Il Liberty
| Indirizzo: | Via Monte Grappa, 6 20124 Milano (MI) |
| Telefono: | 0229011439 |
| Sito: | il-liberty.it |
| Email: | info@il-liberty.it |
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Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 8
Servizio: 7
Ambiente: 8
78
| Tipologia: Ristorante |
| Tipologia cucina: Tradizionale |
| Provenienza cucina: |
| Prezzo medio speso dai mangioni: 58 € |
| Coperti (interni): - (esterni): - |
| Comodità parcheggio: |
| Prenotazione: Consigliata |
| Carte di credito accettate: Le principali |
| Accesso disabili: No |
| Area fumatori: No |
| Brunch: No |
| Pernottamento: No |
| Giorni di chiusura: |
| Quando è aperto: |
martedì, 8 maggio, 2012
Decido di provare il Liberty in questo mezzogiorno assolato e piacevole: un inizio di giornata favorevole mi ha infatti messo dell'umore giusto per gustarmi un pranzo un po' più raffinato del solito. La mia moto mi risolve il consueto problema del parch...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
mercoledì, 15 febbraio, 2012
Forse ci eravamo fatti troppe aspettative (recensioni varie e sito web dove avevo letto in anticipo il menu del mese), forse siamo capitati in una serata non troppo felice (anche se era un "normale mercoledì ed il locale era quasi pieno ma non esaurito...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
giovedì, 21 gennaio, 2010
Arrivati in una sera particolarmente fredda siamo entrati in questo ristorante non grandissimo ma caldo e lindo e abbiamo occupato un tavolo sulla minibalconata, carina ma un po' rumorosa. Già pronte abbiamo trovato delle cruditè per il pinzimonio co...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
giovedì, 2 ottobre, 2008
Ristorante Il Liberty, Viale Montegrappa 6 a Milano. Posizionato nelle vicinanze di Corso Como su due livelli, il livello superiore si affaccia come una balconata con soli dieci coperti, parquet e nel complesso ambiente pulito ma non minimalista, anzi ...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
sabato, 3 novembre, 2007
Io e la mia ragazza affrontiamo questa cena con molte speranze scaturite dalle buone recensioni e dal menu del mese che ci ha catturati da subito. Il locale è situato a due passi da Corso Como, facile da raggiungere con i mezzi pubblici, dato che la ...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
sabato, 7 luglio, 2007
Il Liberty. Ritorniamo dopo qualche anno in questo locale dal gusto un po’ retrò che Andrea Provenzani, uno degli chef emergenti del panorama milanese sta tentando, pare con un discreto successo, di far diventare meta di chi, e sono sempre di più, vu...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
sabato, 24 marzo, 2007
Dovendo scegliere dove portare a cena la mia ragazza mi fido delle positive impressioni di alcuni dei recensori per me più affidabili e prenoto con qualche giorno di anticipo un tavolo per due al Liberty. Sono alla ricerca di un locale dove si mangi ben...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
sabato, 17 febbraio, 2007
Avevo voglia di una serata romantica, di un ristorante dove sentirmi coccolata dai camerieri e dove provare una cucina di buon livello, che unisse piatti non scontati, ben eseguiti e non troppo strani per il mio palato. Dopo aver letto qua e là recension...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
sabato, 20 gennaio, 2007
Siamo reduci da una cena in un ristorante meneghino, il Liberty. Posto poco distante da uno degli ombelichi attorno a cui gira la macchina del divertimento milanese, ovvero Corso Como, può veder riassunto tutto ciò che offre, dalle vivande all'atmosf...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
giovedì, 5 ottobre, 2006
Sono stato più volte in questo ristorante in zona Corso Como a Milano di proprietà di Andrea Provenzani, chef emergente grazie alle indubbie capacità ed alla partecipazione ad alcune note trasmissioni culinarie. L'occasione, in questo caso, era par...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
mercoledì, 19 ottobre, 2005
Ieri sera dopo la lunga pausa estiva ritorno al Liberty cercando di far combaciare un impegno di lavoro con la voglia di provare il nuovo menu di ottobre di Andrea Provenzali. Del mio amore per questo ristorante ho già detto ampiamente quindi mi limite...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
mercoledì, 10 agosto, 2005
Mi è sembrato strano trovare solo una recensione sia pur lusinghiera su quello che io considero uno dei migliori ristoranti di Milano. Ho un debole per Il liberty sia perché lo chef e proprietario è a mio parere uno dei giovani cuochi più promet...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
lunedì, 16 aprile, 2012
Nel centro di Milano, tra grande traffico, palazzoni ed hotel, troviamo un angolo di buona cucina che fa del connubio elenganza-semplicità-stile il suo biglietto da visita. Ambiente raccolto ed essenziale, discreta la privacy tra i commensali con tavol...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
venerdì, 9 dicembre, 2011
Possiamo cominciare questa recensione dalla fine dicendo che finalmente ho trovato un ristorante a Milano di cui sono pienamente soddisfatto e che oggi ho conosciuto uno Chef che sicuramente farà parlare molto di sè. Oppure possiamo cominciare quest...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 7
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
martedì, 30 giugno, 2009
Ottima impressione alla mia prima visita. Cibo di buona qualità, lavorato in maniera egregia e ben presentato, in un ambiente elegante ma piacevole. Unico difetto i tavoli un po' troppo vicini tra di loro. Che magari non lo rendono il massimo per una c...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
sabato, 12 gennaio, 2008
Io, mia moglie, ed altri due mangioni decidiamo di provare questo ristorante del quale si parla molto bene. La zona è molto trafficata, sabato sera e pioggia amplificano la cosa, e quindi trovare parcheggio diventa quasi un'impresa. Al nostro arrivo...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 5
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 5
Servizio: 5
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 5
giovedì, 5 luglio, 2007
Qualcuno di noi c'era già stato l'inverno scorso e ne aveva parlato bene, ci eravamo ripromessi di andarci appena possibile e finalmente abbiamo trovato la serata giusta. Fuori era piuttosto caldo, ma entrando nel locale ben condizionato, si rischiava...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
lunedì, 18 giugno, 2007
Cronaca di una serata storta. Per festeggiare l’anniversario di nozze decido di tornare al Liberty, locale che avevo già visitato l’anno scorso con soddisfazione. Penso di andare sul sicuro, ricordandomi l’ambiente discreto ed elegante, il s...
Valutazione
Cucina: 6
Servizio: 4
Ambiente: 4
Rapporto q / p: 6
Servizio: 4
Ambiente: 4
Rapporto q / p: 6
mercoledì, 14 marzo, 2007
Giudizio Personale: Cappello Verde Cucina: 7,5 (abbassato a 7 per via dello scarso apprezzamento della mia commensale, per me invece 8 pieno) Servizio: 8 Ambiente: 8 Rapporto q/p: Normale (a Milano) Ho da festeggiare un compleanno e dec...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
venerdì, 9 febbraio, 2007
Venerdì ore 20:30, cena in quattro. Ci presentiamo puntuali, l’altra coppia non è ancora arrivata e, per evitare il freddo, suoniamo il campanello. Ci apre uno dei camerieri che, controllata rapidamente la prenotazione, ci accompagna al nostr...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
mercoledì, 20 dicembre, 2006
Per una cena prenatalizia a due decidiamo di provare Il Liberty, ristorante già raccomandatoci da parenti ed amici. Il locale è molto carino; noto che le coppie vengono dirottate sul soppalco mentre i gruppi più numerosi vengono fatti accomodare al ...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
sabato, 5 novembre, 2005
Incuriositi dalle recensioni apparse sul Mangione decidiamo di provare il Liberty, piccolo locale non molto lontano dal frequentatissimo corso Como. Internamente il locale richiama i bistrot francesi, con sedie in legno e pochi tavoli curati nei detta...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
sabato, 10 settembre, 2005
Sabato sera, io e il mio ragazzo decidiamo di provare un ristorante nuovo e spinti da quello che abbiamo letto su questo sito diamo una chance al liberty. Appena entrati ci fanno accomodare ad un tavolo molto carino, dove ci portano subito un calice di sp...
Valutazione
Cucina: 5
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 5
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 5
mercoledì, 6 luglio, 2005
Di ritorno da un paio di giorni in Belgio (paese ingrato) non potevo che sperare di approdare in un ottimo ristorante italiano per rifarmi di una montagna di burro fritto e maionese. Innanzitutto consiglio il tavolo "13" che, numero a parte, é fantas...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
martedì, 8 maggio, 2012
Recensione di: jumphrey
Inviata il: 14-05-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Colturano
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 14-05-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Colturano
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 36.00 €
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Decido di provare il Liberty in questo mezzogiorno assolato e piacevole: un inizio di giornata favorevole mi ha infatti messo dell'umore giusto per gustarmi un pranzo un po' più raffinato del solito. La mia moto mi risolve il consueto problema del parcheggio in questa zona centrale di Milano e quindi non devo percorrere che pochissimi passi per giungere all'ingresso del ristorante.
Il locale dall'esterno si presenta bene: quattro vetrine sormontate da tende grigie riportanti il nome del ristorante danno un'idea di eleganza non troppo formale. Poiché sulla porta di ingresso c'è scritto di suonare, cerco un campanello che non trovo, ma un cameriere dall'interno mi toglie dall'imbarazzo aprendomi prima che la mia ricerca abbia avuto successo.
L'interno si presenta caldo ed accogliente, diviso in due sale non molto grandi con un soppalco, delimitato da una sobria ringhiera in ferro battuto, cui si accede da una scala ridossata ad una parete di mattoni a vista, parete che contribuisce non poco a rendere gradevole alla vista l’ambiente. Il pavimento e le sedie in legno, le tovaglie bianche damascate e le posate in silver mi danno nel complesso un'impressione favorevole che mi fa sentire perfettamente a mio agio.
Mentre mi fa accomodare aiutandomi a sistemare il casco da motociclista, il cameriere mi chiede se gradisco dell'acqua minerale e di lì a poco torna con la mia bottiglia, il menù ed un piattino contenente diversi tipi di pane caldo decisamente gustosi.
La lista è piuttosto ricca e comprende preparazioni sia di carne che di pesce, con una lieve prevalenza di queste ultime. Per il mezzogiorno è prevista anche una scelta di piatti a prezzi un po' più contenuti.
Inizio il mio pranzo con un hot dog di branzino arrosto ripieno di ricci di mare su crauti brasati, maionese al lime, ketchup di pomodoro dolce e chips di topinambur.
Nel piatto mi trovo un simpatico salsicciotto di pesce molto saporito adagiato, più che contenuto, su di un piccolo panino rotondo, versione mignon dei classici panini da hot dog "di strada". Il sapore è ricco, intenso ed originale, grazie al preponderante sapore del pesce ben amalgamato con quello dei condimenti. Buone anche le chips di topinambur, croccanti e ben cotte, forse un pochino troppo, mentre l’unica nota stonata è data proprio dal pane, eccessivamente gommoso e "tirigno".
Come primo piatto ho scelto invece una preparazione che pare essere un po' meno estrosa e più legata a ricette tradizionali, i chitarrini freschi allo zafferano con acciughe, finocchietto selvatico, uvetta, pinoli e mollica tostata.
In un piatto largo e profondo mi viene servita una porzione di spaghetti di grande diametro che, persi nell'ampio piatto, paiono inizialmente scarsini, ma che una volta affondata la forchetta rivelano essere al contrario decisamente abbondanti. La rivisitazione di questo piatto però non mi convince fino in fondo. Il sapore dello zafferano domina prepotentemente e praticamente copre quello di tutti gli altri ingredienti. Solo una volta terminati gli spaghetti, cotti ben al dente come piace a me, nel condimento rimasto e raccolto con la forchetta si percepisce il gusto dei pinoli e dell'uvetta, mentre acciuga e finocchietto continuano a rimanere una lieve sensazione in fondo al palato. Buoni, ma decisamente diversi da quello che mi sarei aspettato e, a mio avviso, migliorabili.
Essendo una pausa pranzo, termino qui le mie avventure gastronomiche senza ordinare anche un secondo e mi limito a sorseggiare un caffè, caffè che mi viene servito accompagnato da un graditissimo bacio di dama, inteso come biscotto e non come manifestazione di affetto di una qualche gentile signora.
Il conto che saldo prima di rimettermi in moto, nel senso letterale del termine, presenta un totale di € 36,00, dovuti alla somma di 16 euro per l’antipasto, altrettanti per il primo, due per il caffè e due per l’acqua, unica bevanda con la quale ho pasteggiato, conto che giudico in linea con il livello generale del locale.
Per concludere direi che si tratta di un ristorante bello ed elegante, con un servizio preciso, puntuale e cortese ed una cucina di buona qualità che prepara piatti originali e abbastanza sofisticati, complessivamente buoni, seppure con qualche sbavatura nel risultato finale. Un indirizzo da tenere presente.
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lunedì, 16 aprile, 2012
Recensione di: ssterzo
Inviata il: 07-05-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: gallarate
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Inviata il: 07-05-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: gallarate
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 78.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Nel centro di Milano, tra grande traffico, palazzoni ed hotel, troviamo un angolo di buona cucina che fa del connubio elenganza-semplicità-stile il suo biglietto da visita. Ambiente raccolto ed essenziale, discreta la privacy tra i commensali con tavoli ben disposti e scaffali che stuzzicano la voglia di degustare del buon vino, oltre ad una cucina che promette alcune sfiziose sorprese.
