico piatto della tradizione montana, ma elaborato attraverso un originale accostamento di sapori tendenti ad equilibrare la naturale sopravvalenza della cacciagione. Spettacolare l’abbinamento con il Pinot nero.
Predessert.
Magnum alla nocciola su banane caramellate.
Un mottarellino col suo naturale bastoncino, composto da gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato amaro, accompagnato da una dadolata di banane caramellate e una salsa allo yogurth. Freschissimo e originale intermezzo.
Dessert.
La possibilità era quella di scegliere tra numerosi dessert, molto originali e complessi, ma vere bombe caloriche entusiasmanti nelle descrizioni, ma eravamo sazi e temendo di non gustare il dolce ci siamo limitati (questo “limitati” è eufemistico) ad un sorbetto ai fiori di sambuco.
In una coppa di cristallo quadrata, due generose boule di delicatissimo sorbetto al sambuco, appoggiato su un letto di frutti di bosco caramellati. Generoso finale che dava soddisfazione senza tuttavia “riempire” ulteriormente, stante che l’appagamento era ormai completo.
Ad accompagnare il “finale” un ottimo caffè in tazza grande con un elegante vassoio contenente della piccola pasticceria di elevata qualità, che è stata praticamente spazzolata senza ritegno.
Che dire? Eravamo venuti in questo stellato con il ricordo di un giudizio negativo da parte di un millantatore del gusto, ormai dissoltosi nel web, e, come sospettavamo, l’esperienza è stata invece estremamente positiva. Abbiamo incontrato una cucina del territorio (con variazioni verso il mare) rispettosa dello stesso e interpretata con eleganza, senza molecolarità o destrutturazioni, ma mantenendo il piacere della masticabilità, i profumi e i sapori dei componenti in un rigoroso percorso culinario che riesce a dare momenti di vera emozione nello scoprire questi esemplari accostamenti.
Due coperti 7 euro, una bottiglia di vino 34 euro, una bottiglia di acqua minerale 4 euro, due "aperitivi" 7 euro, un caffè 2 euro, due menu degustazione 130 euro, per un totale di 184 euro. Rapporto qualità/prezzo normale. Ricevuta fiscale REA 693565/08.
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sabato, 8 agosto, 2009
Recensione di: tump
Inviata il: 31-08-09
Livello utente: Mangione VIP
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Inviata il: 31-08-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 20.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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Una cosa ho imparato da questa esperienza: a volte la Serendipity è una buona cosa, e non tutto il male viene per nuocere.
Antefatto: in vacanza a Moena con figli, moglie e suoceri, decidiamo di fare una passeggiata ad anello, per sgranchirci un po' le gambe in altura, e vediamo un bel cerchio che dalla parte alta del paese, seguendo il torrente Costalunga (che scende dal famoso passo) arriva ad una malga, ovvero alpeggio, che si chiama Ciampac, sale ancora nel bosco, e poi incontra un deviazione che torna a Moena incrociando la strada asfaltata nei pressi di malga Panna, punto di ristoro.
Non informati su stelle Michelin, che per noi servono solo a contrassegnare gli pneumatici, pensiamo che malga sia indice di posto alla buona, con mucche di sfondo, nonno di Heidi che serve polente abbondanti e fumanti. Ci incamminiamo e godiamo della passeggiata, anche se il tempo diventa man mano più scuro. Giungiamo in vista del locale, tinteggiato di un bel rosa antico, con tavoloni di legno scuro all'esterno, coperti da una tenda da sole. incuranti del menu posto in entrata, ci accomodiamo al tavolone.
Una ragazza, con vestito da cameriere professionale d'ordinanza, apparercchia la tavola mentre le nuvole sempre più fitte lasciano scendere le prime goccioline di un temporale. Tovagliato bianco, bicchieri da acqua capienti, tovaglioli ripiegati con arte. Noi incuranti ci sediamo e guardiamo la pioggia che scende e offusca la vista sulla vallata e il paese sottostante.
Arriva il menu e in effetti capiamo che la nostra idea di Malga non era quella della Malga. La moglie ha in attacco di arrabbiatura alla vista del prezzo del coperto, € 3.50, e inizia silenziosamente ad inveire, il menu ha le pietanze descritte con l'articolo, cosa che mi manda in bestia, indice di nome lungo e piatto desolatamente vuoto. I prezzi non sono da malga.
Visto che l'acqua scroscia, decidiamo di ordinare, concentrandoci comunque sui piatti unici della tradizione, ovvero polenta con formaggio fuso e brasato per suoceri e moglie, io mi concentro su un tagliere di formaggi con miele, composte e crostini, figlio invece sul primo di tagliolini al ragù di selvaggina, e per finire le mie due donnine schizzinose vanno di pasta al sugo e cotoletta con patate.
Da bere acqua di fonte e per me birra Moenchshof chiara non filtrata.
Attendiamo pochi minuti e almeno il coperto viene ripagato: arriva un cestino di pane fatto in casa, ricco di vari tipi di pane, foccacine, schiacciatine, pane nero e chiaro, tiepido e fragrante, accompagnato da burro con ricotta e pino mugo. Ottimo ammazza fame dopo le due ore nel bosco, e riscaldante di fronte al temporale che impazza oltre la cortina del tendone.
Veniamo poi salutati da un piatto di benvenuto consistente in un ottimo, dolce e cremoso caprino, con salsa di zucca e microscopici ma decorativi tocchetti di polenta grigliata (sei pezzettini, ma facevano la loro figura).
I piatti si sono fatti apprezzare, le porzioni di polenta erano generose ed ottime, i tagliolini consistenti, di chiara matrice casereccia, e il sugo ottimo. I formaggi erano disposti su un largo piatto, dieci assaggi di vari tipi, dal più dolce simile a Camembert, a varie stagionature del locale puzzone, fino ad un erborinato, non locale ma ottimo comunque. Il tutto da abbinare a salsa di pera al curry (buonissima, spalmata sui crostini), salsa di cipolle rosse (nella norma) e una salsa di zucca non male. Il miele era in un cucchiaione di terracotta: miele d'acacia cons entore di pino, niente male davvero.
E i crostini erano otto, di quattro tipi diversi, da pane nero, bianco, con uvetta, quasi una zelten. Niente male davvero. Forse un po'eccessivi i 20€ per la quantità, ma la qualità era eccellente, e ha fatto impallidire le altre prove fatte nei giorni successivi.
Il sole torna a splendere sopra il paese. Noi ci siamo rifocillati, lasciamo perdere i 12€ per pasta al sugo e i 14€ per una cotoletta nella norma, che sono effettivamente un po' troppo care anche per uno stellato, e riappacificati col mondo torniamo verso Moena.
Concludendo, anche se si tratta di uno stellato che a cena ospita clienti raffinati, fa comunque il suo servizio di ristoro a chi si vuole concedere una passeggiata salutare tornando da Penia, salendo da Sorte o arrivando dal bosco, con i piatti unici. Forse potrebbe chiamarsi "Locale di classe fu Malga Panna, non siamo un rifugio di montagna", ma alla fin fine anche piatti da rifugio fatti con grande classe aiutano a riconciliarsi con il prossimo.
Antefatto: in vacanza a Moena con figli, moglie e suoceri, decidiamo di fare una passeggiata ad anello, per sgranchirci un po' le gambe in altura, e vediamo un bel cerchio che dalla parte alta del paese, seguendo il torrente Costalunga (che scende dal famoso passo) arriva ad una malga, ovvero alpeggio, che si chiama Ciampac, sale ancora nel bosco, e poi incontra un deviazione che torna a Moena incrociando la strada asfaltata nei pressi di malga Panna, punto di ristoro.
Non informati su stelle Michelin, che per noi servono solo a contrassegnare gli pneumatici, pensiamo che malga sia indice di posto alla buona, con mucche di sfondo, nonno di Heidi che serve polente abbondanti e fumanti. Ci incamminiamo e godiamo della passeggiata, anche se il tempo diventa man mano più scuro. Giungiamo in vista del locale, tinteggiato di un bel rosa antico, con tavoloni di legno scuro all'esterno, coperti da una tenda da sole. incuranti del menu posto in entrata, ci accomodiamo al tavolone.
Una ragazza, con vestito da cameriere professionale d'ordinanza, apparercchia la tavola mentre le nuvole sempre più fitte lasciano scendere le prime goccioline di un temporale. Tovagliato bianco, bicchieri da acqua capienti, tovaglioli ripiegati con arte. Noi incuranti ci sediamo e guardiamo la pioggia che scende e offusca la vista sulla vallata e il paese sottostante.
Arriva il menu e in effetti capiamo che la nostra idea di Malga non era quella della Malga. La moglie ha in attacco di arrabbiatura alla vista del prezzo del coperto, € 3.50, e inizia silenziosamente ad inveire, il menu ha le pietanze descritte con l'articolo, cosa che mi manda in bestia, indice di nome lungo e piatto desolatamente vuoto. I prezzi non sono da malga.
Visto che l'acqua scroscia, decidiamo di ordinare, concentrandoci comunque sui piatti unici della tradizione, ovvero polenta con formaggio fuso e brasato per suoceri e moglie, io mi concentro su un tagliere di formaggi con miele, composte e crostini, figlio invece sul primo di tagliolini al ragù di selvaggina, e per finire le mie due donnine schizzinose vanno di pasta al sugo e cotoletta con patate.
Da bere acqua di fonte e per me birra Moenchshof chiara non filtrata.
Attendiamo pochi minuti e almeno il coperto viene ripagato: arriva un cestino di pane fatto in casa, ricco di vari tipi di pane, foccacine, schiacciatine, pane nero e chiaro, tiepido e fragrante, accompagnato da burro con ricotta e pino mugo. Ottimo ammazza fame dopo le due ore nel bosco, e riscaldante di fronte al temporale che impazza oltre la cortina del tendone.
Veniamo poi salutati da un piatto di benvenuto consistente in un ottimo, dolce e cremoso caprino, con salsa di zucca e microscopici ma decorativi tocchetti di polenta grigliata (sei pezzettini, ma facevano la loro figura).
