Durante le nostre vacanze in Sardegna ci concediamo una cenetta a due.
E’ la seconda volta che veniamo nella località di Torre di Barì. Quel che ci ha convinto a ritornare è che è ancora un angolo di Sardegna ove il clamore della mondanità e le...
Durante le nostre vacanze in Sardegna ci concediamo una cenetta a due.
E’ la seconda volta che veniamo nella località di Torre di Barì. Quel che ci ha convinto a ritornare è che è ancora un angolo di Sardegna ove il clamore della mondanità e le feste vips si scorgono soltanto se si ha la sfortuna di seguire un TG in questi giorni di agosto.
Qui, paradossalmente, persino a Ferragosto, c’è gente ma non è affollato ed invivibile. In questa zona anche durante la cosiddetta "alta stagione" si trovano piccole spiagge deserte, dal mare così strabiliante da risultare difficile da descrivere a parole.
Il Ristorante si trova all’interno dell’Hotel La Torre.
Noi arriviamo puntuali alle ore 21.00, come da prenotazione.
All’ingresso ci accoglie una cortese signora che ci indica alcuni tavoli liberi fra i quali scegliere la nostra sistemazione. Subito mi accorgo che l’aria condizionata è piuttosto forte, la temperatura è decisamente differente da quella esterna, perciò cerco di individuare un tavolo che sia il meno "aggredito" dal condizionamento del locale.
Il ristorante si compone di un’unica grande sala che, presumibilmente, può ospitare 60 persone. L’arredamento è semplice e molto fine, pareti, tendaggi, ornamenti, luci hanno colori pastello, le tovaglie sono rigorosamente bianche, mise en place di buon gusto anche se non di alto livello.
Sul tavolo è presente un bel cestino con diversi tipi di pane fragrante, ma qualche istante dopo ci viene portato un altro cestino con il famoso pane carasau. Prima che arrivino gli antipasti sarà già terminato...
La signora gentile ci consegna i menù, di semplice cartoncino, che riportano diverse portate sia di carne che di pesce. Ci sono alcuni piatti tipici locali ma non solo.
Da bere ordiniamo dell’acqua gasata ed un Vermentino di Sardegna "Is Argiolas" della Cantina Argiolas appunto. Un buon bianco, che risulta decisamente fruttato sia al gusto che all’olfatto, fresco al punto giusto, molto gradevole nel suo insieme.
Come antipasto mio marito sceglie un Insalata di Mare, mentre io mi lascio tentare dai Gamberoni alla Catalana.
Non posso giudicare l’insalata di mare, mentre dei miei gamberoni posso dire che la porzione è abbondante, i crostacei freschissimi, ma la pezzatura di ciò che li accompagna è decisamente errata: i gamberoni invece che essere adagiati su un letto di pomodorini e cipolle tagliati a piccoli pezzetti, si trovano nel bel mezzo di un’insalata di pomodori, grosse e carnose fette di pomodoro, tante (troppe) fettine di cipolla. Un vero peccato perché il pesce è veramente di qualità. Voto 6.
Saltiamo i primi piatti e passiamo ai secondi.
Ed andiamo su un "classico", non certo facile da preparare, ma che non dovrebbe deluderci: Fritto misto per due.
Come per gli antipasti le porzioni sono molto generose, il fritto è ancora fumante e si presenta composto di totani, gamberi, pesciolini, il tutto decisamente buono, croccante la sottile pastella, il pesce freschissimo e gustoso. Voto 8.
Per concludere ci concediamo un sorbetto al limone per mio marito ed un golosissimo creme caramel per me. Voto 7.
Nel complesso un’esperienza positiva anche se la buona preparazione dei secondi e dei dolci si discosta da quella poco riuscita degli antipasti.
In ogni caso consiglio una visita a questo ristorante, anche per godere di una vista notturna mozzafiato della spiaggia di Torre di Barì.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."