Apriamo con i toni frizzanti di un Prosecco Treviso DOC, Cantina San Giuseppe, accompagnato dagli omaggi dello chef al tavolo: pinzimonio di verdure (sedano, carote, peperone rosso, finocchio, cetriolo), fette di mortadella tagliata a mano e fragranti grissini aromatizzati. Entrée gradita, semplice e dai toni caserecci.
Il cestino dei pani fatti in casa è composto da pane integrale con noci e uvetta, con cipollotto, focaccia classica a cui si aggiunge del pane comune del “panettiere di fiducia”. Tutti gustosi, in particolare quello al cipollotto ed alla frutta, la focaccia risulta invece avere una punta di eccesso di sale.
Accompagna la cena un rosso di Montepulciano DOC, Cantina Cantucci, vino ottenuto da uve Sangiovese e di Canaiolo nero, maturate in botti di rovere, dal colore rubino vivace, odore intenso e gusto floreale.
Gli antipasti si presentano con uno sfizioso hot dog di branzino arrosto, ripieno di ricci di mare, su crauti brasati, maionese al lime, ketchup di pomodoro ai crostacei e chips di topinambur, piatto rigorosamente da mangiare con le mani per assaporare goduriosamente tutte le sue componenti senza formalismi. Dolce e soffice il pane, morbida, delicata e ben saporita la “salsiccia” di pesce, con un piacevole tono crunch della superficie esterna. La maionese col suo lieve agrumato dà una punta di freschezza, a cui si aggiunge il dolce e acido della salsa ketchup ai gamberi rossi. Le sfoglie di topinambur in accompagnamento fanno le veci delle classiche patatine, ma non brillano per gusto e appaiono troppo cariche di aroma “fritto”.
Il cilindro di spatola al forno ripieno di asparagi croccanti, guazzetto di vongole veraci e tuorlo d’uovo dorato nel pane è un’idea che si fa guardare, composta ed allo stesso tempo disordinata. Il pesce giace su un fondo di vongole col loro guazzetto ed avvolge un carpaccio di asparago crudo, su cui troneggia un tuorlo d’uovo veramente speciale.La panatura lo fa apparire sodo e cotto, ma in realtà è un uovo con vera e propria sorpresa: il cuore è fondente, morbido e scivola sul palato contrastando perfettamente la parte esterna croccante e sapida. Il segreto? Una rapidissima cottura per pochi secondi nell’olio bollente.
Passiamo ai primi con i nostri chitarrini freschi con acciughe, finocchietto selvatico, uvetta e pinoli con mollica tostata. Piatto che sa di mare e Sicilia, ricco e corposo grazie alla generosa farcitura di pane. Finocchietto ed uvetta cercano un bilanciamento di dolce e freschezza che si contrapponga al fiero carattere delle acciughe affiancate dalla mollica: purtroppo riesce solo in parte lasciando sul palato una forte e persistente sensazione di sapido. Lo spaghettone è ottimamente al dente, sostituisce infatti il bucatino fresco utilizzato nelle precedenti versioni, in cui la pasta teneva difficilmente la cottura.
Eccoci ai maccheroni alla “Gricia” con guanciale, cipollotto fondente al basilico, pecorino e favette alla mentuccia, detta anche “amatriciana bianca”, dove ovviamente manca la vivace tinta del pomodoro. Non sentiamo la mancanza delle tinte rosse, la proposta funziona bene tra la base morbida e cremosa (il cipollotto viene cotto a bassa temperatura nell’olio ed emulsionato con il pecorino) e il croccante delle fave che fanno il paio alla buona cottura della pasta al dente. La mentuccia tagliata a chiffonade dà un’ottima sensazione di freschezza che sgrassa efficacemente il condimento e la corposità del guanciale, lasciando un piacevole e persistente profumo sul palato.
La parmigiana di melanzane incartata con stracciatella e fili di zucchina croccanti è uno dei piatti più richiesti ed apprezzati del ristorante: la parmigiana è avvolta nella pasta fillo, sottilissima e leggera, resa croccante dalla cottura in forno. La particolarità sta nel fatto di mettere il formaggio sul vertice del cilindro e non all’interno, permettendo così alla parmigiana di non perdere la sua naturale consistenza. Le sottili zucchine fritte danno un buon accento di croccantezza e dolcezza che si aggiungono a quelli rispettivamente della pasta e del ripieno di verdure. Un’idea apprezzabile e gustosa, più che un secondo piatto forse ha maggiormente il carattere di un buon antipasto.
“Il mio vitello tonnato”, lombo di vitello rosa, tonno fresco su spinaci novelli e maionese alle acciughe e pesto di capperi e mandorle è una rivisitazione del classico, in cui il pesce ne diventa letteralmente il cuore, essendo la farcitura della carne. Questa ha una cottura perfetta, che la rende morbida e succosa. A farle da letto un pesto di capperi ed al suo fianco la maionese, elementi che accentuano fortemente il tono sapido del piatto, unitamente ai fiocchi di sale presenti sulle croccanti foglie di verdura.
Passiamo al momento della golosità, partendo con una proposta decisamente sui generis: “smoke”, cilindro croccante ripieno di cremoso al tabacco aromatico su gelato al fior di panna e crema inglese al caffè. Prima ancora dell’arrivo al tavolo una ventata profumata di tabacco si profonde nella sala, ad anticiparne il gusto. Smoke si presenta celato da una campana di vetro che, una volta aperta, emana una forte nuvola di vero e proprio fumo, intenso e corposo. Compare uno scenico sigaro di pasta croccante ripieno di morbida crema, in cui persiste ancora notevolmente l’aroma che porta il suo nome.
Ne stemperano i toni il delicato gelato e la crema, anche se il palato risulta decisamente inciso dai sentori fumosi, un dolce forse non facile da apprezzare per tutti.
Con la namelaka al cioccolato bianco e lemongrass, cubi di ananas arrosto al rhum bianco e gelato alla stracciatella di cocco viriamo verso tonalità più candide e delicate. Molto piacevole la stracciatella e la morbida ed elastica namelaka, ganache di latte e cioccolato su cui poggia un piccolo croccantino alle fave di cacao e burro.
Tiramisù al cubo è una geometrica versione del classicissimo dessert, ricoperto al cioccolato e guarnito da una lingua di salsa al cacao e polvere di grué (le fave del cacao). Ottimo per consistenza, gusto e cremosità: piacere al cubo! Una piccola nota non entusiasta: l’eccessiva dose di cacao amaro sulla superficie che impasta leggermente il palato.
Chiudiamo con caffè ed una piccola e gradita coccola: bavarese alle mandorle con gelatina di lampone e scaglie di fave di cacao, morbida e golosa.
Cena al Liberty con gusto e qualche piccola chicca, idee ben costruite e realizzate con stile. In alcuni momenti troviamo un accento un po' insistente su ingredienti fortemente salini, che rischiano di risultare irruenti al palato e oscurare la vera natura dei piatti. In sostanza, soddisfatti dalla buona qualità, l'accoglienza ed il servizio, il tutto semplice ed efficace.
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mercoledì, 15 febbraio, 2012
Recensione di: aroclimber
Inviata il: 16-02-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
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Inviata il: 16-02-12
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 57.00 €
Cucina: 8
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Forse ci eravamo fatti troppe aspettative (recensioni varie e sito web dove avevo letto in anticipo il menu del mese), forse siamo capitati in una serata non troppo felice (anche se era un "normale mercoledì ed il locale era quasi pieno ma non esaurito ), forse abbiamo scelto male; ma mi aspettavo di più.
Dall'ambiente: che dal sito mi ero immaginato più originale e che invece si è dimostrato carino e abbastanza originale, ma niente di più.
Dal servizio, che, al di là della cortesia e della professionalità dei due camerieri (inappuntabile anche se abbastanza freddina), è mancato completamente nei tempi; troppo serrati all'inizio appetizer e prima portata troppo ravvicinati e quasi di corsa, mentre la seconda portata ed il dolce sono arrivati ognuno con più di mezzora di ritardo.
E, tutto sommato anche dalla cucina che, al di là di uno dei due antipasti veramente originale ci ha presentato dei piatti impeccabili come materie prime, ma senza particolare originalità e ogni tanto con qualche piccola caduta di praparazione.
Al tavolo abbiamo trovato dei grissini al rosmarino (ottimi) e fatti in casa così come il pane che ci è arrivato con la prima portata con alcune tipologie veramente ottime (alle noci e uvetta, focaccia croccante) altre meno buone (alle olive e "casereccio").
Ci hanno offerto un calice di prosecco (ottimo) con il quale abbiamo proseguito tutta la sera (solo un secondo calice per uno) ed un appetizer decisamente banale: alcune fette di mortadella ed un pinzimonio di verdure (carote, sedano, cetriolo e finocchio in un bicchiere con olio e sale).
Abbiamo optato per due antipasti e due secondi di pesce.
Palamita appena marinata all’aceto di riso e arrostita su cicoria, cipolla bianca, fagiolini saltati e arance: ottima materia prima, cottura e presentazione ineccepibile, anche se nel complesso mi aspettavo di più
Hot dog di branzino arrosto ripieno di ricci di mare su crauti brasati, maionese al lime, ketchup di pomodoro ai crostacei e chips di topinambur: questo veramente ottimo, originale e degno delle nostre aspettative
Sampietro in crosta di pane alle erbe su broccoletti e pesto agli agrumi e
scaloppa di rombo arrostito e confit nell’olio ai carciofi e timo su insalata di patate con olive di Nocellara del Belice e capperi: anche questi piatti, pur non avendo particolari spunti di originalità, si sono dimostrati veramente buoni e ineccepibilmente preparati.
Dalla lista dei dolci abbiamo optato per un "Dolcissimo" da dividere in due; il Dolcissimo è in pratica un misto di tutti gli altri dessert in formato ridotto.
Il piatto si è presentato benissimo sia come varietà che come quantità (fossi stato da solo a mangiarlo non ci sarei mai riuscito), ma alla resa dei conti (o meglio del palato) non è stato del tutto all'altezza.
Il mix comprendeva.
Monte Bianco, crema di marroni canditi al rhum su biscotto alle castagne, panna montata, meringa e salsa al cioccolato.
Crema bruciata alla vaniglia e lamponi freschi.
Tiramisù al cubo.
Tutti e tre gli assaggi, decisamente buoni ma (a parte forse il Monte Bianco) senza particolari eccellenze.
Smoke, cilindro croccante ripieno di cremoso al tabacco aromatico su gelato al fior di panna e crema inglese al caffè: questo invece davvero buono e originale anche nella presentazione. Assieme all'hot dog sono stati gli unici due piatti che mi hanno fatto capire la potenzialità dello chef che negli altri non ho invece trovato e che mi hanno spinto dare un otto alla cucina.
Savarin di bignè farcito con crema pasticcera, spuma di ricotta e gelatina di clementine: questa invece è stata una vera delusione; troppo freddo (da frigo) e pasta dei bignè decisamente non fresca ma solo anche lei troppo fredda.
Non abbiamo preso caffè e ci è stato offerto un delizioso bicchierino con burro di arachidi e glassa alla birra che ci ha tolto un po' di amaro in bocca e che come originalità e preparazione ci ha riconfermato quanto detto per hot dog e smoke.
Il conto di 113,00 €, a parte i 6 € a testa per il secondo calice di prosecco (davvero "negativo"), mi è sembrato comunque "scarso" visto che al di là dell'indubbio valore delle materie prime, non è valso il resto della cena.
Ci torneremo comunque anche perchè le potenzialità si sono viste e magari simo incappati in una serata storta.
Commenti alla recensione
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venerdì, 9 dicembre, 2011
Recensione di: fermagpao
Inviata il: 09-12-11
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Golasecca
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 09-12-11
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Golasecca
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 9
Servizio: 7
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Possiamo cominciare questa recensione dalla fine dicendo che finalmente ho trovato un ristorante a Milano di cui sono pienamente soddisfatto e che oggi ho conosciuto uno Chef che sicuramente farà parlare molto di sè.
Oppure possiamo cominciare questa recensione dall’inizio quando un amico mi parla di un suo amico storico, tal Andrea Provenzani, che ha aperto un ristorante di buon livello che si potrebbe andare a provare. Faccio una ricerca, vedo la posizione che è proprio nel fulcro della Milano fighetta ed inorridisco già prefigurandomi il solito posto dove la formula base è abbattitore + coltello da pesce + topa attira clienti = conto alto in locale rumoroso di sushi.
Vado a controllare il sito, sul momento la location sembra confermare l'impressione che l'amicizia è più forte della gola ma poi comincio a leggere di Andrea Provenzani, analizzo il menù e mi convinco che il posto deve essere visitato. Sovrappiù, qualche tempo dopo, mi vedo anche una sua intervista, corredata di foto con prole, ad un settimanale femminile all'interno di un servizio sulle ricette per bambini dove la sua è forse l'unica ricetta che si preparerebbe per un bambino e qui sorge uno spontaneo moto di simpatia.
Prendiamo un taxi e scendiamo, ho un deja vous, forse qui in un posto con un altro nome ho mangiato 10 anni fa con colleghi incommensurabili o forse qui 20 anni fa c'era il negozietto di roba vintage dove avevo comprato la siringa in peltro che arrotolava le sigarette.
Qualunque cosa fosse, tutto è cambiato e ci sono tre vetrine verdi con tendoni dello stesso colore di un eleganza discreta e poco appariscente e la scritta “Il Liberty” che campeggia sia sui tendoni che su una taga in ottone.