I piatti si sono fatti apprezzare, le porzioni di polenta erano generose ed ottime, i tagliolini consistenti, di chiara matrice casereccia, e il sugo ottimo. I formaggi erano disposti su un largo piatto, dieci assaggi di vari tipi, dal più dolce simile a Camembert, a varie stagionature del locale puzzone, fino ad un erborinato, non locale ma ottimo comunque. Il tutto da abbinare a salsa di pera al curry (buonissima, spalmata sui crostini), salsa di cipolle rosse (nella norma) e una salsa di zucca non male. Il miele era in un cucchiaione di terracotta: miele d'acacia cons entore di pino, niente male davvero.
E i crostini erano otto, di quattro tipi diversi, da pane nero, bianco, con uvetta, quasi una zelten. Niente male davvero. Forse un po'eccessivi i 20€ per la quantità, ma la qualità era eccellente, e ha fatto impallidire le altre prove fatte nei giorni successivi.
Il sole torna a splendere sopra il paese. Noi ci siamo rifocillati, lasciamo perdere i 12€ per pasta al sugo e i 14€ per una cotoletta nella norma, che sono effettivamente un po' troppo care anche per uno stellato, e riappacificati col mondo torniamo verso Moena.
Concludendo, anche se si tratta di uno stellato che a cena ospita clienti raffinati, fa comunque il suo servizio di ristoro a chi si vuole concedere una passeggiata salutare tornando da Penia, salendo da Sorte o arrivando dal bosco, con i piatti unici. Forse potrebbe chiamarsi "Locale di classe fu Malga Panna, non siamo un rifugio di montagna", ma alla fin fine anche piatti da rifugio fatti con grande classe aiutano a riconciliarsi con il prossimo.
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sabato, 13 settembre, 2008
Recensione di: BUZZY
Inviata il: 16-09-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: RAPALLO
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Inviata il: 16-09-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: RAPALLO
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Prezzo p.p. bevande incluse: 72.00 €
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: buono
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: buono
Valutazione
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Il ristorante si trova a Moena Fraz. Sorte alla fine di una interminabile e tortuosissima stradina di montagna. L'aspetto esterno è quello di un rifugio alpino, l'interno è quello di una baita arredata in modo rustico, caldo e accogliente a farla da padrone è il legno.
Al lavoro c'è l'intera famiglia Donei, padre, un figlio in cucina l'altro in sala.
E' sabato sera e c'è il pienone e questo ha compromesso un po' i tempi del servizio sicuramente troppo lunghi per una cena.
Nel menu ci sono due degustazioni una più strettamente territoriale, l'altra leggermente più fantasiosa. La carta dei vini è ampia ed interessante con ricarichi più che corretti. Scegliamo alla carta, saltiamo l'antipasto perchè i piatti sono tutti piuttosto robusti.
Il primo piatto da noi assaggiato sono i tagliolini ai funghi: buoni e croccanti i tagliolini, molto meno i funghi, poco saporiti e con il fondo troppo brodoso.
Arrivano poi gnocchi di patate con coda di bue e finferli: ottimo l'impasto e azzeccato anche il condimento con il contrasto della coda di bue stufata e la croccantezza dei finferli.
Capitolo secondi.
Variazione di agnello nostrano: carrè cotto alla perfezione e molto tenero, coscia al forno avvolta nello speck con una buona purea di patate un bel piatto anche molto abbondante.
Capriolo al vino rosso con polenta: una delusione! Carne stopposa, mal rifilata e neanche tanto ben sgrassata, polenta di routine, salsa al vino invece ben tirata.
I nostri dolci sono stati gelato al germe di grano con fragole e ciliegie cotte nel vino, un piatto corretto ma niente di più e aspic di pesche con frutti di bosco, leggero e saporito.
Abbiamo accompagnato la nostra cena con un Teroldego 2005 di De Vescovi di buona beva e complessità.
Un'esperienza tutto sommato positiva anche se con qualche alto e basso; la cucina è strettamente di territorio con qualche guizzo creativo non sempre riuscito, il servizio molto cortese anche se spesso un po' in affanno.
BUZZY
Al lavoro c'è l'intera famiglia Donei, padre, un figlio in cucina l'altro in sala.
E' sabato sera e c'è il pienone e questo ha compromesso un po' i tempi del servizio sicuramente troppo lunghi per una cena.
Nel menu ci sono due degustazioni una più strettamente territoriale, l'altra leggermente più fantasiosa. La carta dei vini è ampia ed interessante con ricarichi più che corretti. Scegliamo alla carta, saltiamo l'antipasto perchè i piatti sono tutti piuttosto robusti.
Il primo piatto da noi assaggiato sono i tagliolini ai funghi: buoni e croccanti i tagliolini, molto meno i funghi, poco saporiti e con il fondo troppo brodoso.
Arrivano poi gnocchi di patate con coda di bue e finferli: ottimo l'impasto e azzeccato anche il condimento con il contrasto della coda di bue stufata e la croccantezza dei finferli.
Capitolo secondi.
Variazione di agnello nostrano: carrè cotto alla perfezione e molto tenero, coscia al forno avvolta nello speck con una buona purea di patate un bel piatto anche molto abbondante.
Capriolo al vino rosso con polenta: una delusione! Carne stopposa, mal rifilata e neanche tanto ben sgrassata, polenta di routine, salsa al vino invece ben tirata.
I nostri dolci sono stati gelato al germe di grano con fragole e ciliegie cotte nel vino, un piatto corretto ma niente di più e aspic di pesche con frutti di bosco, leggero e saporito.
Abbiamo accompagnato la nostra cena con un Teroldego 2005 di De Vescovi di buona beva e complessità.
Un'esperienza tutto sommato positiva anche se con qualche alto e basso; la cucina è strettamente di territorio con qualche guizzo creativo non sempre riuscito, il servizio molto cortese anche se spesso un po' in affanno.
BUZZY
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domenica, 20 gennaio, 2008
Recensione di: Greedy
Inviata il: 23-01-08
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: Milano
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Inviata il: 23-01-08
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 93.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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Giudizio Personale: Positivo. Cucina: Regionale, innovativa.
Non la tipica malga, certo, neanche un locale di cucina innovativa spinta. Un occhio al terroir e uno alla fantasia, per una combinazione vincente.
I posti in sala si sono ridotti a 60 contro i 120 di anni addietro, favorendo così un servizio e una cucina più interessante. Ad ammissione dello stesso proprietario, capita che in periodi di alta stagione, ci siano punte anche di 80 coperti, ma si cerca di trovare un compromesso fra le richieste dei clienti, la voglia di offrire un servizio di buon livello, e il bilancio che a fine anno deve quadrare. Ho scelto di mangiare di sabato a pranzo, sala quasi vuota, c'erano solo quattro tavoli e siamo stati serviti e coccolati dall’appetizer al caffè.
Per noi, un ampio tavolo d’angolo che sarebbe bastato per sei persone. Tutto nostro.
Abbiamo mangiato.
Ci viene chiesto come di consueto: lor signori gradiscono l’aperitivo? Arriva un calice di Spumante Brut di Franciacorta, Enrico Gatti. Buono, anche se non a temperatura soddisfacente, a mio avviso.
Ordiniamo entrambi il menu degustazione Suggestioni, proposto a 65 €, con una bottiglia di Methius Riserva 2001, Dorigati. In carta a 38 €, un ottimo prezzo per un ottimo spumante trentino.
Dalla cucina arriva un primo omaggio, Salmone marinato con caprino fresco della valle e cappuccino di puzzone di moena e spinaci. Fresco e apprezzato inizio.
Come apertura del menu, abbiamo una Coda di gambero, calamaro e piovra, con crema di patate e fumo all’arancio e basilico. In realtà le code sono più di una, grosse e saporite.
Discreto però il piatto, privo di una personalità propria. Semplicemente appoggiati sopra il letto di patate i due molluschi e le code in cima, con i profumi di contorno poco presenti. Un po’ semplice ma buono per me, lei invece lo trova semplicemente buonissimo.
Riso mantecato al radicchio tardivo, pollo ruspante e capesante. Ottimo risotto al radicchio, con al centro una fetta di circa un centimetro di capasanta che nascondeva sotto dei pezzetti di pollo. Strano ma molto ben riuscito questo accostamento.
Tortelli al taleggio, con tartufo trentino e ristretto di vitello.
Tre semplici tortelli con ripieno di taleggio conditi con del ristretto di vitello e una grattata di tartufo. Non colpisce certo per la novità e non rimane impresso nella memoria, anche se la preparazione era perfetta e il piatto, certo, è stato gradito.
Dopo questi due primi, una prima lieve sensazione di smarrimento, ma è tutto qua? Stiamo mangiando bene, a tratti anche molto bene, ma il tipo di cucina atteso era diverso.
Strudel di luccioperca, con crema di topinambur e caviale affumicato.
Ecco finalmente qualcosa di diverso, seppur con l’ormai onnipresente topinambur, un bel filetto di luccioperca in quello che a prima vista sembra (non me ne vogliamo, non lo intendo in negativo) un involtino cinese. Avvolto infatti in questa crosta e cotto presumibilmente in olio evo, appoggiato sul letto di crema con qualche goccia di caviale affumicato. Davvero buono. Piatto da bis.
Filetto di cervo arrosto, con patate, radicchio brasato e ristretto di vino rosso e olio di sesamo.
Una generosa porzione di filetto, forse anche troppo per un menu da sei portate, viene servita nappata da semi di sesamo e servita con un ottimo radicchio brasato. Ottimo.
Per i dolci, il menu lascia libera scelta dalla carta, scegliamo quindi una Insalata di frutti rossi con gelato al miele di rododendro, molto apprezzato dalla mia commensale, per me invece la Crepe soufflé alla mela, con salsa di cannella e acqua al lampone. Una rivisitazione dello strudel in pratica, ben riuscita.
Con i due caffè ci viene portata anche la Piccola pasticceria come da menu, servita su un vassoio di legno quadrato di bella presenza, composta da tanti piccoli pasticcini di buona fattura.
Servizio.
Attento e premuroso per tutto il pranzo, agevolato senz’altro dal fatto che in sala c’erano solo quattro tavoli, ma nonostante questo di buon livello. Piccola nota negativa per il vino spumante servito a temperatura di cantina, viene raffreddato con del ghiaccio ma ci vuole un po’ di tempo, il patron mi spiega che lui tiene tutti gli spumanti in cantina per non rovinarli. Sarà, però per una buona parte del pranzo il vino è risultato non a temperatura ottimale. Ma qui si potrebbe aprire una diatriba sulla temperatura di servizio, quindi mi taccio.
Ambiente.
Tipica malga trentina, molto legno e calore, nulla lascerebbe immaginare il livello del ristorante. Ci viene infatti detto che molti entrano pensando di ordinare un panino o della polenta e funghi e si trovano un po’ spiazzati quando vedono la sala, la tavola imbandita con un certo tono e quando leggono il menu. Ma se vi presentate adeguatamente preparati, la serata è garantita.
Rapporto qualità/prezzo: neutro. Per la qualità della cucina espressa e le materie prime utilizzate, in rapporto ad una collocazione del locale piuttosto periferica e un prezzo tutto sommato elevato, giudico il suddetto rapporto solo sufficiente.
Conto: due coperti 7 €; un vino 38 €; un'acqua 3,5 €; un aperitivo 3 €; due affè 4 €; due menu 130 €. Totale 185,50 €.
Non la tipica malga, certo, neanche un locale di cucina innovativa spinta. Un occhio al terroir e uno alla fantasia, per una combinazione vincente.
I posti in sala si sono ridotti a 60 contro i 120 di anni addietro, favorendo così un servizio e una cucina più interessante. Ad ammissione dello stesso proprietario, capita che in periodi di alta stagione, ci siano punte anche di 80 coperti, ma si cerca di trovare un compromesso fra le richieste dei clienti, la voglia di offrire un servizio di buon livello, e il bilancio che a fine anno deve quadrare. Ho scelto di mangiare di sabato a pranzo, sala quasi vuota, c'erano solo quattro tavoli e siamo stati serviti e coccolati dall’appetizer al caffè.
Per noi, un ampio tavolo d’angolo che sarebbe bastato per sei persone. Tutto nostro.
Abbiamo mangiato.
Ci viene chiesto come di consueto: lor signori gradiscono l’aperitivo? Arriva un calice di Spumante Brut di Franciacorta, Enrico Gatti. Buono, anche se non a temperatura soddisfacente, a mio avviso.
Ordiniamo entrambi il menu degustazione Suggestioni, proposto a 65 €, con una bottiglia di Methius Riserva 2001, Dorigati. In carta a 38 €, un ottimo prezzo per un ottimo spumante trentino.
Dalla cucina arriva un primo omaggio, Salmone marinato con caprino fresco della valle e cappuccino di puzzone di moena e spinaci. Fresco e apprezzato inizio.
Come apertura del menu, abbiamo una Coda di gambero, calamaro e piovra, con crema di patate e fumo all’arancio e basilico. In realtà le code sono più di una, grosse e saporite.
Discreto però il piatto, privo di una personalità propria. Semplicemente appoggiati sopra il letto di patate i due molluschi e le code in cima, con i profumi di contorno poco presenti. Un po’ semplice ma buono per me, lei invece lo trova semplicemente buonissimo.
Riso mantecato al radicchio tardivo, pollo ruspante e capesante. Ottimo risotto al radicchio, con al centro una fetta di circa un centimetro di capasanta che nascondeva sotto dei pezzetti di pollo. Strano ma molto ben riuscito questo accostamento.
Tortelli al taleggio, con tartufo trentino e ristretto di vitello.
Tre semplici tortelli con ripieno di taleggio conditi con del ristretto di vitello e una grattata di tartufo. Non colpisce certo per la novità e non rimane impresso nella memoria, anche se la preparazione era perfetta e il piatto, certo, è stato gradito.
Dopo questi due primi, una prima lieve sensazione di smarrimento, ma è tutto qua? Stiamo mangiando bene, a tratti anche molto bene, ma il tipo di cucina atteso era diverso.
Strudel di luccioperca, con crema di topinambur e caviale affumicato.
Ecco finalmente qualcosa di diverso, seppur con l’ormai onnipresente topinambur, un bel filetto di luccioperca in quello che a prima vista sembra (non me ne vogliamo, non lo intendo in negativo) un involtino cinese. Avvolto infatti in questa crosta e cotto presumibilmente in olio evo, appoggiato sul letto di crema con qualche goccia di caviale affumicato. Davvero buono. Piatto da bis.
Filetto di cervo arrosto, con patate, radicchio brasato e ristretto di vino rosso e olio di sesamo.
Una generosa porzione di filetto, forse anche troppo per un menu da sei portate, viene servita nappata da semi di sesamo e servita con un ottimo radicchio brasato. Ottimo.
Per i dolci, il menu lascia libera scelta dalla carta, scegliamo quindi una Insalata di frutti rossi con gelato al miele di rododendro, molto apprezzato dalla mia commensale, per me invece la Crepe soufflé alla mela, con salsa di cannella e acqua al lampone. Una rivisitazione dello strudel in pratica, ben riuscita.
Con i due caffè ci viene portata anche la Piccola pasticceria come da menu, servita su un vassoio di legno quadrato di bella presenza, composta da tanti piccoli pasticcini di buona fattura.
Servizio.
Attento e premuroso per tutto il pranzo, agevolato senz’altro dal fatto che in sala c’erano solo quattro tavoli, ma nonostante questo di buon livello. Piccola nota negativa per il vino spumante servito a temperatura di cantina, viene raffreddato con del ghiaccio ma ci vuole un po’ di tempo, il patron mi spiega che lui tiene tutti gli spumanti in cantina per non rovinarli. Sarà, però per una buona parte del pranzo il vino è risultato non a temperatura ottimale. Ma qui si potrebbe aprire una diatriba sulla temperatura di servizio, quindi mi taccio.
Ambiente.
Tipica malga trentina, molto legno e calore, nulla lascerebbe immaginare il livello del ristorante. Ci viene infatti detto che molti entrano pensando di ordinare un panino o della polenta e funghi e si trovano un po’ spiazzati quando vedono la sala, la tavola imbandita con un certo tono e quando leggono il menu. Ma se vi presentate adeguatamente preparati, la serata è garantita.
Rapporto qualità/prezzo: neutro. Per la qualità della cucina espressa e le materie prime utilizzate, in rapporto ad una collocazione del locale piuttosto periferica e un prezzo tutto sommato elevato, giudico il suddetto rapporto solo sufficiente.
Conto: due coperti 7 €; un vino 38 €; un'acqua 3,5 €; un aperitivo 3 €; due affè 4 €; due menu 130 €. Totale 185,50 €.
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domenica, 13 gennaio, 2008
Recensione di: paolomina
Inviata il: 14-01-08
Livello utente: Recensore
Provenienza: piovene rocchette
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 14-01-08
Livello utente: Recensore
Provenienza: piovene rocchette
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 78.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: buono
Valutazione
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Locale molto tipico e ben curato con dei tavoli ben distanziati tra loro, servizio molto veloce, preciso e cortese.
Dopo un aperitivo con un discreto prosecco Le Colture, uno straordinario appetizer: tartare di capriolo con bavarese, salsa alla rapa rossa e crema di zucca con pistacchi.
Non si poteva iniziare meglio, grande armonia dei gusti e giusto dosaggio della marinatura.
Poi l'antipasto: coscia di capriolo cotta a bassa temperatura con gelato alla senape.
Ottima qualità della materia prima, il capriolo viene adagiato su un lettino di insalatina con sparso qualche pezzetto di noci, peperoni e zucca, a fianco il cucchiaio con il delizioso gelato alla senape. Gran piatto.
La mia fidanzata opta per un uovo fritto in crosta di polenta con spinaci, salsa al taleggio e tartufo del trentino: altra meraviglia.
Poi il primo, dei tortelli di melanzane con guancia di rana pescatrice, finferli e burro al timo.
Bel piatto, pasta finissima dei tortelli, con l'unico difetto di una piccola salatura di troppo.
Per la mia commensale, dei tortelli di taleggio con tartufo del trentino e ristretto di vitello, anche questi leggermente salati.
Non contento del già straordinario pranzo prendo anche un secondo, anatroccolo in due cotture.
Un petto con cottura leggermente al sangue adagiato su una deliziosa peperonata fatta a piccoli pezzi e due coscie al forno su degli spinaci con pinoli, uvetta e speck. Molto buono.
Per la mia compagna una degustazione di formaggi con le relative confetture.
Come vino ho optato per un Sauvignon 04 di Peter Dipoli (discreto) e per un calice di Pinot Nero 03 Riserva di H. Lun (nulla di sensazionale).
Lo chef Paolo Donei fa grande uso della materia prima con degli abbinamenti azzeccati, piatti saporiti ma mai troppo pesanti.
Ottima la presenza del fratello Massimo in sala con la sua competenza e simpatia.
Carta dei vini di gran livello.
Conto di € 156 con € 31 di vino.
Dopo un aperitivo con un discreto prosecco Le Colture, uno straordinario appetizer: tartare di capriolo con bavarese, salsa alla rapa rossa e crema di zucca con pistacchi.
Non si poteva iniziare meglio, grande armonia dei gusti e giusto dosaggio della marinatura.
Poi l'antipasto: coscia di capriolo cotta a bassa temperatura con gelato alla senape.
Ottima qualità della materia prima, il capriolo viene adagiato su un lettino di insalatina con sparso qualche pezzetto di noci, peperoni e zucca, a fianco il cucchiaio con il delizioso gelato alla senape. Gran piatto.
La mia fidanzata opta per un uovo fritto in crosta di polenta con spinaci, salsa al taleggio e tartufo del trentino: altra meraviglia.
Poi il primo, dei tortelli di melanzane con guancia di rana pescatrice, finferli e burro al timo.