Suoniamo e ci viene ad aprire direttamente Andrea che ci fa gli onori di casa e che verrà diverse volte al nostro tavolo, persona gradevole, molto innamorata del proprio lavoro e mi sembra anche abbastanza lontana dall'archetipo dello Chef da salotto televisivo che impera in questi giorni.
Poco da dire sul locale e questa è una cosa interessante proprio perchè domina un concetto di pulizia minimalista. Muri rossi sino a un metro di altezza, dopodichè pareti bianchi decorate con quadri dai colori tenui, tutto sembra fatto per non introdurre distrazioni rispetto alla esperienza del cibo.
Unica divagazione una mensola appoggiata al muro sulla sinistra con le bottiglie aperte dei vini serviti al bicchiere e qualche bottiglia da esposizione di alto pregio, un trittico di Amarone Bertani di diverse annate degli anni 90 in primis.
I tavoli non sono larghissimi ma sono ben spaziati, con sedie di legno dalle linee essenziali ed una tovaglia di fiandra bianca, unica decorazione una scatoletta di plastica con fiore blu all'interno sempre all'insegna del minimalismo. Tovagliolo dello stesso tessuto della tovaglia, posate lievemente cesellate, il bicchiere per l'acqua.
Ci portano i menù, oltre a quello alla carta classico ve ne è uno parallelo per il mezzogiorno con piatti leggermente meno elaborati e prezzi da bistrot di fascia alta.
La lista dei vini è interessante, ben distribuita sul territorio italiano, meno sulla scelta degli uvaggi. Forte sbilanciamento sui grossi nomi e sulla fascia alta del mercato, anche le proposte al calice sono solo sull'alto.
Considerate le nostre scelte la questione dell'abbinamento non è semplice e la mia rozzezza di grande consumatore autodidatta mi suggerisce di chiedere assolutamente aiuto al nostro cortese ospite che è anche sommellier AIS. Mi appunto comunque mentalmente la mia scelta, ma preferisco affidarmi a lui. Ci propone due possibili strade, un bianco aromatico o rosso non di corpo, percepisco che il sentire generale verso il rosso e chiedo di esplodere questa possibilità. Non ricordo la prima, passa poi a un Sangiovese in purezza toscano ed infine la Schiava: era esattamente quello che avevo in mente e visto che si è dimostrata una opzione valida la scelta è fatta.
Si tratta esattamente di un Sudtirol Santa Magdalener 2009 della cantina Fliederhof di Stefan Ramoser, piccolo produttore altoatesino, uvaggio Vernatsch come dicono da quelle parti, fresco nei suoi 13 gradi, color rubino chiaro, basso di tannidi e lievemente fruttato all'esame olfattivo.
Portano un cestino di ceramica con il pane rogorosamente fatto da loro: delle fette di pane bianco realizzato a regola d'arte, crosta croccante e scura, interno vapososo bianco e fresco, focaccia senza un filo di unto, giustamente salata, croccante al palato ed infine dei bocconcini scuri, di cui non identifico l'ingrediente, ma che purtroppo troppo bagnati all'interno.
Si inizia con le portate che arrivano molto velocemente.
Carciofo croccante ripieno di pecorino siciliano Calcagno, julienne di zucchine alla menta e pesto di olive. Questo è il piatto la cui ricetta è pubblicata sul sito e che viene anche distribuita sui fogliettini all'ingresso. Cominciamo dalla julienne di zucchine, sottilissima, croccante e di ottimo sapore. Si passa poi all'ingrediente principale, la pasta fillo è perfetta ed anche il carciofo all'interno non ha una sbavatura. Dalla ricetta i carciofi risultano cotti per immersione in olio caldo e vino bianco, probabilmente questo è il segreto. Proverò anche io e vedremo i risultati.
Insalata di puntarelle, filetti di acciughe Cantabrico, aceto di sherry stravecchio e mozzarella in carrozza. Presentazione a regola d'arte su un piatto lungo con le puntarelle che si alternano alle acciughe quasi fossero l'astuccio di uno scriba. Si può anche dire che le acciughe del Mar Cantabrico siano diventate una moda che ti insegue di ristorante in ristorante, ma si deve però anche ammettere che è una moda che ha una sua ragione d'essere con la maggiore dolcezza che questa varietà ha rispetto a quella mediterranea. Le puntarelle sono unite e sembrano quasi degli asparagoni a vedersi, sono un prodotto di ottima qualità. La mozzarella in carrozza è fatta a piccoli parallelepipedi della dimensione di un dado, delicata nel sapore e nella friggitura, perfettamente filante nè troppo densa da attaccarsi nè troppo liquida da scappare fuori, si perde un po' come gusto al fianco degli altri due.
Millefoglie di schiacciata di semola ai porri e caciotta di Pienza con ragout di fegatelli di pollo al vin santo. Avevo puntato il piatto da giorni ed avevo avuto ragione. Viene presentato all'interno di una fondina a cappello di prete decisamente oversize e tale da creare l'illusione ottica che le porzioni siano modeste. Abbiamo un letto di fegatelli scuri su cui sono appoggiati le due fette di croccante ripiene del porro. Plauso alla lavorazione del croccante che non risulta nè troppo asciutto nè troppo bagnato ed ha quel sapore solo leggermente neutro che riesce a far risaltare gli altri due. Morbidezza estrema del porro che è stato stufato dolcemente ed a cui il cacio riesce a stemperare ogni spigolosità, un po' aggressivi i fagatelli che non sono riusciti ad assimilare completamente il gusto del vin santo. Un gran piatto, comunque.
Bucatini freschi con acciughe, finocchietto selvatico, uvetta e pinoli con mollica tostata. Non pensavo si potesse fare il plauso della presentazione di un piatto così apparentemente semplice eppure in questo caso da qui devo cominciare. I bucatini sono una matassa colorata di un verdone intenso dal finocchietto e decorati qua e là dalla uvetta inscurita dal condimento ed da qualche pinolo tostato. Le acciughe non si vedono mentre il finocchietto sembra decorato a pennello sopra ogni singolo bucatino. Il sapore è governato dal finocchietto che conduce le danze per tutta la portata lasciano il compito di comprimaria alla acciuga. L'uvetta, invece di risultare estranea, costituisce invece un'ottima digressione su un sapore che altrimenti diventerebbe monotono. Pleonastico: cottura perfettamente al dente.
Nota a latere, sembra che gli spaghettoni del Senatore Cappelli stiano diventando una costante dei ristoranti che mi piacciono, da marca sconosciuta di pochi mesi fa a costante dei buoni menù di oggi. Peccato nessuno di noi abbia preso gli Spaghetti Latini selezione “Senatore Cappelli” al cipollotto brasato leggermente piccante che tanto mi tentavano.
Spaghettoni freschi all’uovo al cacio e pepe con bottarga di tonno e carciofi fritti. Ottimi spaghetti all'uovo su cui svettano i carciofi fritti. Per alcuni la bottarga accompagnata ad altri ingredienti è una sorpresa ma in realtà si presta bene a fare da contraltare a qualcsa che ne smorzi la violenza del mare che spesso riporta al palato. Questo trittico con il cacio ed il carciofo, che a prima vista può sembrare un azzardo, risulta molto azzeccato.
Tagliata di manzo con cardi gratinati. La carne è tagliata a fette spesse, rosata all'interno e scura fuori, decorata da grani di sale grosso, risulta morbidissima in tutti i punti, sugosa, una gran bestia con la giusta cottura. Il cardo, una delle mie verdure preferite purtroppo abbastanza dimenticata dalla cucina di questi giorni, è avvolto dal suo contorno, probabilmente un po' di latte, lievemente filamentoso ma morbido in bocca, con il suo gusto equilibrato che ben si accompagna a quello della carne.
Si passa a questo punto ai dolci, c'è tempo stasera per digiunare e fare 200 flessioni riparatorie. Spazio per i dolci lo si trova sempre e ci facciamo portare la lista che è sicuramente intrigante e costringe a scelte ponderate e dolorose, va da se che alla fine si provi un po' di tutto.
Crumble tiepido alle nocciole con pere alla cannella, gelato alla crema e salsa nera al pepe.
Lo sapevo, giuro che lo sapevo che dovevo scegliere questo! Una stupida ritrosia legata alla volotà di prendere qualcosa che sembrava più leggero mi aveva fatto scegliere altro e ora me ne pento. Un cubotto marrone e granuloso, che uniformente parte dal crumble per trasformasi nella pera sino a terminare nella pallina di gelato. Perfetta la granulosità, perfetta la morbidezza dei quadretti di pere, un'armonia la nocciola con le pere e la cannella, una sinfonia unica di freschezza quando ci uniamo il gelato e la salsa. Come diceva un grande saggio, dopo di questo tutto il resto è noia!
Spuma soffice al cioccolato bianco su croccante di arachidi e gelatina di arance, zenzero, menta e crema inglese allo zafferano. Non lo avevo preso per la enorme quantità di ingredienti e perchè non amo il cioccolato bianco ma mi devo ricredere. La fetta si sviluppa in orizzontale come quasi tutto in questo locale, suddivisa in tre strati dai colori accesi, il croccante sotto, la crema in mezzo, la gelatina a coprire. L'omogeneità dei sapori all'assaggio è interessante, qualcosa che arrivata al palato dà l'impressione di voler prendere subito il volo.
Torta morbida al cacao e confettura di fichi, ricoperta di cioccolato fondente al rhum e gelato alle noci in accompagnamento. Visivamente ulteriore conferma della maestria dello chef e dello staff, un tortino scuro a cui è già stata staccata una fetta triangolare per mettere in vista la farcitura, una specie di attrezzo via di mezzo fra cucchiaino e portauovo su cui è appoggiato il gelato ed il suo gheriglio di guarnizione. La mia scelta, l'elenco completo di tutto ciò che di dolce mi piace e confermo che il gusto è perfetto ed armonico fra i tre componenti principali. Purtroppo però il cioccolato è troppo carico ed appesantisce il tutto impedendogli di librarsi ed alla fine questo risulta, seppur buono, il minore dei tre dessert.
Prendiamo quattro buoni caffè' e ci dirigiamo verso la cassa a prenderer il conto, 180 euro in quattro che è una discreta somma ma sicuramente ben spesa.
Bilancio finale, un posto elegante e pulito (nel senso di scevro di inutili orpelli), un giovane chef dai toni semplici ma con una grande futuro davanti, una cura particolare alla qualità degli ingredienti ed alla loro stagionalità ed una capacità di poter creare piatti armonici da pochi componenti di base. Finalmente un posto a Milano da poter consigliare a colpo sicuro agli amici. Sul rapporto qualità/prezzo metto un "normale", lavorando un pochino sulla carta dei vini si potrebbe arrivare facilmente ad un "buono", il che lo renderebbe l'araba fenice della zona!
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giovedì, 21 gennaio, 2010
Recensione di: mafalda56
Inviata il: 23-01-10
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: milano
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Inviata il: 23-01-10
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 60.00 €
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
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Arrivati in una sera particolarmente fredda siamo entrati in questo ristorante non grandissimo ma caldo e lindo e abbiamo occupato un tavolo sulla minibalconata, carina ma un po' rumorosa. Già pronte abbiamo trovato delle cruditè per il pinzimonio con tazzina di olio già condito molto buono. Ci è stato offerto un calice di brut. Sul tavolo panini caldi e grissini sottili. Abbiamo scelto due antipasti diversi: un dado di pancetta caldo molto morbido su un letto di verdure e un patè di fegatini con pane scuro. Due secondi: tre rotoli di ricciola e capesante e un canapè di gamberi con verdure calde entrambi discreti, si sentivano le materie prime di buona qualità. Due dolci: tortino caldo di cioccolato con gelato al pistacchio e una crema bruciata con lampone e vaniglia, onesti anch'essi. Un calice di Franciacorta e un calice di Valpolicella di qualità discreta ma un po' scarsi in quantità e il prezzo di sette e otto euro ci è sembrato un pò eccessivo. Due caffè con biscottini e il conto totale è stato di 120 euro in due. Buona la qualità ma il rapporto con il prezzo poteva essere migliore viste anche le quantità non eccessive dei secondi esposte ad un prezzo medio di 25 euro. Camerieri gentili e non espansivi, ma professionali in un ristorante che potrebbe esprimersi con un po' più di personalità.
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martedì, 30 giugno, 2009
Recensione di: ketto
Inviata il: 06-07-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza:
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Inviata il: 06-07-09
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 65.00 €
Cucina: 8
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
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Ottima impressione alla mia prima visita. Cibo di buona qualità, lavorato in maniera egregia e ben presentato, in un ambiente elegante ma piacevole. Unico difetto i tavoli un po' troppo vicini tra di loro. Che magari non lo rendono il massimo per una cenetta intima.
Antipasto: dei cannoli di pasta sottilissima (tipo pasta fillo) con vellutata di baccalà. Ottimo.
Risotto caciocavallo e pere e per secondo un misto di pesci (astice, rana pescatrice, ecc.) e verdurine bollite, presentato in maniera egregia.
Il prezzo di circa 60 euro per antipasto, un primo diviso in due e un secondo più acqua e vino è ragionevole se teniamo in conto che la qualità del cibo è eccellente.
Per me, promozione piena.