Bel piatto, pasta finissima dei tortelli, con l'unico difetto di una piccola salatura di troppo.
Per la mia commensale, dei tortelli di taleggio con tartufo del trentino e ristretto di vitello, anche questi leggermente salati.
Non contento del già straordinario pranzo prendo anche un secondo, anatroccolo in due cotture.
Un petto con cottura leggermente al sangue adagiato su una deliziosa peperonata fatta a piccoli pezzi e due coscie al forno su degli spinaci con pinoli, uvetta e speck. Molto buono.
Per la mia compagna una degustazione di formaggi con le relative confetture.
Come vino ho optato per un Sauvignon 04 di Peter Dipoli (discreto) e per un calice di Pinot Nero 03 Riserva di H. Lun (nulla di sensazionale).
Lo chef Paolo Donei fa grande uso della materia prima con degli abbinamenti azzeccati, piatti saporiti ma mai troppo pesanti.
Ottima la presenza del fratello Massimo in sala con la sua competenza e simpatia.
Carta dei vini di gran livello.
Conto di € 156 con € 31 di vino.
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mercoledì, 16 agosto, 2006
Recensione di: Felonius
Inviata il: 25-08-06
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza:
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Inviata il: 25-08-06
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 55.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 10
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 10
Rapporto q / p: buono
Valutazione
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Il ristorante è sito poco fuori del paese ai margini di un bosco, dal quale si domina la valla vallata sottostante con una vista davvero notevole.
L’ambiente è tipicamente montano, molto caldo ed accogliente; a renderlo tale contribuisce anche un servizio molto cortese che ci accompagna per tutta la sera.
Apparecchiatura elegante.
Sono presenti menu degustazioni, ma io opto per la carta.
Come primo assaporo i tagliolini nobili con i funghi porcini (voto 8,5). I tagliolini vengono chiamati nobili perché fatti con il solo rosso d’uovo, effettivamente alla vista si presentano quasi arancione.
Al gusto accompagnati da abbondanti funghi porcini freschi sono davvero eccellenti.
Come secondo assaporo un filetto di cervo con composta di peperoni e di albicocche (voto 9,5). Tenera, perfettamente cotta e gustosa la carne, semplicemente sublime l’abbinamento agrodolce.
Come dessert scelgo la crème brulé (voto 8,5) con i frutti di bosco. Eccellente.
Accompagniamo il pranzo con un profumatissimo Teroldego locale e il dolce con un piacevolissimo bicchiere di Moscato rosa.
Buono anche il rapporto qualità/prezzo (55 euro a testa).
L’ambiente è tipicamente montano, molto caldo ed accogliente; a renderlo tale contribuisce anche un servizio molto cortese che ci accompagna per tutta la sera.
Apparecchiatura elegante.
Sono presenti menu degustazioni, ma io opto per la carta.
Come primo assaporo i tagliolini nobili con i funghi porcini (voto 8,5). I tagliolini vengono chiamati nobili perché fatti con il solo rosso d’uovo, effettivamente alla vista si presentano quasi arancione.
Al gusto accompagnati da abbondanti funghi porcini freschi sono davvero eccellenti.
Come secondo assaporo un filetto di cervo con composta di peperoni e di albicocche (voto 9,5). Tenera, perfettamente cotta e gustosa la carne, semplicemente sublime l’abbinamento agrodolce.
Come dessert scelgo la crème brulé (voto 8,5) con i frutti di bosco. Eccellente.
Accompagniamo il pranzo con un profumatissimo Teroldego locale e il dolce con un piacevolissimo bicchiere di Moscato rosa.
Buono anche il rapporto qualità/prezzo (55 euro a testa).
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domenica, 9 aprile, 2006
Recensione di: The Dude
Inviata il: 15-05-06
Livello utente: Recensore
Provenienza: Cusago
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Inviata il: 15-05-06
Livello utente: Recensore
Provenienza: Cusago
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Prezzo p.p. bevande incluse: 85.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: ottimo
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: ottimo
Valutazione
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Pranzo trionfale al ristorante Malga Panna di Moena.
Sono passate ormai alcune settimane dal lieto evento, ma non posso certo esimermi dal documentare un pasto di tale livello.
Il locale si trova a qualche centinaio di metri dal centro del paese di Moena e per raggiungerlo è necessario inerpicarsi per una stretta e ripida stradina.
La location è affascinante, con una splendida vista sulla vallata. L'ambiente interno è tipicamente trentino, con il legno a farla da padrone, di buon gusto ed in perfette condizioni. Caldo e molto accogliente.
Anche il servizio è di ottimo livello, professionale ed amichevole allo stesso tempo, praticamente inappuntabile.
La proposta gastronomica si è rivelata ampia, articolata e, soprattutto, affine ai nostri gusti.
La scelta è ricaduta quasi istantaneamente sul menu degustazione "Suggestioni", in quanto questo comprendeva molti dei piatti che avremmo eventualmente ordinato à la carte.
Quanto al vino, essendo l'unico alcolista al tavolo, ho optato per un bianco in bottiglia piccola, un ottimo Chardonnay Lowengang di Alois Lageder del 2002.
Per iniziare ci è stato servito un doppio appetizer: una crema di broccoli con spuma di grana ed un bocconcino di salmone con formaggio fresco e semi di sesamo. Entrambi molto buoni. Segnalo fin da subito l'ottimo cestino del pane, composto da grissini, focaccia e vari mignon.
Antipasto
Carpaccio di storione con panini di capesante, crema all'erba cipollina, caviale di trota e panna acida: piatto eccellente, splendido alla vista ed ottimo al palato.
Primi
Orzo mantecato con bruscandoli, asparagi, gamberi e guanciale di maiale per entrambi: piatto molto buono, piacevolmente sapido, ma senza eccessi.
Per proseguire Tortelli al taleggio e tartufo trentino per lei: li ho solo assaggiati, ma si sono parsi all'altezza di tutto il resto.
Per me una piccola modifica al menu degustazione, concessa senza alcun problema: Gnocchi di patate con guazzetto di molluschi, coregone, finferli ed erba cipollina. Anche questo ottimo. Segnalo che il coregone è un pesce d'acqua dolce tipico dei laghi prealpini.
Secondi
Trancio di lucioperca in crosta di pomodoro con fonduta di ricotta affumicata: devo ammettere che avevo provato a farmi sostituire anche questa portata, ma che il patron mi aveva consigliato di mantenerlo. E per fortuna: piatto migliore della giornata.
A seguire Filetto di cervo con patate affumicate, insalata di germogli e speck: ormai ho finito gli aggettivi, ottimo come tutto il resto. Con questo piatto mi è stato abbinato un calice di Lagrein.
Predessert
Crema bruciata alla liquerizia e gelato ai fiori di campo: molto piacevole.
Dessert (a scelta)
Per me Tartufo ai tre cioccolati con mandarini cinesi canditi accompagnato da un calice di Moscato Rosa. Per lei Crema bruciata alla vaniglia, ragù di frutti rossi e gelato al fior di latte. Entrambi buoni e ben presentati.
Per finire un'ottima piccola pasticceria.
Conto finale a 170 € in due per 2 menu degustazione (130 €), 2 bottiglie d'acqua (7 €), 1 bottiglia di vino da 375 ml (21 €), 1 calice di Lagrein (3,50 €), 1 calice di vino da dessert (5 €), 2 caffè (4 €). Ottimo rapporto qualità prezzo.
Tirando le somme.
Cucina pienamente soddisfacente, a tratti entusiasmante, un 10 sfiorato. Sapida, ma equilibrata, nonchè splendidamente presentata. Complimenti allo chef Paolo Donei. Ambiente e servizio sullo stesso livello, prezzi concorrenziali.
Cosa chiedere di più? Magari di trasferirsi in Lombardia...
Sono passate ormai alcune settimane dal lieto evento, ma non posso certo esimermi dal documentare un pasto di tale livello.
Il locale si trova a qualche centinaio di metri dal centro del paese di Moena e per raggiungerlo è necessario inerpicarsi per una stretta e ripida stradina.
La location è affascinante, con una splendida vista sulla vallata. L'ambiente interno è tipicamente trentino, con il legno a farla da padrone, di buon gusto ed in perfette condizioni. Caldo e molto accogliente.
Anche il servizio è di ottimo livello, professionale ed amichevole allo stesso tempo, praticamente inappuntabile.
La proposta gastronomica si è rivelata ampia, articolata e, soprattutto, affine ai nostri gusti.
La scelta è ricaduta quasi istantaneamente sul menu degustazione "Suggestioni", in quanto questo comprendeva molti dei piatti che avremmo eventualmente ordinato à la carte.
Quanto al vino, essendo l'unico alcolista al tavolo, ho optato per un bianco in bottiglia piccola, un ottimo Chardonnay Lowengang di Alois Lageder del 2002.
Per iniziare ci è stato servito un doppio appetizer: una crema di broccoli con spuma di grana ed un bocconcino di salmone con formaggio fresco e semi di sesamo. Entrambi molto buoni. Segnalo fin da subito l'ottimo cestino del pane, composto da grissini, focaccia e vari mignon.
Antipasto
Carpaccio di storione con panini di capesante, crema all'erba cipollina, caviale di trota e panna acida: piatto eccellente, splendido alla vista ed ottimo al palato.
Primi
Orzo mantecato con bruscandoli, asparagi, gamberi e guanciale di maiale per entrambi: piatto molto buono, piacevolmente sapido, ma senza eccessi.
Per proseguire Tortelli al taleggio e tartufo trentino per lei: li ho solo assaggiati, ma si sono parsi all'altezza di tutto il resto.
Per me una piccola modifica al menu degustazione, concessa senza alcun problema: Gnocchi di patate con guazzetto di molluschi, coregone, finferli ed erba cipollina. Anche questo ottimo. Segnalo che il coregone è un pesce d'acqua dolce tipico dei laghi prealpini.
Secondi
Trancio di lucioperca in crosta di pomodoro con fonduta di ricotta affumicata: devo ammettere che avevo provato a farmi sostituire anche questa portata, ma che il patron mi aveva consigliato di mantenerlo. E per fortuna: piatto migliore della giornata.
A seguire Filetto di cervo con patate affumicate, insalata di germogli e speck: ormai ho finito gli aggettivi, ottimo come tutto il resto. Con questo piatto mi è stato abbinato un calice di Lagrein.
Predessert
Crema bruciata alla liquerizia e gelato ai fiori di campo: molto piacevole.
Dessert (a scelta)
Per me Tartufo ai tre cioccolati con mandarini cinesi canditi accompagnato da un calice di Moscato Rosa. Per lei Crema bruciata alla vaniglia, ragù di frutti rossi e gelato al fior di latte. Entrambi buoni e ben presentati.
Per finire un'ottima piccola pasticceria.
Conto finale a 170 € in due per 2 menu degustazione (130 €), 2 bottiglie d'acqua (7 €), 1 bottiglia di vino da 375 ml (21 €), 1 calice di Lagrein (3,50 €), 1 calice di vino da dessert (5 €), 2 caffè (4 €). Ottimo rapporto qualità prezzo.
Tirando le somme.
Cucina pienamente soddisfacente, a tratti entusiasmante, un 10 sfiorato. Sapida, ma equilibrata, nonchè splendidamente presentata. Complimenti allo chef Paolo Donei. Ambiente e servizio sullo stesso livello, prezzi concorrenziali.
Cosa chiedere di più? Magari di trasferirsi in Lombardia...
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mercoledì, 9 marzo, 2005
Recensione di: ncamillo
Inviata il: 11-05-06
Livello utente: Recensore
Provenienza:
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 11-05-06
Livello utente: Recensore
Provenienza:
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 99.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Valutazione
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Membro dei Giovani Ristoratori d'Europa, il Malga Panna è, probabilmente, uno dei migliori ristoranti non solo della regione ma di tutto il Nord Est italiano.
La famiglia Donei gestisce questa curata malga a Sorte, frazione di Moena, paese montano e rinomata stazione sciistica del Trentino-Alto Adige.
Raggiungere il locale non è semplicissimo, distante un paio di km dal centro, è l'ultima costruzione in cima alla collina che sovrasta Moena, e ci si arriva attraverso uno stretto viottolo. La vista da lassù è davvero suggestiva, peccato che sia sera e si possano intravedere solo le mille luci della vallata.
L'accoglienza è gentile e professionale, consegnati i nostri cappotti, ci accomodiamo ad un curato tavolo circolare nella prima saletta. L'unica pecca è riscontrabile nelle sedute (una panca lignea), non comodissime, seppur ci siano dei piccoli cuscini.
L'ambiente è curato, legno (come è facile immaginare) a profusione, e bottiglie di vino sistemate su alcune mensole. I coperti sono circa 40, tutti occupati.
Vengono portate le carte. Quella dei vini è davvero ampia e divisa in due tomi, uno esclusivamente regionale, con una selezione invidiabile di produzione vinicola locale, ed uno nazionale ed estero altrettanto ampio. I prezzi sono davvero da encomio (Sassicaia 2001 a 90 euro, Montevetrano 2002 a 47 euro, tra i tanti). Consigliati anche dal simpatico sommelier (Massimo, fratello del cuoco Paolo Donei) beviamo un buon Selezione Bruno di Rocca Vecchie Terre di Montefili 97 (62 euro).
La carta delle vivande prevede due menu degustazione, il Tipico Trentino a 50 euro e il Suggestioni, più creativo, a 60 euro, sul quale ricadrà la nostra scelta. Le proposte alla carta sono sei per antipasti, primi, secondi e dolci; i prezzi variano dai 13 ai 22 euro, per i dolci si va dai 9,50 ai 12 euro.
L'appetizer è una buona polenta con lumache. Lo accompagniamo con un discreto Brut Trentino (2 euro). Siamo ben predisposti ad una cena di alto livello.
Carpaccio di tonno con finferli e panino di capesante. Il carpaccio è davvero buono, ben fatto, e l'abbinamento con i saporiti finferli e la capasanta dorata (ottima) notevole. Il vino, ovviamente, sovrasta ma reggerà bene sul seguito del menu.
Gnocchetti di funghi porcini con baccalà e gamberi. Gli gnocchetti sono impastati con i funghi e il sapore è intenso e persistente, gamberi e baccalà creano un inaspettato e piacevole connubio. Molto buono.
Tortelli al taleggio e tartufo trentino. Tre di numero, i tortelli sono più che buoni, con una sfoglia di giusta consistenza e spessore, ed il ripieno di taleggio cremoso. Il tartufo non ha un profumo molto intenso ma l'abbinamento, collaudato, è, ad ogni modo, soddisfacente.
Variazione del Puzzone di Moena. Il puzzone è il celebre formaggio prodotto in questa zona, che viene qui proposto in una variazione di tre differenti preparazioni. Bicchierino con zabaione di puzzone e fili di cipolla fritti. Buono. Sandwich di pane nero con puzzone e (grande) marmellata di melanzane e arance. Ottimo nella sua semplicità. Puzzone al naturale con crostino e marmellata di cipolle. Buono.
Filetto di cervo al vino rosso con radicchio brasato e crocchette di formaggio erborinato. Ottimo per cottura e qualità il cervo, giusto l'accostamento con il radicchio, che crea un contrasto amaro alla dolcezza della carne. Non ho compreso l'abbinamento con le crocchette di formaggio, ridondanti, anche perché, forse, proposte dopo la variazione di puzzone.
Viene concesso, senza alcun problema, il cambio per la mia ragazza con un più che buono filetto di manzo con indivia brasata, porcini, nocciole e speck.
Pre-dessert: crema bruciata alla lavanda con gelato al pepe di Sechuan. Molto buona, anche in questo caso si procede ad alti livelli, ed è un buon auspicio per il "dolce" finale.
C'è la possibilità di scegliere il dessert alla carta (bonus). Opto per una sfogliatina caramellata al caffè con mousse di birra scura e ragù di fragole. Buonissima, davvero. Gioco di consistenze e sapori davvero mirabile.
Per Alessia un tortino ai due cioccolati con gelato al ginepro. Cono con mousse di cioccolato bianco e cilindro con cioccolato fondente in due consistenze. Buono.
Piccola pasticceria. Una dozzina di preparazioni differenti davvero mignon e tutte golose.
Un'esperienza senza dubbio notevole. Tutti i piatti sono stati almeno buoni, nessuna caduta, la cena ha mantenuto, costantemente, un livello alto. La cucina del Malga Panna è basata principalmente su funghi e selvaggina, ma in ogni portata si può notare la mano felice del cuoco, dall'appetizer alla piccola pasticceria. Non ci sono abbinamenti arditi ma sicura padronanza di tecnica e conoscenza di materie prime. Belle anche le preparazioni delle portate. Il servizio è stato di buon livello, non distaccato o eccessivamente formale, ma professionale e di giusta confidenzialità.
Siamo stati davvero bene.
Conto finale di 189 euro così suddiviso: 2 menu degustazione, 120 euro; 1 vino, 62 euro; 1 acqua, 3 euro; 2 aperitivi, 4 euro.
La famiglia Donei gestisce questa curata malga a Sorte, frazione di Moena, paese montano e rinomata stazione sciistica del Trentino-Alto Adige.
Raggiungere il locale non è semplicissimo, distante un paio di km dal centro, è l'ultima costruzione in cima alla collina che sovrasta Moena, e ci si arriva attraverso uno stretto viottolo. La vista da lassù è davvero suggestiva, peccato che sia sera e si possano intravedere solo le mille luci della vallata.
L'accoglienza è gentile e professionale, consegnati i nostri cappotti, ci accomodiamo ad un curato tavolo circolare nella prima saletta. L'unica pecca è riscontrabile nelle sedute (una panca lignea), non comodissime, seppur ci siano dei piccoli cuscini.
L'ambiente è curato, legno (come è facile immaginare) a profusione, e bottiglie di vino sistemate su alcune mensole. I coperti sono circa 40, tutti occupati.
Vengono portate le carte. Quella dei vini è davvero ampia e divisa in due tomi, uno esclusivamente regionale, con una selezione invidiabile di produzione vinicola locale, ed uno nazionale ed estero altrettanto ampio. I prezzi sono davvero da encomio (Sassicaia 2001 a 90 euro, Montevetrano 2002 a 47 euro, tra i tanti). Consigliati anche dal simpatico sommelier (Massimo, fratello del cuoco Paolo Donei) beviamo un buon Selezione Bruno di Rocca Vecchie Terre di Montefili 97 (62 euro).
La carta delle vivande prevede due menu degustazione, il Tipico Trentino a 50 euro e il Suggestioni, più creativo, a 60 euro, sul quale ricadrà la nostra scelta. Le proposte alla carta sono sei per antipasti, primi, secondi e dolci; i prezzi variano dai 13 ai 22 euro, per i dolci si va dai 9,50 ai 12 euro.
L'appetizer è una buona polenta con lumache. Lo accompagniamo con un discreto Brut Trentino (2 euro). Siamo ben predisposti ad una cena di alto livello.
Carpaccio di tonno con finferli e panino di capesante. Il carpaccio è davvero buono, ben fatto, e l'abbinamento con i saporiti finferli e la capasanta dorata (ottima) notevole. Il vino, ovviamente, sovrasta ma reggerà bene sul seguito del menu.
Gnocchetti di funghi porcini con baccalà e gamberi. Gli gnocchetti sono impastati con i funghi e il sapore è intenso e persistente, gamberi e baccalà creano un inaspettato e piacevole connubio. Molto buono.
Tortelli al taleggio e tartufo trentino. Tre di numero, i tortelli sono più che buoni, con una sfoglia di giusta consistenza e spessore, ed il ripieno di taleggio cremoso. Il tartufo non ha un profumo molto intenso ma l'abbinamento, collaudato, è, ad ogni modo, soddisfacente.