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giovedì, 2 ottobre, 2008
Recensione di: pessoa67
Inviata il: 03-10-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza:
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Inviata il: 03-10-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 65.00 €
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 7
Valutazione
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Ristorante Il Liberty, Viale Montegrappa 6 a Milano. Posizionato nelle vicinanze di Corso Como su due livelli, il livello superiore si affaccia come una balconata con soli dieci coperti, parquet e nel complesso ambiente pulito ma non minimalista, anzi direi accogliente, molto accogliente per le dimensioni relativamente piccole del locale.
Veniamo accompagnati al tavolo dal cameriere che come il resto del personale si dimostrerà nel proseguio della serata molto cortese ed attento.
Sul tavolo ad attenderci un mini-pinzimonio per persona con carote sedano finocchi e olio.
Mini grissini, focaccia e pane caldo con olive nere fatti in casa: ottimi.
Vino bianco Ribolla gialla buono anche in rapporto al prezzo, mantenuto fresco nel secchiello.
Lo Chef ci informa dei vari "fuori lista" e ci accompagna nell'ordine.
Scegliamo un'entrèe di cappelle di funghi porcini alla "genovese" in padella con olio aglio e basilico: buoni.
Come primo piatto per tutti e due zuppetta di astice patate e fagottini di pasta ripieni di burrata: un brodo di ottimo sapore di pesce per nulla invasivo nel compesso discreto.
Come secondo cous cous con cernia all'olio e brunoise di verdure: ottimo.
Per me arrosto di coniglio alle olive taggiasche: molto saporito servito con due pezzi di focaccia credo ripassata in forno,ottimo.
Chiediamo due caffè ed il conto e all'arrivo del caffè ci omaggiano di due mini-porzioni di tiramisù davvero buono.
Totale della spesa euro 127.00 per due persone. Un'ottima esperienza del centro di Milano.
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sabato, 12 gennaio, 2008
Recensione di: scogghi
Inviata il: 15-01-08
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Monza
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Inviata il: 15-01-08
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Monza
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Prezzo p.p. bevande incluse: 68.00 €
Cucina: 7
Servizio: 5
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 5
Servizio: 5
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 5
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Io, mia moglie, ed altri due mangioni decidiamo di provare questo ristorante del quale si parla molto bene.
La zona è molto trafficata, sabato sera e pioggia amplificano la cosa, e quindi trovare parcheggio diventa quasi un'impresa.
Al nostro arrivo veniamo accolti da un cameriere che prende i nostri ombrelli, mentre un altro ci dice che il nostro tavolo è nella balconata e ci accompagna: diamo a lui i nostri cappotti.
Il locale è già stato descritto, c’è una sala che si trova appena entrati, poi una saletta con tre-quattro tavoli sulla sinistra vicino alla cucina, e sopra la sala principale appunto la balconata, che dovrebbe essere il posto più intimo del locale.
In balconata ci sono cinque-sei tavoli, a mio parere troppo ravvicinati tra loro, inoltre i tavoli sono piccoli, quindi c’è molto la sensazione di essere incastrati al proprio posto sperando di non doversi alzare.
Anche le sedie non sono molto comode, in special modo quelle degli altri due mangioni praticamente traballano.
Apparecchiatura sobria, tovaglia bianca, tre bicchieri, stoviglie eleganti.
La balconata sarebbe il posto più intimo se nella sala di sotto non ci fossero due tavolate da pizzeria di otto-dieci persone l’una.
Da questo momento per quanto riguarda l’andamento della serata, dato dall’effetto delle due tavolate potrei fare copia/incolla della rece di Strini.
Sul tavolo è già presente un piatto con due ciotoline, una contiene delle verdure, l’altra in olio in emulsione per il pinzimonio, ci viene anche offerto un calice di prosecco.
Ci sono anche dei grissini autoprodotti di vari gusti, di seguito arriva anche il cestino del pane con piccoli panini anche questi autoprodotti.
Ordiniamo tutti antipasto e primo, comunicando che avremmo valutato in un secondo tempo la possibilità di ordinare un altro piatto, ordiniamo anche due bottiglie d’acqua, ed un vino autoctono friulano Vitovska 2004.
Io ordino come antipasto, carciofo croccante ripieno di pecorino siciliano Calcagno su tagliatelle di ortaggi e pesto di olive.
Come primo, bucatini con acciughe, finocchietto selvatico, uvetta e pinoli con mollica tostata.
In un bel piatto arriva il carciofo che praticamente è completamente avvolto in una pasta croccante, con di fianco delle verdurine tagliate molto sottili appunto come a formare delle tagliatelle, sinceramente nessuna traccia del pesto di olive.
Il carciofo è buono, e l’idea della pasta croccante non è male, solo che si sfalda completamente appena viene tagliata.
I bucatini sono buoni, sapori ben equilibrati, e cottura della pasta perfetta.
Mia moglie, come gli altri mangioni, prende di antipasto, Scampi scottati su passatina di fagioli toscanelli all'uccelletto e salsiccia fresca, che giudica veramente eccellenti; oltre alla freschezza degli scampi, le è piaciuto anche l’abbinamento.
Di primo invece, lasagnetta sarcena croccante con bitto e verza su vellutata di patate tartufata, buona, ma non lascia nulla da ricordare.
A questo punto succede una cosa strana, arriva il cameriere, sparecchia tutto il tavolo portando via anche il pane, lasciando solo i bicchieri.
Cerchiamo di chiamarlo ma senza grossi risultati, anche perché ormai la bolgia è incredibile, e cominciamo ad essere esausti.
Arriva lo stesso poco dopo con i menu dei dolci, a quel punto comunichiamo la nostra intenzione di ordinare ancora un piatto, a questo punto si scusa, probabilmente si è ricordato di quanto gli avevamo detto in precedenza, ci riporta il menu ed anche il cestino del pane.
Io ordino arrostino di oca ripieno di salsiccia, il suo petto rosa profumato all'arancio e il suo fegato grasso su patata mantecata.
Arriva il piatto con i tre pezzi ben separati, mi viene consigliato di iniziare dal fegato per finire con l’arrostino.
Piatto ben eseguito, sapori ben amalgamati quindi il tutto risultava molto gustoso.
Mia moglie prende una selezione di formaggi, giudicata normale, gli altri mangioni prendono baccalà mantecato su carciofi al timo e anelli di cipolla rossa fritti.
Come dolce ordiniamo un tortino morbido al cioccolato fondente cru Guanaja, sformatino di pere e frolla caldo e gelato alla crema, e due, crostata di arance servita con cioccolato bianco tiepido e gelato alle arachidi.
Io mangio una delle due crostate, più che altro presa perché incuriosito dal gelato alle arachidi, che però non mi ha entusiasmato, frolla buona, cioccolato bianco molto buono.
Chiudiamo con tre caffè, ed una grappa che non viene segnata nel conto, che è di 270 Euro così suddiviso: due bottiglie di acqua 4 Euro, una bottiglia di vino 26 Euro, quattro antipasti 60 Euro, quattro primi 56 Euro, tre secondi 72 Euro, una selezione di formaggi 18 Euro, tre dolci 28 Euro, tre caffè 6 Euro.
Alla fine un'altra sorpresa, il cameriere porta via ricevuta e soldi (280 Euro) tornando poco dopo per restituire la ricevuta e ringraziare, ma niente resto.
Ci siamo guardati in faccia sbalorditi, ma non abbiamo detto nulla.
In conclusione devo dire che per me è stata una delusione, forse anche perché avevo tante aspettative, che sono state parzialmente deluse.
Per essere un tipo di locale che mira a raggiungere un certo livello, e dove si spendono 70 Euro, a parer mio ha ancora delle carenze, che probabilmente in una serata con tavolate da pizzeria vengono accentuate, per carità non dico di non fare le tavolate, ma magari come scriveva anche Strini forse sarebbe meglio in questo caso prendere qualche prenotazione in meno per averne un ritorno in futuro.
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sabato, 3 novembre, 2007
Recensione di: Capocchio
Inviata il: 24-11-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Burago molgora
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Inviata il: 24-11-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Burago molgora
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Prezzo p.p. bevande incluse: 60.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
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Io e la mia ragazza affrontiamo questa cena con molte speranze scaturite dalle buone recensioni e dal menu del mese che ci ha catturati da subito.
Il locale è situato a due passi da Corso Como, facile da raggiungere con i mezzi pubblici, dato che la probabilità di trovare parcheggio è ragionevolmente nulla.
L’ambiente è molto intimo, il locale piccolo ma i tavoli debitamente distanziati.
All’arrivo i camerieri si occupano dei soprabiti e ci fanno accomodare, verdure in pinzimonio e prosecco, ottimo per cominciare.
Il menu lo conosciamo già e quindi andiamo sul sicuro: per entrambi come primo Ofelle di patate ripiene di castagne al gorgonzola: prelibate, peccato che la tentazione sia troppo forte e il primo boccone sia ustionante per il mio palato goloso. Avrei dovuto essere più cauto.
Secondo, per me guanciale di vitellone cotto al marsala, polenta e purea di castagne: ottimo, davvero buono, dato il mio amore per le castagne avrei preferito che la purea fosse un pochino di più, il sapore del guanciale è forte e per far sentire la castagna occorre non lesinare con la purea.
Per la mia ragazza arrosto di faraona con bottaggio di verza: semplicemente squisito.
Vino: Chianti Classico.
Dolce: Per me torta di mele caramellata all’arancia e gelato accompagnato da un calice di dindarello.
Per lei “Marroni al Liberty”, diversi modi di intendere le castagne come dolce: un soufflé di castagne, gelato al cioccolato con mousse di castagne, accompagnato da un calice di passito.
Le nostre speranze sono state decisamente ripagate. La serata è stata davvero ottima.
Il conto: 120 Euro per due primi, due secondi, due dolci, due liquori, vino e acqua.
Lo consiglio!
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giovedì, 5 luglio, 2007
Recensione di: marmeldin
Inviata il: 15-07-07
Livello utente: Recensore
Provenienza:
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Inviata il: 15-07-07
Livello utente: Recensore
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 60.00 €
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Qualcuno di noi c'era già stato l'inverno scorso e ne aveva parlato bene, ci eravamo ripromessi di andarci appena possibile e finalmente abbiamo trovato la serata giusta.
Fuori era piuttosto caldo, ma entrando nel locale ben condizionato, si rischiava di sentire un po’ fresco, meglio portarsi una maglia se si è freddolosi.
Abbiamo avuto una bella accoglienza in un locale arredato con semplicità e gusto, tavoli ben apparecchiati e ben distanziati nel livello terra, dove ci hanno fatto accomodare offrendoci subito il prosecco e un cestino di verdure crude in pinzimonio con un olio veramente eccellente. Introduzione intelligente che mostra la qualità di una delle materie prime che caratterizza i piatti.
Il ristorante ha un sito web (www.il-liberty.it) con riportato l'intero menu che cambia ogni mese, e la carta dei vini; molto comodo perché noi avevamo già idea di che cosa volevamo mangiare.
Con la carta dei piatti e quella dei vini ci hanno portato il primo vassoio di pane fatto in casa che è veramente un attentato all'appetito dei clienti, specialmente quello alle cipolle, talmente buono che si rischia di mangiarne troppo!
Tra gli antipasti abbiamo scelto: "Quattro modi di intendere il tonno": il piatto si basa soprattutto sulla qualità della materia prima e su una presentazione ad effetto. E' composto di quattro vaschette quadrate con i relativi modi di gustare il tonno abbinati a varie verdure. Subito ci si accorge che manca un po’ di inventiva nella lavorazione.
La stessa cosa si può dire del: "Carpaccio di branzino speziato con pomodori e zucchine marinate", e del "Prosciutto di San Daniele su carpaccio di melone e Montasio croccante" in cui, però, la novità sta nel Montasio che è veramente un formaggio interessante e ben abbinato al prosciutto e melone tradizionali. Abbiamo accompagnato il tutto con un Soave Classico Superiore.
Saltando i primi la scelta dei secondi è andata al "Cous cous di cernia e caponata siciliana", il cous cous era cotto in maniera semplice, non troppo ricco di profumi ma ben bagnato con un fondo di pesce che lo insaporiva, la caponata era molto ben fatta ed anche la cernia sembrava particolarmente leggera; nel complesso un piatto molto buono ma senza nuove emozioni.
L'altro secondo scelto era "Cappon magro: pesce e crostacei al vapore con spinacini freschi, fagiolini e pesto leggero di basilico", un bel piatto estivo dove i profumi di mare e di verdure si armonizzano con equilibrio. La presentazione del piatto lo rende molto invitante. I secondi erano abbinati a un Fiano di Avellino.
Il dolce era per tutti "Crema bruciata al limone con gelato alla liquirizia", l'abbinamento tra il tradizionale rappresentato dalla Crema Bruciata e questo gelato speziatissimo, è sicuramente riuscito. Un dolce che vale la pena di assaggiare.
Come vini da dessert abbiamo assaggiato l'Erbaluce e il Moscato passito, tanto gradevole il primo, quanto stucchevole il secondo. Nell'insieme i vini presenti nella carta sono piacevoli e senza punte di spicco ma è eccessivo il ricarico applicato. A volte si è frenati nell'ordinare alcune bottiglie di cui si conosce il prezzo altrove.
Il servizio è competente ed attento ma si viene serviti da diversi camerieri contemporaneamente e questo crea un po’ di confusione in quanto manca un punto di riferimento preciso. Sicuramente siamo davanti ad uno chef che utilizza la materia prima con sapienza, i piatti sono presentati in maniera molto bella, ma uno sforzo in più di creatività nella preparazione non guasterebbe. Piccola nota: è molto difficile trovare parcheggio vicino.