Variazione del Puzzone di Moena. Il puzzone è il celebre formaggio prodotto in questa zona, che viene qui proposto in una variazione di tre differenti preparazioni. Bicchierino con zabaione di puzzone e fili di cipolla fritti. Buono. Sandwich di pane nero con puzzone e (grande) marmellata di melanzane e arance. Ottimo nella sua semplicità. Puzzone al naturale con crostino e marmellata di cipolle. Buono.
Filetto di cervo al vino rosso con radicchio brasato e crocchette di formaggio erborinato. Ottimo per cottura e qualità il cervo, giusto l'accostamento con il radicchio, che crea un contrasto amaro alla dolcezza della carne. Non ho compreso l'abbinamento con le crocchette di formaggio, ridondanti, anche perché, forse, proposte dopo la variazione di puzzone.
Viene concesso, senza alcun problema, il cambio per la mia ragazza con un più che buono filetto di manzo con indivia brasata, porcini, nocciole e speck.
Pre-dessert: crema bruciata alla lavanda con gelato al pepe di Sechuan. Molto buona, anche in questo caso si procede ad alti livelli, ed è un buon auspicio per il "dolce" finale.
C'è la possibilità di scegliere il dessert alla carta (bonus). Opto per una sfogliatina caramellata al caffè con mousse di birra scura e ragù di fragole. Buonissima, davvero. Gioco di consistenze e sapori davvero mirabile.
Per Alessia un tortino ai due cioccolati con gelato al ginepro. Cono con mousse di cioccolato bianco e cilindro con cioccolato fondente in due consistenze. Buono.
Piccola pasticceria. Una dozzina di preparazioni differenti davvero mignon e tutte golose.
Un'esperienza senza dubbio notevole. Tutti i piatti sono stati almeno buoni, nessuna caduta, la cena ha mantenuto, costantemente, un livello alto. La cucina del Malga Panna è basata principalmente su funghi e selvaggina, ma in ogni portata si può notare la mano felice del cuoco, dall'appetizer alla piccola pasticceria. Non ci sono abbinamenti arditi ma sicura padronanza di tecnica e conoscenza di materie prime. Belle anche le preparazioni delle portate. Il servizio è stato di buon livello, non distaccato o eccessivamente formale, ma professionale e di giusta confidenzialità.
Siamo stati davvero bene.
Conto finale di 189 euro così suddiviso: 2 menu degustazione, 120 euro; 1 vino, 62 euro; 1 acqua, 3 euro; 2 aperitivi, 4 euro.
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lunedì, 22 agosto, 2005
Recensione di: geppe66
Inviata il: 28-08-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: mantova
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 28-08-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: mantova
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Prezzo p.p. bevande incluse: 85.00 €
Cucina: 7
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: normale
Valutazione
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In una giornata dal punto di vista climatico pessima decidiamo di partire dalla pianura per andare a visitare il ristorante Malga Panna, un locale che domina Moena (TN) in Val di Fassa, nota località sciistica; il locale situato sopra il paese gode di una notevole vista, graziosa la malga tipica trentina con gli interni in legno con la sua stube ed il camino acceso in sala, i tavoli sono apparecchiati con posateria, bicchieri e tovaglie molto semplici, il cestino del pane abbastanza vario.
Ci accolgono in modo molto cortese e ci fanno accomodare in una delle piccole sale, il menù comprende due carte dei vini di cui una regionale (molto bella e completa).
Come aperitivo ci danno un prosecco di Valdobbiadene Le Colture (scarsino) e come stuzzichino un trancetto di salmone marinato e sesamo con crema di zucchine e spuma al formaggio (ottimo).
Ordiniamo: io prendo un uovo fritto in polenta, puzzone di Moena, spinaci e porcini (originale e buono) la mia ragazza prende una tartare e carpaccio leggermente affumicato di cervo con cannoli ripieni di formaggio fresco (buonissimo), come primo tagliolini nobili con funghi porcini (semplici ma buoni) ed una zuppa di polenta con perle di baccalà e crostini (ottima).
I secondi: due cotture di agnello con sedano fritto in polenta ed una tagliata di filetto di cervo con marmellata di fichi con verdure e salsa al vino rosso (ottima la carne meno la composizione del piatto).
Il dolce: una crème brulé con frutti di bosco e gelato alla panna (la crema un po’ scomposta ma nel complesso buona) dalla cantina mezza di pinot bianco schulzhauser S.Michele Appiano2004 ed un pinot nero 2002 Graf Pfeil (molto buono).
Il servizio molto cortese e veloce la cucina curata unico piccolo neo nella ripetizione nelle decorazioni e preparazioni (uovo fritto in polenta, sedano fritto in polenta).
Il conto 169,50 in due.
Ci accolgono in modo molto cortese e ci fanno accomodare in una delle piccole sale, il menù comprende due carte dei vini di cui una regionale (molto bella e completa).
Come aperitivo ci danno un prosecco di Valdobbiadene Le Colture (scarsino) e come stuzzichino un trancetto di salmone marinato e sesamo con crema di zucchine e spuma al formaggio (ottimo).
Ordiniamo: io prendo un uovo fritto in polenta, puzzone di Moena, spinaci e porcini (originale e buono) la mia ragazza prende una tartare e carpaccio leggermente affumicato di cervo con cannoli ripieni di formaggio fresco (buonissimo), come primo tagliolini nobili con funghi porcini (semplici ma buoni) ed una zuppa di polenta con perle di baccalà e crostini (ottima).
I secondi: due cotture di agnello con sedano fritto in polenta ed una tagliata di filetto di cervo con marmellata di fichi con verdure e salsa al vino rosso (ottima la carne meno la composizione del piatto).
Il dolce: una crème brulé con frutti di bosco e gelato alla panna (la crema un po’ scomposta ma nel complesso buona) dalla cantina mezza di pinot bianco schulzhauser S.Michele Appiano2004 ed un pinot nero 2002 Graf Pfeil (molto buono).
Il servizio molto cortese e veloce la cucina curata unico piccolo neo nella ripetizione nelle decorazioni e preparazioni (uovo fritto in polenta, sedano fritto in polenta).
Il conto 169,50 in due.
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domenica, 19 giugno, 2005
Recensione di: princess
Inviata il: 30-07-05
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: verona
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Inviata il: 30-07-05
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: verona
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Prezzo p.p. bevande incluse: 113.00 €
Cucina: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Valutazione
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Il Ristorante “Malga Panna” è ospitato in quella che un tempo fu una delle “malghe” tipiche della Val di Fassa (oggi completamente ristrutturata per adeguarla alle nuove esigenze), malga dove si produceva panna (da cui il nome) fresca ricavata dal latte vaccino delle mandrie alimentate grazie ai rigogliosi pascoli naturali di cui la zona è ricca.
Siamo a Moena, famoso centro di turismo ai piedi delle Dolomiti, alle pendici del Bosco di Costalunga. Raggiungere il ristorante con l’auto dal centro di Moena è un’esperienza inconsueta, visto che per farlo, una volta superata la frazione di Sorte, è necessario percorrere una strada molto stretta che dà la sensazione di avventurarsi nel bosco.
Al nostro arrivo siamo accolti molto calorosamente da Massimo Donei, maître e fratello di Paolo Donei, chef appartenente alla catena dei giovani ristoratori europei (JRE).
L’ambiente è molto caldo ed avvolgente, dominato dal legno con cui è riccamente arredato, rifacendosi alle tipiche tipologie architettoniche delle valli alpine. Il profumo delle essenze legnose dominanti, si unisce, armonizzandosi, con quello delle stuzzicanti preparazioni del giovane chef.
Nelle varie sale fanno bella mostra di sé diverse “stue”, ovvero caratteristiche stufe che riscaldano l’ambiente nei mesi freddi.
Accompagnati al nostro tavolo ben apparecchiato e con stoviglie di buona qualità, ci viene offerto un aperitivo: Altemasi riserva Graal, brut, molto buono.
Il servizio, cortese e premuroso fin dall’inizio della nostra esperienza, si riconferma tale all’arrivo del “benvenuto” proveniente dalla cucina, una piccola porzione di:
---“Salmone marinato in crosta di semi di sesamo tostati, accompagnato con gelato di piselli e fonduta di grana trentino”. Davvero un bell’inizio! La piccola pietanza è suadente nell’aspetto. Il salmone, marinato in casa e affumicato in un’apposita sala, è delicatissimo e l’affumicatura è leggera, tale da non risultare stucchevole.
I semi di sesamo, che, croccanti, l’avvolgono tutt’intorno, con la loro connotazione amarognola equilibrano il dolciastro del salmone. Accanto ad esso una piccola porzione di insalatina mista condita con vinaigrette allo scalogno: erba cipollina, insalatina riccia, rucola, radicchio e semi di finocchio.
In un angolo dell’elegante piatto piano, su una base di fonduta di grana trentino decorata con mezzi piselli e piccoli pezzi di pomodori confit, è adagiata una pallina di gelato ai piselli che, dolce, fresco e delicato, contrasta con l’intensa sapidità della fonduta di grana. A cavallo delle due preparazioni, un bastoncino di grana tostato. Eccellente.
Il giovane maitre, sempre prodigo di informazioni sulle pietanze, ci serve in un contenitore di legno chiaro lavorato a mano, il pane: integrale, al sesamo, piccole focaccine e grissini. Tutto molto buono e fragrante.
La carta vivande propone prevalentemente piatti della tradizione riveduti e re-interpretati in chiave moderna e la cantina vede la presenza di molti vini trentini e altoatesini (questi ultimi addirittura con una carta a sé stante) ma optiamo per un rosso di Allegrini “La Poia” 1998, monovitigno dalle origini leggendarie di uva corvina veronese, 53 euro. Un vino ricco di corpo, dall'intenso colore rosso rubino, con un profumo di more e di spezie. E’ un vino di eccezionale longevità che può invecchiare fino a 18 anni. Eccellente.
Dopo le ordinazioni ed una breve chiacchierata con lo zelante maitre, iniziamo la nostra cena.