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sabato, 7 luglio, 2007
Recensione di: attilio
Inviata il: 09-07-07
Livello utente: Recensore
Provenienza:
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Inviata il: 09-07-07
Livello utente: Recensore
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 50.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Il Liberty. Ritorniamo dopo qualche anno in questo locale dal gusto un po’ retrò che Andrea Provenzani, uno degli chef emergenti del panorama milanese sta tentando, pare con un discreto successo, di far diventare meta di chi, e sono sempre di più, vuole abbinare qualità a costi ragionevoli. Una tendenza che ha visto il suo antesignano in Davide Oldani e che sta via via prendendo piede anche nel cuore della city a dimostrazione del fatto che il sapiente utilizzo di materie meno “nobili” può non far rimpiangere aragoste e foie gras. Sempre a patto che i lavori siano gestiti con tocco personale e creatività temperati dal rispetto dei canoni della tradizione. Meno azoto e più sapori familiari insomma.
Il ristorante occupa tre o quattro vetrine in via Monte Grappa, a due passi dall’insopportabile movida di Corso Como da cui mantiene le giuste distanze fisiche e quanto alla tipologia della clientela.
Una quarantina di coperti sono distribuiti tra la sala principale, una piccola saletta nei pressi della cucina ed un soppalco dove veniamo fatti accomodare dai giovani e cortesi commis di sala che ci ricevono. La tavola è apparecchiata con un’eleganza sobria ed essenziale.
Ci vengono offerti subito un calice di buon prosecco e del pinzimonio di verdure che tanto è utile nell’attesa ad evitare l’eccessivo ricorso a pane e grissini. Il menu contiene delle proposte interessanti di carne e pesce in quel giusto numero che fa ben sperare quanto alla freschezza delle materie prime.
Dopo un breve consulto optiamo per primo e secondo anche se tra gli antipasti mi era stato segnalato il patè di fegatini di pollo con cipolle rosse fondenti e crostini integrali alle noci provato da un amico qualche tempo fa. Quindi: spaghetti selezione Senatore Cappelli al cipollotto brasato leggermente piccante e ravioli agli spinaci su ricotta tiepida al peperoncino a cui facciamo seguire lombo di vitello farcito di tonno fresco al giusto rosa con melanzane, pinoli e pesto di capperi e parmigiana di melanzane incartata, stracciatella e zucchine in fiore croccanti.
Le portate si susseguono con una giusta tempistica e, dobbiamo subito ammettere, mantengono pienamente le attese. Se proprio un appunto si volesse muovere, la cottura dello spaghetto è impercettibilmente lunga ma, nel complesso, tutto risulta gradevole, presentato nei piatti con la stessa architettura di essenziale eleganza di cui facevamo cenno prima. Avevamo premesso al maître che la scelta di spaghetti al cipollotto e vitello al giusto rosa sottendeva il confronto con due must di un mostro sacro come Aimo Moroni. Non ce ne vorrà Aimo ma l’esame è pienamente superato almeno rispetto alla nostra personale sensibilità gustativa.
Sulla carta dei vini è probabilmente possibile lavorare un po’ anche se nell’ottica dell’incipit è corretto non attendersi etichette che possono pesare troppo sul conto finale. Noi scegliamo Inzolia Nozze d’Oro in omaggio a passati trascorsi in terra di Sicilia.
Per chiudere, dopo un pre-dessert di albicocca e mandorla offerto dalla casa, un’insalata di melone, pesca albicocche e ananas con i loro sorbetti ed un distillato di amarone che un solerte e premuroso cameriere si offre di rabboccare.
Il conto di 50 euro a persona è la logica conclusione di un percorso fedele alle premesse e che ci fa congedare dal Liberty con il pensiero già ad una prossima puntata.
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lunedì, 18 giugno, 2007
Recensione di: Strini
Inviata il: 20-06-07
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Milano
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Inviata il: 20-06-07
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 50.00 €
Cucina: 6
Servizio: 4
Ambiente: 4
Rapporto q / p: 6
Servizio: 4
Ambiente: 4
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Cronaca di una serata storta.
Per festeggiare l’anniversario di nozze decido di tornare al Liberty, locale che avevo già visitato l’anno scorso con soddisfazione. Penso di andare sul sicuro, ricordandomi l’ambiente discreto ed elegante, il servizio eccellente ed una lista non priva di piacevoli sorprese.
Al nostro arrivo, dopo debita prenotazione in mattinata, restiamo colpiti dall’affollamento intorno al ristorante, che si spiegherà con la presenza una tavolata che occupa l’intera sala al piano inferiore. Noi finiamo sulla balconata che si affaccia su questa sala, in cui sono sistemati cinque o sei tavolini, piuttosto ravvicinati: non sarebbe neanche male, ma il rumore proveniente dal piano inferiore è realmente irritante ed obbliga noi e gli altri clienti ad un tono di voce elevato per poter comunicare, con buona pace dell’intimità e del confort. Il disagio influirà sul resto della serata.
Ad attenderci sul tavolo troviamo due piccoli pinzimoni di verdure, con una coppetta contenente un’emulsione di ottimo olio. Ci vengono offerti due calici di spumante e ci dedichiamo alla lettura delle liste, interessanti sia per quanto riguarda i piatti proposti, sia per la selezione dei vini, ed integralmente consultabili sul sito web del locale.
Io scelgo il menu degustazione di mare, comprensivo di antipasto, primo e secondo (48 euro), mentre mia moglie decide di ordinare alla carta.
Al momento della scelta del vino, il cameriere mi dice di attendere il sommelier, che però non risulterà disponibile, come la prima bottiglia da me scelta. Avevo chiesto un Tocai friulano (oggi solo Friulano, mi sembra) e l’alternativa proposta è un uvaggio, sempre friulano, a prevalenza di Tocai, con Malvasia ed altri vitigni locali, il Zuani Vigne, che non mi farà rimpiangere la mia prima scelta.
Dopo l’arrivo del piatto del pane, contenente diverse varietà di discreta fattura, cominciamo ad attendere l’arrivo degli antipasti, che si protrarrà per quasi un’ora. La lunga attesa non fa che peggiorare il nostro umore ed i camerieri, pur gentili e pronti a scusarsi per gli inconvenienti, questa sera sembrano proprio in tilt, come tutto il locale peraltro.
All’arrivo dei piatti non riusciamo a goderne come avremmo voluto: i miei Scampi crudi su vellutata di carote profumata allo zenzero, sfoglie integrali con noci e uva passa non mi lasciano nessun ricordo particolare, se non per la freschezza dei crostacei, mentre mia moglie definisce i suoi Quattro modi di intendere il tonno come un piatto riuscito a metà ed una scelta tutto sommato infelice.
Come primo abbiamo scelto entrambi i Chitarrini freschi artigianali allo zafferano con pesce spada e pesto di agrumi: piatto normale o poco più, con alcuni dubbi sul livello di cottura della pasta.
A questo punto mia moglie, un po’ esasperata, decide di rinunciare al secondo, mentre io concludo con il Cous cous di cernia e caponata siciliana: anche in questo caso la qualità del pesce è innegabile, ma il piatto risulta piuttosto banale.
Chiediamo di concludere in fretta con due caffè, che vengono preceduti da due piccoli predessert offerti. Se non ricordo male il mio menu prevedeva un dessert a scelta, che non consumerò.
Usciamo dal locale e le nostre orecchie accolgono il rumore dei tram sferraglianti come una liberazione.
Il conto finale, di 115 euro, ci viene scontato a 100, così suddiviso: un menu, 48 euro; un antipasto, 15 euro; un primo, 14 euro; due bottiglie d’acqua (Panna e S. Pellegrino), 4 euro; un vino, 30 euro; due caffè, 4 euro. Il prezzo ci è stato scontato spontaneamente e non a fronte di nostre rimostranze.
Spiace davvero aver vissuto un’esperienza così negativa in un’occasione importante, in un locale che meriterebbe davvero di più, anche a fronte di un evidente imbarazzo a dover offrire un servizio non adeguato alle aspettative dei clienti. Quindi solo un ammonimento, per quel poco che può valere il mio scritto, ad evitare in futuro cadute di stile del genere, ad accettare qualche prenotazione in meno (soprattutto in presenza di tavolate) e guadagnarci in futuro…
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sabato, 24 marzo, 2007
Recensione di: adem
Inviata il: 02-04-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: roma
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Inviata il: 02-04-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: roma
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Prezzo p.p. bevande incluse: 55.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Valutazione
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Dovendo scegliere dove portare a cena la mia ragazza mi fido delle positive impressioni di alcuni dei recensori per me più affidabili e prenoto con qualche giorno di anticipo un tavolo per due al Liberty. Sono alla ricerca di un locale dove si mangi bene, ovviamente, ma che sia anche curato nel servizio e moderatamente elegante: tra gli obiettivi della cena, oltre alla mera soddisfazione gastronomica, c’è la volontà di ringraziare la mia lei di essere salita a Milano per il weekend, risparmiandomi parecchie noiosissime ore di treno.
Arriviamo percorrendo a piedi tutta via Monte Grappa dall’incrocio con corso Como, superando diversi locali che rivaleggiano tra loro in quanto a brutture dell’arredamento. Sarà la reazione a tanto kitsch, ma troviamo veramente piacevole l’ambiente del Liberty già solo alla prima occhiata dall’esterno, attraverso la vetrata, mentre aspettiamo che ci aprano dopo aver suonato il campanello.
Due salette arredate con sobria eleganza, bei mobili su cui spicca una notevole collezione di grappe e distillati, non troppi tavoli, ben distribuiti nello spazio non ampissimo. Piacevole accenno di musica di sottofondo, ambiente forse un filo troppo luminoso, anche se parte della luce viene da bellissime applique liberty.
Alle nove diversi tavoli sono ancora liberi, gentilmente ci offrono la possibilità di scegliere dove sederci ed optiamo per il soppalco che domina la prima sala. Al nostro tavolo, tovaglia candida di fiandra e apparecchiatura di alto livello, piccolo senza essere angusto, troviamo già del pinzimonio che sgranocchieremo leggendo il menu.
Insieme alla carta ci viene offerto un buon prosecco di Conegliano Veneto “S.Giuseppe” e ci vengono portate in un bel contenitore di legno le diverse varietà di pane, tutte ottime: panini croccanti alle olive, pane bianco e al rosmarino.
Il menu, che varia su base mensile, presenta una discreta scelta di piatti tradizionali rivisitati e prevede un paio di percorsi di degustazione di carne e di pesce, tre portate più il dolce, a 46 e 48 euro.
La carta dei vini è ben strutturata e con ricarichi corretti. Cercavamo un Pinot nero, ma il sommelier ci fa notare come la carta sia impostata solo su vitigni autoctoni e dopo una piacevole consultazione ci suggerisce un Furore rosso 2005 Marisa Cuomo, uvaggi piedirosso e aglianico. Ottimo consiglio, colore rosso rubino, morbido, buona persistenza con piacevoli note speziate finali, ha accompagnato bene la nostra cena.
Spendo qui due parole per il servizio, competente, curato ma mai ingessato: il perfetto mix di professionalità e simpatia, che non si traduce in familiarità ma permette di sentirsi pienamente a proprio agio.
Il filo conduttore, inconsapevole, delle nostre scelte dal menu si rivelerà essere la cipolla, forse per celebrare l’occasione romantica.
Gli antipasti.
Per me: tigella calda al cipollotto con squaquerone cremoso e culatello di Parma.
E’ probabilmente la nemesi di tutti i panini insipidi che io, come molti abitanti di Milano, siamo costretti a buttare giù a pranzo. Deliziosa.
Per lei: patè di fegatini di pollo con cipolle rosse fondenti e pane integrale alle noci.
Quattro crostini ed un abbondante cucchiaio di cipolle accompagnano il patè, servito però troppo freddo e non particolarmente saporito, ho dovuto cedere una parte della tigella.
I primi.
Per me: spaghetti selezione Senatore Cappelli al cipollotto brasato leggermente piccante.
Notevole realizzazione di un piatto apparentemente banale, l’amalgama del condimento e il grado di cottura sono perfetti.
Per lei: zuppa di favette con ravioli alle cipolle rosse e scaglie di pecorino.
L’abbinamento fave e pecorino, conciato al pepe, ci riporta a Roma, a casa. Piatto goloso, sicuramente il più interessante provato nella cena, bell’equilibrio di gusti.
Mi ero riservato la possibilità di provare il filetto cotto-crudo di Sanato piemontese, ma sono quasi pieno e prendo in considerazione al massimo la possibilità di un piatto di formaggi come sostituto del dessert.
Ci facciamo portare la carta e mi faccio invece tentare dagli assaggi di Sicilia, composizione di dolci isolani, abbandonando l’idea dei formaggi. La carta dei dolci, a differenza del menu principale, viene portata con l’indicazione dei prezzi anche per la mia ragazza, che non si fa impressionare dirigendosi a colpo sicuro verso il più costoso, il dolcissimo, sintesi dei principali dessert in carta, in miniporzioni. Ma si sa, alla gola non si comanda…
Entrambi i dolci sono serviti in ampi piatti di vetro, guarniti non solo con generose spolverate di zucchero a velo ma anche gustosi canditi. Il mio è composto da un vasetto di cioccolato di Modica con croccante alle arachidi, un classico cannolo ed un cucchiaio di gelato di pistacchi di Bronte. Sono un amante di tutti questi dessert e li ho trovati ottimi, con una punta di eccellenza per il gelato ed il cioccolato.
Stessa soddisfazione per la mia compagna, che deve fronteggiare, oltre a cannolo e vasetto di cioccolato, una crema bruciata alla vaniglia, un gelato di banana ed un eccezionale biscotto alle arachidi con caramello, mou e salsa al cioccolato.
Dalla sfiziosa lista di distillati e vini dolci puntiamo un Porto Tawny 20 anni, ma non è disponibile in quanto inserito in lista solo ad alcuni giorni. Non sappiamo cosa voglia dire, ma non c’è problema, la mia lei accompagnerà il dolcissimo con un Moscato passito “Frimario” 2004 Rizzi, mentre io concluderò la cena con un distillato di birra Beerbrand 41% Cape Vila, molto particolare.
La ricevuta: una bottiglia d’acqua S.Pellegrino 2 euro, una bottiglia di vino 22 euro, due antipasti 22 euro, due primi 24 euro, due dolci 27 euro, un vino da dessert 6 euro, un distillato di birra 8 euro. Totale, a mio parere correttissimo, di 110 euro, 55 a persona.
In conclusione, una cucina tradizionale molto soddisfacente, un locale che consiglio e che valuterei complessivamente 8,5. Mi tengo stretto di voti in attesa di provarlo ancora, magari in occasione di uno dei mensili cambi di menu.
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mercoledì, 14 marzo, 2007
Recensione di: Greedy
Inviata il: 15-03-07
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: Milano
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Inviata il: 15-03-07
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 63.00 €
Cucina: 7
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Giudizio Personale: Cappello Verde
Cucina: 7,5
(abbassato a 7 per via dello scarso apprezzamento della mia commensale, per me invece 8 pieno)
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q/p: Normale (a Milano)
Ho da festeggiare un compleanno e decido per Il Liberty, locale plurirecensito e molto popolare sul portale e sul forum.
Arrivare qui è di estrema facilità, parcheggiare un po' meno, meglio forse arrivare con i mezzi e farsi due passi.
Il locale da fuori non è molto convincente, vetrine ampie e dietro le tendine intravediamo due sale ben illuminate, mi aspettavo un'atmosfera più soft. Ma non indugiamo oltre e varchiamo la soglia.
Veniamo accolti e spogliati delle giacche, quindi accompagnati al tavolo, sul quale troviamo già posato un pinzimonio di verdure.
Prontamente arriva un bicchiere di prosecco e la richiesta per l'acqua. Mi piace quando non mi fanno aspettare il secondo per bere un goccio d'acqua e dimentico subito la sensazione demodé e un po' costruita che mi sono fatto entrando. L'arredamento infatti cerca di dare un tono agée che il locale non ha, una parete nuda con mattoni a vista e mobili rustici alla cassa, poco bene si affiancano al decoro e al classicismo di un arredo in stile francese degli anni che furono, complessivamente una discreta eleganza che non infastidisce e lascia il tempo di mettersi a proprio agio.
Il servizio verrà svolto da camerieri cortesi e a tratti simpatici, un giusto distacco e una forma mai pesante consentiranno di sentirci a nostro agio nelle comande e nelle richieste extra.
Ordiniamo.
Io scelgo di provare il menu tradizione lombardia, mentre la mia commensale sceglie liberamente dalla carta. Vino in abbinamento al calice per me mentre lei decide di proseguire con il prosecco.
Antipasti.
Per me: Mondeghili con cipolline in agro, Sformatino di polenta taragna al taleggio e salsiccia e Nervetti in insalata serviti in un unico piatto di portata sufficientemente ampio. Discreto il mondeghili e molto saporito ed equilibrato lo sformatino, abbastanza anonimi i nervetti. Peccato perchè li adoro.
Per lei: Quattro modi di intendere il tonno. Non ho provato il piatto, ma mi viene detto che il pesce è buono, fresco, ma non ha particolarmente gradito gli abbinamenti. Trattasi di carpaccio con pomodorini, con arancia, scottato con insalata e bottarga di tonno con melanzane. Voto assegnatogli: 5. Peccato.
Abbinato per me un calice di Nebbiolo.
Primi.
Per me, sempre dal menu, arriva un Risotto alla milanese con ossobuco in gremolata, bella consistenza e cottura del risotto, porzione abbondante, carne tenerissima e sapore famigliare, da intendersi come nota positiva, dato che mi ha ricordato l'ossobuco che faceva mia madre. Bene.
Per lei arriva un Risotto con calamaretti spillo e brunoise di ortaggi alle erbe, porzione anche qui abbondante, decide infatti di annullare la comanda del secondo, e definisce il risotto delicato, ben cotto, ma abbastanza anonimo. Non è la sua serata.
Abbinato per me un Nobile di Montepulciano.
Passiamo direttamenta ai dolci.
Per me, dal menu degustazione arriva Crostatina di sbrisolona, cremoso al cioccolato fondente con pera al barbera dolce e gelato al fior di panna, cosa abbia tutto ciò di tradizionale non lo so, ma non è male. Anche se la sbrisolona era un pò sacrificata sotto il cremoso e le pere.
Per lei un Tortino morbido al cioccolato di Modica con fave di cacao e gelato ai pistacchi, richiesto senza il gelato di accompagnamento. Tortino molto ben eseguito, il modicano infatti, delicato e profumato, rende molto bene nel classico tortino che ormai ovunque viene proposto, ma con cioccolato nero fondente. Ottimo.
Insieme ai dolci prendiamo due calici di passito di malvasia de La Stoppa.
Nel complesso un'esperienza altalenante, segnata soprattutto dal diverso livello di apprezzamento delle varie portate. Scelte sfortunate direte voi, certo, ma scelte dal menu, dico io.
Sicuramente un posto al quale varrà la pena dare una seconda possibilità, anche se la sensazione finale una volta pagato il conto di 126€ per due, non è stata di soddisfazione piena.
Conto: Acqua 2€; Vino al calice 15€; Antipasto 15€; Primi 14€; Dolce 18€; 2 liquori 14€; 1 menu 48€. Totale 126€.
Uhmmmm noto ora che mi sono stati addebitati due dolci, mentre in realtà il mio era compreso nel menu. Una svista, I suppose, da segnalare comunque.
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sabato, 17 febbraio, 2007
Recensione di: caneciccio
Inviata il: 19-02-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: roma
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Inviata il: 19-02-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: roma
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Prezzo p.p. bevande incluse: 57.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Avevo voglia di una serata romantica, di un ristorante dove sentirmi coccolata dai camerieri e dove provare una cucina di buon livello, che unisse piatti non scontati, ben eseguiti e non troppo strani per il mio palato. Dopo aver letto qua e là recensioni su ilmangione la scelta è caduta su “Il Liberty”, ed è stata una scelta fortunata.
Per prima cosa, non illudetevi: il Liberty è nella zona tra Moscova e Corso Como e parcheggiare non sarà facile. Dunque come noi munitevi di pazienza e calcolate i tempi.
Da fuori il locale non è vistoso: “ovviamente” inserito in un palazzo liberty, sulla via larga le sue vetrine sono illuminate con discrezione. Anche l’insegna è una semplice targa in metallo, ed entrando lo spazio appare un po’ ridotto. Due sale, una a destra e una a sinistra dell’entrata, dove è la “reception”, pareti sui toni del giallino pallidissimo, con particolari rosso cupo al piano terra, bei quadri tutti uguali alle pareti con cornici in noce e bellissime applique Liberty in bronzo da cui si diffonde una luce soffusa e morbidissima.
Avevamo prenotato un paio di giorni prima e ci fanno subito accomodare, attraverso una scala in legno forse un po’ ripida, sulla balconata che affaccia sulla sala di destra, molto tranquilla, riservata esclusivamente alle coppie. Qui sette-otto tavoli con le loro sedie Thonet sono appartati in un’atmosfera molto romantica.
Il nostro tavolo non è grandissimo ma è davvero bello, tovaglia candida di fiandra, bella posateria classica (Broggi, se non erro), bei bicchieri (soprattutto i calici) e piatti, di linea pulita ma ricercata: ci attende un gradevole stuzzichino di verdurine e pinzimonio, che rosicchiamo mentre ci portano acqua e menu, e ci offrono un calice di Prosecco.
Credo che cambino menu ogni mese, comunque sempre offrendo una mezza dozzina di antipasti, primi, secondi (e dolci, ma per quelli c’è un menu apposito). Sul loro sito internet c’è sempre un esempio delle loro proposte, leggerle può essere interessante.
A parte, la carta dei vini, che propone solo vitigni autoctoni (niente Gewürztraminer o Thurgau, per intenderci) e che non ho letto personalmente ma dalla quale il sommelier, dopo aver ascoltato i nostri gusti, ci ha consigliato un vino campano, un Pallagrello bianco “Fontanavigna” del 2005. Vino servito forse un po’ troppo freddo, ad una temperatura che ne gelava le caratteristiche, ma che dopo qualche minuto si è aperto, ha respirato, e ha rivelato un profumo floreale molto piacevole, morbido al gusto e intensamente fruttato. Per tutta la durata della cena i camerieri compariranno a riempire i bicchieri quando necessario.
Sappiamo già che prenderemo un antipasto e un primo a testa, e poi probabilmente il dolce: tuttavia scegliere non è facile dato che i piatti offerti hanno accostamenti interessanti, sono ben descritti già dal nome, e sembrano tutti molto invitanti. Io punto subito un Paté di fegatini di pollo con cipolle rosse fondenti e crostini integrali alle noci, il mio compagno invece esita a lungo fra un Carciofo croccante ripieno di pecorino siciliano su tagliatelle di ortaggi, e una Vellutata di zucca con crottino di capra al forno e speck del Tirolo, poi sceglie il secondo.
Arriva il cestino del pane (di loro produzione, molto gustoso e di notevole varietà) e dopo un ragionevole tempo gli antipasti.
Il mio piatto è composto di bei tocchetti di paté di fegatini, un cucchiaino di cipolle rosse e quattro crostini integrali: gustosissimo, ne spalmo con moderazione sui crostini per non sprecarne il sapore in un’overdose di paté e quello che mi avanza (parecchio) lo continuo a gustare golosamente sulla loro varietà di pani, aiutata abbondantemente dal mio commensale. Voto 8.5.
Il suo antipasto è invece una composizione di sapori in crescendo: la vellutata di zucca è dolce ma non stucchevole, la assaggio da sola e per me che adoro la zucca è già un vero piacere. Al secondo boccone, mi viene passata assieme al crottino caldo e la godo ancora di più; al terzo, con il crottino caldo avvolto nello speck, sulla base della vellutata, quasi mugolo di piacere. Qui il risultato è davvero perfetto perché lo speck salato va a sposarsi con la dolcezza della zucca amalgamandosi con il pur sempre lievissimamente acidulo formaggio, lievemente fuso dal forno. Un gioiellino! Voto 9.
Felicissimi, attendiamo impazienti l’arrivo dei primi, ed ecco arrivare alla nostra tavola due bei piatti fondi di porcellana bianca.
Per lui Tagliolini freschi all'uovo con cacio conciato al pepe nero su zuppetta di carciofi: porzione forse non abbondantissima, molto buona l’amalgama di cacio e pepe nero, forse un po’ acquosa la zuppetta di carciofi, o forse sono io a non gradirli mai a pieno nelle ricette, dato che il loro retrogusto vagamente ferroso mi sfasa sempre un po’ il palato. Comunque piatto ben fatto, viene spazzolato via con letizia. Voto 7.5.
Per me invece Risotto alla parmigiana con dadolata di fegato grasso dorato e ristretto di Porto. Che posso dire che non suoni enfatico? Il miglior risotto dei miei 32 anni di vita? Paradiso? Dal primo assaggio ho iniziato ad emanare una luce di aurea serenità. La dadolata di fegato era sublime, esternamente croccantina e all’interno morbidissima, appena provata ho trovato un solo termine per definire la sua qualità precipua: scioglievolezza. Si scioglieva in bocca, e la sua unione con il risotto, perfettamente mantecato e reso solido dal sapore del Porto, che si avvertiva alla base senza che lo soffocasse, era poesia pura. Porzione tra l’altro per nulla scarsa, per cui anche la mia dolce metà ne ha potuto ampiamente apprezzare la perfezione. Voto 9.5.
A quel punto ero discretamente piena e ho partecipato solo marginalmente all’ordine di un piatto di formaggi vari: 5 o 6 tipi di formaggi, correttamente disposti a orologio sul piatto, fra cui degli erborinati, ma di cui non ricordo con sicurezza la composizione. Comunque molto buoni per quel poco che ne ho assaggiato. Serviti con miele e con cipolle rosse fondenti.
Ci è poi stata portata la carta dei dolci, da cui ho scelto un Tortino morbido al cioccolato di Modica con fave di cacao e gelato ai pistacchi: di bella presentazione, con il gelato in un cucchiaino perfettamente rotondo accanto al tortino, buono il tortino, anche se la cioccolata fondente all’interno l’avrei forse preferita più intensa. Mi aspettavo di più ma non posso comunque muovere particolari appunti, ero solo stata molto viziata dal livello delle portate precedenti. Voto 7,5. Per il mio lui, Strudel caldo di pere alla cannella con sorbetto al vino rosso, su cui non posso formulare giudizi non avendolo assaggiato.