Antipasti:
---“Uovo fritto in crosta di polenta con spinaci, porcini, fonduta al puzzone di Moena e speck croccante” per il mio commensale.
Un piatto che ha l’aspetto e la corposità dei tipici piatti di montagna. Su una base di spinaci perfettamente cotti ed uno strato di porcini squisiti, è adagiato l’uovo, contenuto nella sottile crosta di polenta che lo ricopre, lavorato e rimodellato a forma di solido ovale. Ad ultimare e decorare la preparazione, una spirale di pasta sfoglia fragrante e dell’ottimo speck croccante in listarelle.
La fonduta al “puzzone di Moena” sulla quale poggia tutta la pietanza, ha una nota amara che, insieme allo speck, compensa il resto del piatto. La sua nota intensa, infatti, trova equilibrio nella delicatezza dello spinacio. Ottimo. Voto 9.
---“Crema bruciata di funghi porcini con noci di capesante, insalata croccante di nocciole” per me.
La crema di porcini, dal sapore intenso, accoglie in sé due capesante saltate in tegame ed accompagnate da rucola in piccole foglie crude, nocciole fresche, crostini e fette di fungo porcino crudo. Granelli di sale conferiscono un guizzo di sapore in più alla delicatezza della pietanza. Ottima. Voto 9.
Primi piatti:
---“Tortelli con musetto di vitello, patate, porri e finferli” per il mio commensale.
Piatto tradizionale i cui aromi richiamano antichi sapori. I tortelli sono ben cotti, il ripieno composto dal musetto quasi sminuzzato e da porri a listarelle sottilissime, sprigiona un profumo intenso. È visibile all’interno dei tortelli il sugo di cottura del musetto, molto gustoso e che contribuisce a mantenere morbido il tortello nel suo insieme. I finferli sono interi e molto saporiti. Il tutto è decorato con cipolla fritta a listarelle, e ben asciutta, crostini di pane e piccoli fiori colorati.
Bella presentazione e bella preparazione dei tortelli, con la loro sfoglia soda e di consistenza perfetta. Piatto equilibrato, dai sapori decisi ma non invadente. Solo la cipolla, fritta, convince poco. Molto buoni. Voto 8.
---“Orzo mantecato con bruscandoli, gamberi, crema all’aglio affumicato e olio d’oliva” per me.
L’orzo è cotto al punto giusto e la pietanza arricchita dalla presenza dei bruscandoli (ovvero germogli di luppolo selvatico), acquisisce grinta con la pancetta abbrustolita, di produzione propria e di ottima qualità. Ma non è forse sufficiente. La crema all’aglio, infatti, base della pietanza, è delicatissima nonostante l’ingrediente che la compone abbia un forte carattere. I gamberi poi, per quanto di buona qualità e cottura, sembrano un po’ in disarmonia con il resto della preparazione. Pietanza da rivedere. Sufficiente. Voto 6.
Piatti di mezzo:
Il gentile maitre, data la nostra volontà di assaggiare tre proposte in piccole porzioni, ci serve:
---“Spalla di coniglio, lingua di vitello in salamoia, stinchetto di agnello con salsina di sedano e finocchio, e gelato all’olio d’oliva”.
Il profumo che la preparazione sprigiona è molto intenso. La spalla di coniglio è fritta in crosta di polenta; la lingua di vitello, perfetta nella sua preparazione e lo stinchetto di agnello dal sapore intenso e delizioso. Certo, un abbinamento di sapori “forti” ma che l’abilità del giovane chef riesce a compensare abbinando alla pietanza un fantastico gelato all’olio di oliva che, con la sua freschezza ed immediatezza, sembra annullare, paradossalmente, ogni traccia di untuosità. Ottimo. Voto 9.
---“Filetto di cervo con composta di mele cotogne, fichi e scalogno fondente”.
La carne, tenerissima, è cotta in modo perfetto e, a smorzare la traccia di “selvatico” sempre presente in questo tipo di carni, piccoli granelli di sale che arricchiscono ogni fetta. Insuperabile l’abbinamento di fichi e scalogno, in contrasto con il particolare sapore della carne di cervo. A rendere ancor più gradevole il piatto, una generosa dose di fondo bruno di cottura. Ottimo. Voto 9.
--- “Agnello in due cotture con radici di sedano rapa in crosta di polenta e profumo di olive appassite”.
Ottime entrambe le cotture di questo piccolo assaggio: la carne della prima porzione è tenerissima, rosea e accompagnata con dei piccoli cubi fritti di sedano rapa di Verona in crosta di polenta, mentre la seconda porzione, pur presentando una perfetta cottura al forno, è penalizzata dalla impercettibilità del profumo delle olive appassite. Delicato invece l’abbinamento con le tegoline larghe, su cui è adagiata la carne di entrambe le cotture. Molto buono. Voto 8.
Predessert:
---“Crema di limone con fragole e amaretti”.
Delizioso nella sua tazzina, delicata la crema di limone, deciso e non invadente il sapore intenso della salsa di fragole.
Dessert:
---“Soufflè gelato alla panna con ragù di fragole e salsa ai frutti della passione” per il mio commensale.
Si tratta dell’unica pietanza del mio commensale che non ho scambiato con la mia e pertanto posso solo dire che si presentava nel piatto in maniera un po’ disordinata, non all’altezza delle altre portate. A suo dire buona, ma non particolarmente entusiasmante. Freschi i frutti di bosco posti a decorazione del piatto. Sufficiente. Voto 6.
---“Composizione ai frutti di bosco con gelato alla polenta”per me.
Anche in questo caso la presentazione del dessert non è il massimo; il gusto dei frutti di bosco con la loro salsina è ottimo, ma il gelato alla polenta lascia un po’ perplessi. A decorazione, una sottile striscia di cialda industriale. Buono. Voto 7.
In abbinamento ai due dessert, ci viene vivamente consigliato un intrigante Moscato Rosa DOC di Zeni, di un colore rosso intenso con lievi note violacee e da una gamma di profumi intensi, fini e persistenti. Entusiasmante la freschezza, la fragranza e la grande piacevolezza. E’ incredibile come dal primo sorso si percepisca equilibrio e senso di “pulizia “ al palato.
Infine due caffè accompagnati dalla piccola pasticceria – discreta – e due rum Zacapa 23 años.
Il conto totale ammonta a 226 euro di cui 53 per il vino, 10 per i vini al calice e 22 per i rum.
Siamo a Moena, famoso centro di turismo ai piedi delle Dolomiti, alle pendici del Bosco di Costalunga. Raggiungere il ristorante con l’auto dal centro di Moena è un’esperienza inconsueta, visto che per farlo, una volta superata la frazione di Sorte, è necessario percorrere una strada molto stretta che dà la sensazione di avventurarsi nel bosco.
Al nostro arrivo siamo accolti molto calorosamente da Massimo Donei, maître e fratello di Paolo Donei, chef appartenente alla catena dei giovani ristoratori europei (JRE).
L’ambiente è molto caldo ed avvolgente, dominato dal legno con cui è riccamente arredato, rifacendosi alle tipiche tipologie architettoniche delle valli alpine. Il profumo delle essenze legnose dominanti, si unisce, armonizzandosi, con quello delle stuzzicanti preparazioni del giovane chef.
Nelle varie sale fanno bella mostra di sé diverse “stue”, ovvero caratteristiche stufe che riscaldano l’ambiente nei mesi freddi.
Accompagnati al nostro tavolo ben apparecchiato e con stoviglie di buona qualità, ci viene offerto un aperitivo: Altemasi riserva Graal, brut, molto buono.
Il servizio, cortese e premuroso fin dall’inizio della nostra esperienza, si riconferma tale all’arrivo del “benvenuto” proveniente dalla cucina, una piccola porzione di:
---“Salmone marinato in crosta di semi di sesamo tostati, accompagnato con gelato di piselli e fonduta di grana trentino”. Davvero un bell’inizio! La piccola pietanza è suadente nell’aspetto. Il salmone, marinato in casa e affumicato in un’apposita sala, è delicatissimo e l’affumicatura è leggera, tale da non risultare stucchevole.
I semi di sesamo, che, croccanti, l’avvolgono tutt’intorno, con la loro connotazione amarognola equilibrano il dolciastro del salmone. Accanto ad esso una piccola porzione di insalatina mista condita con vinaigrette allo scalogno: erba cipollina, insalatina riccia, rucola, radicchio e semi di finocchio.
In un angolo dell’elegante piatto piano, su una base di fonduta di grana trentino decorata con mezzi piselli e piccoli pezzi di pomodori confit, è adagiata una pallina di gelato ai piselli che, dolce, fresco e delicato, contrasta con l’intensa sapidità della fonduta di grana. A cavallo delle due preparazioni, un bastoncino di grana tostato. Eccellente.
Il giovane maitre, sempre prodigo di informazioni sulle pietanze, ci serve in un contenitore di legno chiaro lavorato a mano, il pane: integrale, al sesamo, piccole focaccine e grissini. Tutto molto buono e fragrante.
La carta vivande propone prevalentemente piatti della tradizione riveduti e re-interpretati in chiave moderna e la cantina vede la presenza di molti vini trentini e altoatesini (questi ultimi addirittura con una carta a sé stante) ma optiamo per un rosso di Allegrini “La Poia” 1998, monovitigno dalle origini leggendarie di uva corvina veronese, 53 euro. Un vino ricco di corpo, dall'intenso colore rosso rubino, con un profumo di more e di spezie. E’ un vino di eccezionale longevità che può invecchiare fino a 18 anni. Eccellente.
Dopo le ordinazioni ed una breve chiacchierata con lo zelante maitre, iniziamo la nostra cena.
Antipasti:
---“Uovo fritto in crosta di polenta con spinaci, porcini, fonduta al puzzone di Moena e speck croccante” per il mio commensale.
Un piatto che ha l’aspetto e la corposità dei tipici piatti di montagna. Su una base di spinaci perfettamente cotti ed uno strato di porcini squisiti, è adagiato l’uovo, contenuto nella sottile crosta di polenta che lo ricopre, lavorato e rimodellato a forma di solido ovale. Ad ultimare e decorare la preparazione, una spirale di pasta sfoglia fragrante e dell’ottimo speck croccante in listarelle.