Abbiamo terminato con caffè per lui, e due Averna. Ci è stato offerto anche un altro mini dessert, due bicchierini con mele cotte a piccoli dadini, al Calvados, con lamelline di mandorle. Buonissime. Eravamo stati tentati di prendere anche un vino da dessert, ma abbiamo soprasseduto dato il tasso alcolico già notevole. Da segnalare che la loro offerta di Rum e Grappe pare davvero di tutto rispetto.
Dettaglio il conto come da ricevuta:
Un’acqua, 2 euro; un vino, 22 euro; due antipasti, 20 euro; due primi piatti, 24 euro; un secondo piatto di formaggio, 18 euro; due dolci, 18 euro; un caffè 2 euro; due amari 8 euro. Totale 114 euro. Da notare che non si paga coperto.
Riepilogando. Cucina davvero interessantissima, menu di scelta non sconfinata, l’impronta è tradizionale ma con accostamenti particolari, veramente ben eseguita. Lascia la voglia di tornare, sia per provare quanto rimasto solo sulla carta, sia per riassaporare quanto già sperimentato, e non succede spesso. Data la ciclica rotazione del menu può avere un senso riaffacciarsi periodicamente.
Servizio giovane, gentilissimo e molto disponibile. Qualche sbavaturina (il piatto vuoto varie volte tolto quando l’altro commensale ancora doveva finire) ma compensata dalla presenza non invadente ma assidua al tavolo per servire il vino e cambiare il cestino del pane quando vuoto. La cena si è svolta con rilassatezza fra le 20.30 e le 23.30, e mi è piaciuto non avere nessuno a mettermi fretta.
Ambiente affascinante, romantico, di gusto. Trovo meravigliosa l’idea di riservare una zona così bella come la balconata appartata alle coppie, affinché possano tubare come piccioncini.
Insomma, da consigliare senza esitazioni.
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venerdì, 9 febbraio, 2007
Recensione di: Macs
Inviata il: 19-02-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: Breganzona (Svizzera)
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Inviata il: 19-02-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: Breganzona (Svizzera)
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Prezzo p.p. bevande incluse: 65.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Venerdì ore 20:30, cena in quattro.
Ci presentiamo puntuali, l’altra coppia non è ancora arrivata e, per evitare il freddo, suoniamo il campanello. Ci apre uno dei camerieri che, controllata rapidamente la prenotazione, ci accompagna al nostro tavolo. Siamo nella saletta più piccola, sistemati in un’accogliente e per nulla scomoda posizione tra un muro e una parte del bancone, sul quale troneggia la macchina per gli espresso. Una sorta di saletta nella saletta, raccolta ma non sacrificata. Piatti e bicchieri sono marchiati Schoenhuber Franchi, posateria Hepp.
Il gentilissimo e simpatico cameriere chiede subito che acqua desideriamo e, insieme all’acqua, porta una bottiglia dalla quale versa spumante per me e mia moglie come aperitivo. Sul tavolo sono già presenti, ad ogni posto, delle porzioni di pinzimonio. Buono e vario l’assortimento dei pani.
Arriva anche l’altra coppia, insieme ai loro aperitivi sono presentati i menu e le due carte dei vini; la carta dei vini “normale” è, infatti, affiancata da una selezione di vini lombardi ad opera dell’AIS. Poiché le scelte dei commensali comprendono sia carni sia pesci, opto per un Pinot nero, Noir delle Tenute Mazzolino.
Prima dell'arrivo dei nostri amici abbiamo scambiato due parole con il cameriere riguardo un piacevole profumo di formaggio fuso proveniente dalla cucina che ci è stato spiegato essere uno degli ingredienti di quello che è ormai diventato l’antipasto “tipico” di questo ristorante: il carciofo croccante ripieno di Pecorino siciliano Calcagno su tagliatelle di ortaggi. Il carciofo è avvolto in un involucro di pasta fillo insieme al Pecorino, il tutto è cotto in forno e poggiato su delle verdure crude affettate sottilissime. Buono il contrasto di consistenze dato dalla croccantezza dell’involucro di pasta e la morbidezza del carciofo con la fonduta di formaggio, sapori ben sposati.
Come primo piatto scelgo il risotto alla parmigiana con dadolata di fegato grasso dorato e ristretto al Porto. Buona esecuzione del piatto, nulla da eccepire su cottura e mantecatura del risotto, veramente molto gradevole la nota grassa donata dal foie gras, poco percettibile ma valido il contributo della riduzione di Porto. Un piatto ben eseguito e ancor meglio “progettato”.
Il secondo è una lombatina di cinghiale al vino rosso, radicchio al forno e purè di zucca, grado di cottura della carne tra il sangue e il medio, buon contrasto tra il sapore forte di quest’ultima e la dolcezza del purè di zucca rivelatosi ottimo.
Con un po’ di esitazione causata dalla sensazione di sazietà scelgo il dessert: cono croccante alle nocciole e cioccolato, spuma al mascarpone su salsa al gianduia e caffè. Presentazione ottima per un dessert golosissimo e ottimamente riuscito.
Termino con un buon caffè e un amaro. Insieme ai caffè sono offerti quattro bicchierini contenenti una crema di kiwi con tocchetti di nocciole.
Ricapitolando: tre minerali 6 euro; due bottiglie di vino 46 euro; quattro antipasti 42 euro; quattro primi piatti 48 euro; tre secondi piatti 68 euro; quattro dolci 36 euro; quattro caffè 8 euro; due liquori 12 euro per un totale di 266 euro scontato a 260. Mentre scrivo mi accorgo che i secondi piatti contabilizzati sono tre, il secondo di mia moglie è stato ordinato e, in un secondo tempo, ne è stata chiesta la cancellazione. Questo ha portato al, ne sono sicuro, non voluto errore.
Il servizio è attento e cordiale, pronto alla conversazione, affidato a personale giovane e dall’aspetto molto curato. Ambiente gradevole e buona atmosfera, ottima la posizione del nostro tavolo, un po’ più sacrificati gli spazi tra i tavoli nell’altra sala. La cucina presenta delle buone esecuzioni con ricette mediamente elaborate che prendono spunto da preparazioni tradizionali, menu piacevoli che incuriosiscono. Siamo più che felici di fornire i nostri indirizzi email per ricevere gli aggiornamenti della carta proposti a cadenza mensile.
Ottime basi per un locale in cui tornare sicuramente più volte.
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sabato, 20 gennaio, 2007
Recensione di: bullio
Inviata il: 02-02-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: biella
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Inviata il: 02-02-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: biella
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Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Siamo reduci da una cena in un ristorante meneghino, il Liberty.
Posto poco distante da uno degli ombelichi attorno a cui gira la macchina del divertimento milanese, ovvero Corso Como, può veder riassunto tutto ciò che offre, dalle vivande all'atmosfera, in un’unica parola: delizioso!
Delizioso nella rilassata eleganza del locale, piccolo e raccolto ma comunque confortevole e per davvero ispirato allo stile che cita nel suo nome, soprattutto nel soppalco che ospita qualche fortunato tavolo e che dà sul resto della sala.
Delizioso nell'offerta - non numerosissima ma più che sufficiente - del menu, ben imperniato sulla tradizione, ma concedentesi qualche divagazione fuori programma.
Delizioso nel servizio, pronto, educato, preparato e mai invadente.
Delizioso nella carta dei vini, perfettamente costruita intorno alla tipologia ed anche (sorprendentemente) al costo delle vivande, con onestissimi ricarichi.
Delizioso nel lasciar lì ad attenderti a tavola una piccola offerta di pinzimonio e verdurine, d'accompagnamento mentre il menu viene sfogliato, subito seguita da un flute di Prosecco di Conegliano.
Delizioso nell'impeccabile e sobria mise en place.
Delizioso, infine, nelle pietanze…
Abbiamo optato per un menu ''senese'', uno di due ''speciali'', compilati in occasione di una manifestazione in città (l'altro era dedicato al Verbano-Cusio-Ossola). Offriva del lardo di cinta senese su un croccante di farina di ceci (ottimo), un piatto di tagliolini all'uovo, mantecati nel Pecorino di Pienza ed impiattati su di una zuppetta di carciofi (il miglior piatto della serata, soprattutto per il sorprendente equilibrio aromatico tra tagliolini, carciofi e pecorino) ed infine un ganascino di maialino di cinta brasato con una polenta di castagna (morbido, saporito, ben speziato).
Di dolce un semifreddo di ricciarelli, anch’esso all'altezza, nella sua leggerezza e nella sua temperatura di servizio. Il tutto, visto l'incombere di un pasto dedicato al Morellino che ci aspettava il giorno dopo, accompagnato da un vino non toscano, un Montepulciano d'Abruzzo Marina Cvetic, firmato Masciarelli. Il tutto a poco più di 40 euro a testa, con un buon caffè compreso, servito insieme a piccole truffes di cioccolato amaro.
Caldamente consigliato, insomma.
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mercoledì, 20 dicembre, 2006
Recensione di: Brera
Inviata il: 04-01-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: Milano
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Inviata il: 04-01-07
Livello utente: Recensore
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 67.00 €
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Per una cena prenatalizia a due decidiamo di provare Il Liberty, ristorante già raccomandatoci da parenti ed amici.
Il locale è molto carino; noto che le coppie vengono dirottate sul soppalco mentre i gruppi più numerosi vengono fatti accomodare al pian terreno. L'arredamento contribuisce a dare calore all'ambiente che, per via della particolare struttura, già di per sè mette a proprio agio.
Appena seduti ci viene offerto un calice di spumante, che accompagna un piatto di verdure crude da pinzimonio che troviamo già in tavola. Il personale sarà sempre attento, gentile e sollecito per tutta la durata della cena.
Decidiamo per uno dei due menu degustazione, ed in particolare per quello di mare, euro 48 a testa.
Nell'ordine ci vengono portati:
Zuppetta di farro con astice, cavolo romano e sfogliatine al cipollotto.
Canederli di ricotta in brodetto di carciofi e carpaccio di branzino marinato alle erbe.
Involtini di verza ai crostacei su umido di lenticchie e pancetta croccante.
Tutti i piatti si rivelano molto ben eseguiti, contraddistinti da sapori ben marcati che si miscelano a meraviglia l'un l'altro, ancorchè sulla carta le combinazioni potrebbero sembrare un po' azzardate.
Ottimi anche i due dolci scelti, crema bruciata alle castagne e gelato al fior di panna e charlotte di mele alla cannella su composta di agrumi e gelato alla crema, accompagnati da due calici di vino passito.
Da bere abbiamo scelto, con l'aiuto del giovanissimo sommelier, un Nosiola “Maiano bianco” barrique di Acacia Poli Francesco 2004.
Totale per due persone 135 euro, come segue: due menu degustazione 96 euro, un vino 26 euro, un'acqua 2 euro, due vini passiti 11 euro.
Esperienza positiva, da riprovare nel nuovo anno.
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giovedì, 5 ottobre, 2006
Recensione di: James
Inviata il: 06-10-06
Livello utente: Recensore
Provenienza: Basiglio
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Inviata il: 06-10-06
Livello utente: Recensore
Provenienza: Basiglio
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Prezzo p.p. bevande incluse: 42.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Sono stato più volte in questo ristorante in zona Corso Como a Milano di proprietà di Andrea Provenzani, chef emergente grazie alle indubbie capacità ed alla partecipazione ad alcune note trasmissioni culinarie. L'occasione, in questo caso, era particolarmente ghiotta: una verticale di formaggi francesi abbinati a vini piemontesi organizzata da Slow Food dal titolo "Formaggi di Francia in stile Liberty".
Il nostro gruppo era nutrito (dieci persone) e ha occupato buona parte del piccolo ristorante (non credo che vi siano più di dodici tavoli) dallo stile solo vagamente Liberty, grazie alla complicità di qualche lampada.
Queste serate "particolari" sono un po' delicate per via del tema obbligatorio che costringe lo chef entro binari molto rigidi, ma debbo dire che Provenzani ha brillantemente superato la prova.
Abbiamo iniziato con una "Tratelletta calda al Camembert e spek", molto gustosa ma dalla pasta non proprio friabile (voto 8).
A seguire una "focaccia ai cipolloti con Crottin de Chavignol e miele al peperoncino", eccellente (voto 9).
Per terminare gli antipasti, delle "sformatine di patate con Munster e filetti di acciughe", anche queste eccellenti (voto 9).
Come primo piatto "gnocchetti di pane nero con fonduta di Comté", ottima (voto 9) al punto di averne chiesto un bis.
Trattandosi di una verticale di formaggi ci è stato servito in degustazione un tagliere abbondantissimo con sette differenti qualità di formaggi veramente eccellenti (voto 9): Sainte Maure, Caprice des Dieux, Brie, Emmental, Munster, Coulommiers, Pico.
Per finire due dolci: "Spuma di Pyramide profumata al limone" (voto 6) e "fichi caramellati con Roquefort" (voto 7).
Il vino era tutto proveniente dalla cantina Terra da Vino. Abbiamo iniziato con un flûte di champagne Montvillers (voto 7) per proseguire, con gli antipasti, con una Masseria dei Carmelitani 2005 (Gavi di Gavi)(voto 8). Per il primo e la degustazione la scelta è caduta su La luna e i falò, una Barbera d'Asti del 2003 leggermente barricata, a mio avviso per nulla in armonia con i formaggi (voto 7). Per finire, con i dolci, La bella Estate, un moscato passito DOC che tra tutti forse era il migliore (voto 8,5).
Tutto per 42 euro a persona. Complimenti ad Andrea Provenzani.
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sabato, 5 novembre, 2005
Recensione di: horses2004
Inviata il: 06-11-05
Livello utente: Buongustaio
Provenienza:
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Inviata il: 06-11-05
Livello utente: Buongustaio
Provenienza:
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Prezzo p.p. bevande incluse: 50.00 €
Cucina: 7
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 6
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Incuriositi dalle recensioni apparse sul Mangione decidiamo di provare il Liberty, piccolo locale non molto lontano dal frequentatissimo corso Como.
Internamente il locale richiama i bistrot francesi, con sedie in legno e pochi tavoli curati nei dettagli, anche se, visto il poco spazio a disposizione, risultano forse troppo vicini tra loro, soprattutto se ci sono tavolate rumorose.
Appena entrati c’è quindi una piccola sala e un ballatoio a cui si accede salendo una piccola scalinata in legno che si affaccia sulla stessa, con sei tavoli da due.
Appena seduti ci hanno servito un calice di prosecco per accompagnare le cruditè e dei panini caldi, al sesamo, alle olive o alla cipolla, molto apprezzati.
Il menu è tradizionale, sia con piatti di terra che di mare, e si richiama alla tradizione di varie ragioni italiane.
A chi ama i formaggi segnalo la possibilità di provare diversi taglieri con offerte di prodotti particolari.
Noi abbiamo provato, come primo, tagliolini fatti in casa con funghi porcini, buoni.
Poi abbiamo scelto come secondo del Baccalà alla livornese servito su un letto di polenta, buona, e un nodino di vitello con funghi porcini: i funghi erano molto buoni, la carne però era un po’ legnosetta.
I piatti sono presentati in maniera tradizionale, le porzioni sono normali.
Per concludere il dessert: abbiamo provato delle sfogliatine di mele calde con gelato all’arancia e menta e degli abbinamenti tra marroni (spuma, tortino e gelato) con sugo di cachi. Entrambi i dolci, discreti, sono stati presentati in maniera molto curata.
Per accompagnare la cena si può ordinare, oltre ad alcune bottiglie sia di rossi che di bianchi di varie regioni italiane, anche del vino al calice, possibilità questa che segnalo. I ricarichi sono nella media milanese.
Il servizio è stato cortese, tranne una piccola dimenticanza a locale pieno, sul caffè ordinato macchiato e invece servito senza latte.
Complessivamente un’esperienza sì piacevole ma non certo ‘indimenticabile’ da meritare 'il cappello blu'.
Un plus da segnalare: il menu offerto alle gentili signore non riportava i prezzi delle vivande; una nota negativa il costo dei dolci ( dagli 8 ai 13 euro) ci è parso un po’ troppo elevato per ciò che viene offerto.
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mercoledì, 19 ottobre, 2005
Recensione di: trifola61
Inviata il: 21-10-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Inviata il: 21-10-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 105.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 7
Valutazione
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Ieri sera dopo la lunga pausa estiva ritorno al Liberty cercando di far combaciare un impegno di lavoro con la voglia di provare il nuovo menu di ottobre di Andrea Provenzali.
Del mio amore per questo ristorante ho già detto ampiamente quindi mi limiterò alla descrizione delle pietanze gustate ieri sera.
Cena per due e per cominciare una Insalata di Ovoli condita solo con un filo d'olio sale e pepe e un'abbondante grattata di tartufo bianco. Squisiti i funghi e finalmente un tartufo profumato e saporito, voto 9.
Dopo le prime bolle offerte dallo chef abbiamo aperto una bottiglia di Ai Suma di Braida, una delle Barbere che hanno reso celebre G. Bologna. La Barbera viene vendemmiata un paio di settimane dopo le uve del Bricco dell'Uccellone quindi ancora più tardiva e dopo la fermentazione viene affinata in barrique per 12 mesi. Grande corpo, grande struttura, buona la persistenza e intenso al naso. A mio parere un gradino sopra il più celebre Bricco dell'Uccellone. 55 euro
Abbiamo proseguito con:
Gambero al vapore su insalata di funghi porcini e scaglie di tuma persa
Anche su questo piatto, che in raltà è una zuppetta calda di porcini più che un'insalata, abbiamo grattato generosamente il prezioso tubero. Voto 8
Per finire io ho preso
Reale di vitello arrosto con cappella di porcino alla genovese
Morbidissimo il vitello che immagino cotto lentamente e per almeno 3 o 4 ore fino a fargli assumere una consistenza simile alla cappella di porcino e delicatissimo il fondo di cottura lievemente tartufato. Ottimo Voto 9
La mia ospite invece ha preferito un piatto di sole cappelle di porcino alla piastra che ha giudicato perfette.
Per finire per entrambi
Tortina soffice di ricotta al forno profumata al limone su lamponi marinata all'aleatico dell'Elba
Dolce leggero non troppo zuccherato, ma a mio parere troppo debole e la marinatura all'aleatico quasi inconsistente. Voto 7
Caffè e piccola pasticceria fatta in casa composta da piccoli tozzetti di cioccolato fondente al burro e biscottini con glassa al limone e vaniglia.
In due abbiamo speso 210 euro di cui 55 di vino e 60 circa per le 4 grattate di tartufo.
Continuo a ritenerlo uno dei migliori ristoranti di Milano.
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sabato, 10 settembre, 2005
Recensione di: dva
Inviata il: 11-09-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: albenga
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Inviata il: 11-09-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: albenga
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Prezzo p.p. bevande incluse: 58.00 €
Cucina: 5
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 5
Servizio: 8
Ambiente: 9
Rapporto q / p: 5
Valutazione
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Sabato sera, io e il mio ragazzo decidiamo di provare un ristorante nuovo e spinti da quello che abbiamo letto su questo sito diamo una chance al liberty. Appena entrati ci fanno accomodare ad un tavolo molto carino, dove ci portano subito un calice di spumante con delle crudité. L'impatto con l'ambiente è ottimo, tutto molto intimo e curato. Sul tavolo ci sono anche dei piccoli bocconcini di pane con olive rosmarino, buonissimi.
Da bere ci portano dell'acqua gasata in brocca e noi ordiniamo un dolcetto di Dogliani Einaudi del 2003.
Il mio fidanzato opta per il menù degustazione mentre io prendo solo antipasto secondo e dolce.
Ecco i nostri pareri:
ANTIPASTI
-sgombro con mandorle e salsa di pomodoro: non incontra i nostri gusti, è decisamente dolce, bocciato (probabilmente il piatto è troppo innovativo per noi)
-tonno in quattro maniere (tonno crudo su letto di carote, tonno marinato agli agrumi, bottarga di tonno su melanzane sottili marinate nell'olio, salame stagionato di tonno con fico): le prime due varianti sono da urlo, eccelse, ma la bottarga e il salame non incontrano i miei gusti.
PRIMO
-ravioli ripieni di borragini con mozzarella di bufala: buoni, decisamente saporiti e insoliti nell'accostamento con scagliette probabilmente di pistacchio, ottimo piatto.
SECONDI
-filetto di ombrina al vapore con patate dolci, zucchine e carote: il gusto non è male (anche se pure in questa occasione tende al dolce), ma metà pesce è crudo sia nel mio piatto, sia in quello del mio commensale. Bocciato.
DOLCI
-dolcissimo (assaggio di crème brulé, strudel di mele, gelato all'uovo, cannolo siciliano, il tutto guarnito da mirtilli, more e lamponi): decisamente buono, tutto buono.
-sorbetto al caffè: purtroppo non è di mio gradimento, lo mangio, ma sento un gusto di aspartame.
Alla fine ci portano i caffè e con piacere noto che sono accompagnati da dolcetti misti, molto graditi.
Il servizio è stato efficiente e i camerieri gentili.
In totale abbiamo speso 116 euro, che ritengo essere un prezzo un po’ elevato data la quantità (porzioni decisamente ridotte) del cibo e considerato che uno dei due ha mangiato a menù e l'altra non ha preso il primo.
Non ha decisamente soddisfatto le aspettative che ci eravamo fatti, probabilmente un po’ a causa nostra che non siamo così tanto innovativi da mettere lo zucchero nel pesce...
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mercoledì, 10 agosto, 2005
Recensione di: trifola61
Inviata il: 11-08-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Inviata il: 11-08-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 9
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
Servizio: 9
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 8
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Mi è sembrato strano trovare solo una recensione sia pur lusinghiera su quello che io considero uno dei migliori ristoranti di Milano.
Ho un debole per Il liberty sia perché lo chef e proprietario è a mio parere uno dei giovani cuochi più promettenti del panorama nazionale, sia perché è il ristorante sotto casa che noi quindi frequentiamo con continuità, sia perché il rapporto qualità/prezzo è tra i più alti di Milano. Al Liberty si gusta alta cucina a non più di 50 euro vini compresi con un menù che cambia una volta al mese! Prendetene nota: nella scheda si parla si cucina tradizionale ma a mio parere è cucina creativa (di alto livello).
All'ingresso si viene sempre accolti da Andrea (chef e patron) che con l'aiuto di personale particolarmente gentile mette subito a proprio agio in un ambiente ricercato, ma dal feeling amichevole e familiare. Ci sono due salette oltre ad un soppalco con vista sulla sala principale per tre o 4 tavoli da cenette romantiche. Io preferisco anche in coppia cenare di sotto dove comunque si sta più comodi.
Si comincia sempre con l'offerta di un calice di prosecco mentre in tavola ti aspettano un piattino di verdure tagliate fini in pinzimonio e dei piccoli panini tiepidi fatti da loro alle cipolle, olive, noci etc.
Ieri sera penultimo giorno prima della chiusura per ferie eravamo io e la Patty e abbiamo preso:
per me antipasto di gelato allo zola su foglie di indivia e noci dal gusto deciso ma molto estivo
per lei mozzarella in carrozza e lampascioni su crema di pomodoro all'arrabbiata, gradita al punto da farle fare una sconvenientissima scarpetta!
Entrambi abbiamo proseguito con uno dei piatti storici del locale gli spaghetti selezione Senatore Cappelli al cipollotto brasato e piccante che sebbene poco estivo sono sempre un grandissimo piatto dal gusto intenso e dall’equilibrio straordinario.
Io ho proseguito con una tagliata di ricciola su peperoni saltati e patate decisamente buona e morbidissima per poi passare entrambi ai dolci.
Io confettura di fichi con gelato al rhum mentre la Patty ha preso un tortino morbido al cioccolato fondente su fettine di melone al Porto. Ottimi e rigorosamente home made.
Per me che sono anche un cultore del buon bere l'unico neo del Liberty è la cantina che non sempre si dimostra all'altezza della proposta gastronomica.
Ieri ho bevuto una Ribolla gialla di Buzzinelli che non mi ha convinto fino in fondo ma sopratutto non ha valorizzato il gusto particolare della ricciola.
Con una cucina così qualche grande vino non guasterebbe!
Per finire caffè e un cicchetto di rhum per totali 90 euro.
Nonostante la data ferragostana giustificasse qualche preoccupazione abbiamo cenato come sempre alla grande.
Noi ci torniamo spesso e volentieri!
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mercoledì, 6 luglio, 2005
Recensione di: menefrego
Inviata il: 07-07-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: Milano
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Inviata il: 07-07-05
Livello utente: Recensore
Provenienza: Milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 40.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 8
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Di ritorno da un paio di giorni in Belgio (paese ingrato) non potevo che sperare di approdare in un ottimo ristorante italiano per rifarmi di una montagna di burro fritto e maionese.
Innanzitutto consiglio il tavolo "13" che, numero a parte, é fantastico: d'angolo, a "contatto", inerpicato su un soppalco aperto che risalta la suggestività del lume di candela.
Si viene accolti con pinzimonio, prosecco di Conegliano e pane insaporito appena sfornato.
Per gli amanti dei sapori tradizionali assolutamente d'obbligo la tartelletta (brisée salata) con stracchino caldo e mortadella al pistacchio.
Cruditè di pesce freschissima, tanto che preferiscono saltare uno degli assortimenti proposti piuttosto che scendere di qualità.
Tra i primi i ravioli al caprino con basilico e cornetti che disconnettendoli ripropongono il classico abbinamento che origina il pesto in modo delicato ed originale.
Unica allerta: alcune pietanze dai nomi ricercati, in realtà potrebbero non soddisfare le aspettative. La pasta con i pachino saltati e scampi potrebbe suonare come dei "garganelli di grano duro di Gragnano........". Illusorio ma comunque buono.
Dal gusto deciso, il tonno in quatto modi propone una girandola che, partendo dal delicato carpaccio crudo sino a giungere alla bottarga propone tutte le varianti dell'ingrediente.
Fatale ma soddisfacente é la parmigiana di melanzane e zucchine con ingredienti cotti a parte, uniti in un secondo momento e servita a tomino.
Un assortimento di formaggi stagionati ma non stantii con mostarda e confetture (ormai non facile da trovare).
Et dulcissimus in fundo viene proposto il DOLCISSIMO che prevede 5 assaggi di dolci: creme, mousse, sformati, tortini che variano sul medesimo tema (fragole, cioccolato, menta...).
Naturalmente tutto viene fatto in modo casalingo e (petulante come sono...) non ho distinto semilavorati di produzione industriale.
Cantina tradizionale ma non eccelsa riserva alcune sorprese tra cui un Siciliano Yrmn dell'impareggiabile cantina Miceli.
Cuoco e padrone sono di una cortesia e gentilezza che mette a proprio agio da subito.
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"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."
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