La fonduta al “puzzone di Moena” sulla quale poggia tutta la pietanza, ha una nota amara che, insieme allo speck, compensa il resto del piatto. La sua nota intensa, infatti, trova equilibrio nella delicatezza dello spinacio. Ottimo. Voto 9.
---“Crema bruciata di funghi porcini con noci di capesante, insalata croccante di nocciole” per me.
La crema di porcini, dal sapore intenso, accoglie in sé due capesante saltate in tegame ed accompagnate da rucola in piccole foglie crude, nocciole fresche, crostini e fette di fungo porcino crudo. Granelli di sale conferiscono un guizzo di sapore in più alla delicatezza della pietanza. Ottima. Voto 9.
Primi piatti:
---“Tortelli con musetto di vitello, patate, porri e finferli” per il mio commensale.
Piatto tradizionale i cui aromi richiamano antichi sapori. I tortelli sono ben cotti, il ripieno composto dal musetto quasi sminuzzato e da porri a listarelle sottilissime, sprigiona un profumo intenso. È visibile all’interno dei tortelli il sugo di cottura del musetto, molto gustoso e che contribuisce a mantenere morbido il tortello nel suo insieme. I finferli sono interi e molto saporiti. Il tutto è decorato con cipolla fritta a listarelle, e ben asciutta, crostini di pane e piccoli fiori colorati.
Bella presentazione e bella preparazione dei tortelli, con la loro sfoglia soda e di consistenza perfetta. Piatto equilibrato, dai sapori decisi ma non invadente. Solo la cipolla, fritta, convince poco. Molto buoni. Voto 8.
---“Orzo mantecato con bruscandoli, gamberi, crema all’aglio affumicato e olio d’oliva” per me.
L’orzo è cotto al punto giusto e la pietanza arricchita dalla presenza dei bruscandoli (ovvero germogli di luppolo selvatico), acquisisce grinta con la pancetta abbrustolita, di produzione propria e di ottima qualità. Ma non è forse sufficiente. La crema all’aglio, infatti, base della pietanza, è delicatissima nonostante l’ingrediente che la compone abbia un forte carattere. I gamberi poi, per quanto di buona qualità e cottura, sembrano un po’ in disarmonia con il resto della preparazione. Pietanza da rivedere. Sufficiente. Voto 6.
Piatti di mezzo:
Il gentile maitre, data la nostra volontà di assaggiare tre proposte in piccole porzioni, ci serve:
---“Spalla di coniglio, lingua di vitello in salamoia, stinchetto di agnello con salsina di sedano e finocchio, e gelato all’olio d’oliva”.
Il profumo che la preparazione sprigiona è molto intenso. La spalla di coniglio è fritta in crosta di polenta; la lingua di vitello, perfetta nella sua preparazione e lo stinchetto di agnello dal sapore intenso e delizioso. Certo, un abbinamento di sapori “forti” ma che l’abilità del giovane chef riesce a compensare abbinando alla pietanza un fantastico gelato all’olio di oliva che, con la sua freschezza ed immediatezza, sembra annullare, paradossalmente, ogni traccia di untuosità. Ottimo. Voto 9.
---“Filetto di cervo con composta di mele cotogne, fichi e scalogno fondente”.
La carne, tenerissima, è cotta in modo perfetto e, a smorzare la traccia di “selvatico” sempre presente in questo tipo di carni, piccoli granelli di sale che arricchiscono ogni fetta. Insuperabile l’abbinamento di fichi e scalogno, in contrasto con il particolare sapore della carne di cervo. A rendere ancor più gradevole il piatto, una generosa dose di fondo bruno di cottura. Ottimo. Voto 9.
--- “Agnello in due cotture con radici di sedano rapa in crosta di polenta e profumo di olive appassite”.
Ottime entrambe le cotture di questo piccolo assaggio: la carne della prima porzione è tenerissima, rosea e accompagnata con dei piccoli cubi fritti di sedano rapa di Verona in crosta di polenta, mentre la seconda porzione, pur presentando una perfetta cottura al forno, è penalizzata dalla impercettibilità del profumo delle olive appassite. Delicato invece l’abbinamento con le tegoline larghe, su cui è adagiata la carne di entrambe le cotture. Molto buono. Voto 8.
Predessert:
---“Crema di limone con fragole e amaretti”.
Delizioso nella sua tazzina, delicata la crema di limone, deciso e non invadente il sapore intenso della salsa di fragole.
Dessert:
---“Soufflè gelato alla panna con ragù di fragole e salsa ai frutti della passione” per il mio commensale.
Si tratta dell’unica pietanza del mio commensale che non ho scambiato con la mia e pertanto posso solo dire che si presentava nel piatto in maniera un po’ disordinata, non all’altezza delle altre portate. A suo dire buona, ma non particolarmente entusiasmante. Freschi i frutti di bosco posti a decorazione del piatto. Sufficiente. Voto 6.
---“Composizione ai frutti di bosco con gelato alla polenta”per me.
Anche in questo caso la presentazione del dessert non è il massimo; il gusto dei frutti di bosco con la loro salsina è ottimo, ma il gelato alla polenta lascia un po’ perplessi. A decorazione, una sottile striscia di cialda industriale. Buono. Voto 7.
In abbinamento ai due dessert, ci viene vivamente consigliato un intrigante Moscato Rosa DOC di Zeni, di un colore rosso intenso con lievi note violacee e da una gamma di profumi intensi, fini e persistenti. Entusiasmante la freschezza, la fragranza e la grande piacevolezza. E’ incredibile come dal primo sorso si percepisca equilibrio e senso di “pulizia “ al palato.
Infine due caffè accompagnati dalla piccola pasticceria – discreta – e due rum Zacapa 23 años.
Il conto totale ammonta a 226 euro di cui 53 per il vino, 10 per i vini al calice e 22 per i rum.
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sabato, 20 marzo, 2004
Recensione di: formagic
Inviata il: 30-03-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Inviata il: 30-03-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 70.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: buono
Valutazione
Sei d’accordo con la valutazione dell’utente?
Concordo con "K1"... ci sono stato 3 volte negli ultimi 4 anni, sempre eccellente in tutto.
Rimando la recensione più approfondita alla mia prossima visita, ormai è più di un anno che manco. Comunque "a memoria" cito lo speck fatto in casa, le tagliatelle "nobili" ai porcini, le pappardelle con bocconcini di cervo e i dolci superbi.
Cantina superlativa, ambiente e servizio eccellenti.
Stella Michelin più che meritata!
Rimando la recensione più approfondita alla mia prossima visita, ormai è più di un anno che manco. Comunque "a memoria" cito lo speck fatto in casa, le tagliatelle "nobili" ai porcini, le pappardelle con bocconcini di cervo e i dolci superbi.
Cantina superlativa, ambiente e servizio eccellenti.
Stella Michelin più che meritata!
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lunedì, 4 ottobre, 2004
Recensione di: K1
Inviata il: 04-10-04
Livello utente: Recensore
Provenienza: bologna
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Inviata il: 04-10-04
Livello utente: Recensore
Provenienza: bologna
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Prezzo p.p. bevande incluse: 60.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: -
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: -
Valutazione
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Dal centro di Moena, non senza qualche difficoltà di orientamento perché ad un certo punto vi sembrerà (e di fatto è quasi così) di avventurarvi nel bosco, raggiungerete questo delizioso posticino che fa parte della catena dei giovani ristoratori europei (JRE).
E' una grande casa isolata alla fine di una strada che termina al confine con il bosco: da lì parte una mulattiera che porta ad un rifugio più in quota.
All'interno l'ambiente è molto curato: chiedete di avere il tavolo nella parte rivestita in legno, riservata ai non fumatori ( e mi pare giusto), davvero affascinante.
Il servizio è sorridente e cordiale, quindi ci si trova sempre a proprio agio.
Abbiamo mangiato molto molto bene: gamberi di fiume con riso venere, tagliata di cervo (indimenticabile), assaggio del Puzzone di Moena con il miele, luccio in crosta di pane..
Al momento del dolce una piacevolissima sorpresa: io ho optato per il gelato al gorgonzola con le pere, davvero buonissimo, mia moglie per un tradizionale dolce a base di caffè, meno originale ma sempre molto ben fatto.
La carta dei vini è ottima, con proposte azzeccate e ricarichi accettabili.
Abbiamo bevuto un quasi introvabile Cometa di Planeta del 2001.
Buono anche il caffè servito poco dopo la piccola pasticceria a coronamento di un'ottima cena.
E' una grande casa isolata alla fine di una strada che termina al confine con il bosco: da lì parte una mulattiera che porta ad un rifugio più in quota.
All'interno l'ambiente è molto curato: chiedete di avere il tavolo nella parte rivestita in legno, riservata ai non fumatori ( e mi pare giusto), davvero affascinante.
Il servizio è sorridente e cordiale, quindi ci si trova sempre a proprio agio.
Abbiamo mangiato molto molto bene: gamberi di fiume con riso venere, tagliata di cervo (indimenticabile), assaggio del Puzzone di Moena con il miele, luccio in crosta di pane..
Al momento del dolce una piacevolissima sorpresa: io ho optato per il gelato al gorgonzola con le pere, davvero buonissimo, mia moglie per un tradizionale dolce a base di caffè, meno originale ma sempre molto ben fatto.
La carta dei vini è ottima, con proposte azzeccate e ricarichi accettabili.
Abbiamo bevuto un quasi introvabile Cometa di Planeta del 2001.
Buono anche il caffè servito poco dopo la piccola pasticceria a coronamento di un'ottima cena.
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"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."
In anteprima il nuovo sito de ilmangione,
a breve tutti i consueti servizi (Forum, Magazine, Shop..) saranno ripristinati con la nuova veste grafica
Se nel frattempo vuoi mandarci tuoi suggerimenti e segnalarci bugs saremo felici di tenerli in cosiderazione.
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