Situato ad Oderzo il ristorante è elegante, con arredi moderni e una vista su reperti archelogi romani al piano sottostante coperti da una pavimentazione a vetro.
Prima delle nostre ordinazioni ci sono stati portati quattro piccoli assaggini costitu...
Recensione di:
crrc78
Inviata il: 19-10-11
Livello utente: Mangione VIP
sabato, 5 febbraio, 2005
Bene bene...E’ finalmente arrivato il momento di celebrare per il terzo anno il completamento della carta d’identità dei giovani ristoratori europei. Come molti di voi sanno, questa associazione offre una cena per due persone (bevande, va da sé...
Recensione di:
K1
Inviata il: 14-04-05
Livello utente: Recensore
martedì, 14 febbraio, 2006
Ho provato questo ristorante la sera di San Valentino e direi che come ambientazione non poteva andare meglio.
Il Gellius infatti si trova all'interno di un'area archeologica con gli scavi a vista, e questa è la sua straordinaria particolarità.
C...
Situato ad Oderzo il ristorante è elegante, con arredi moderni e una vista su reperti archelogi romani al piano sottostante coperti da una pavimentazione a vetro.
Prima delle nostre ordinazioni ci sono stati portati quattro piccoli assaggini costituiti da un cilindro di sfoglia ripieno di formaggio, del merluzzo a cubetti, una ricottina con uova di pesce e un tortino di crema di porcini su un letto di spinacini. Tutti sfiziosi.
Abbiamo poi preso in due lo stesso antipasto costituito da una scaloppa di fegato con fichi caramellati (perfetta la cottura) servito con pan carrè tostato fatto da loro (uno alla zucca e l'altro al sesamo).
Per secondo un piatto forte del locale: anatra alla Gellius.
E' un piatto servito solo per due persone costituito da un'anatra intera cotta al forno e dissossata a tavola e successivamente servita in due tempi.
Dapprima il petto, rifinito in padella direttamente alla vista dei clienti su una padella di rame alimentata a gas, con l'aggiunta di ristretto di brodo, ristretto di Porto e vino e il succo della spremitura della carcassa, anche questa fatta al momento a vista all'interno di un torchio.
In un secondo tempo sono state servite le cosce che nel frattempo, avendo tempi di cottura diversi, sono state riportate in cucina per un ulteriore passaggio in forno, con una misticanza.
Durante la cena, ogni qual volte scarseggiavano, sono stati portati vari tipi di pane, focaccia, grissini e brioscine salate molto appetittosi.
Per finire abbiamo preso solo il caffè (di qualità straordinaria) che è stato accompagnato da sei porzioncine di piccola pasticceria.
Il tutto con vino al bicchiere di buona qualità rispetto alle possibilità che normalmente vengono offerte per questo tipo di scelte con un prezzo per la verità fin troppo adeguato a questa offerta distintiva.
Molto azzeccato l'abbinamento di un vino tedesco dolce con la scalappa di fegato.
Il locale offre anche un interessante menu degustazione a 80 euro, oltre che piatti alla carta sia di pesce che di terra.
Complessivamente un locale di alto livello per servizio e qualità della cucina.
Ho provato questo ristorante la sera di San Valentino e direi che come ambientazione non poteva andare meglio.
Il Gellius infatti si trova all'interno di un'area archeologica con gli scavi a vista, e questa è la sua straordinaria particolarità.
Come dicevo l'ambiente è molto affascinante e l'accoglienza appena entrati è stata molto cordiale. Dopo aver riposto i nostri cappotti nel guardaroba, il cameriere ci accompagna al nostro posto. I tavoli sono molto distanziati fra di loro e apparecchiati in maniera molto accurata.
Il menu della serata era "fisso", essendo la sera di San Valentino e comprendeva in tutto sei portate a 75 €, naturalmente bevande escluse.
Per completare abbiamo preso due degustazioni di vini in abbinamento a 25 € cadauna.
Gli antipasti. Aragostina in pasta croccante con fagioli bianchi e Capesante arrosto con crema di scorzonera. Ottima e delicata l'Aragostina (voto 9) e buone le capesante (voto 8).
I primi. Tortelli di patate con bottarga di tonno al profumo di limone e a seguire Gnocchi morbidi di ricotta e biete, salsa di parmigiano e salvia. Buoni i tortelli con la bottarga (voto 8) e ottimi gli gnocchi pur nella loro semplicità (voto 9).
Il secondo. Spiedino di filetto di "marchigiana" ai semi vari. Buona la carne cotta perfettamente anche se arrivata al tavolo un po' troppo tiepida (voto 8).
Il dolce. Pralina di cioccolato bianco e fragole. Molto buono (voto 8,5).
A seguire due caffè e piccola pasticceria decisamente sfiziosa.
Per quel che riguarda i vini, sono stati abbinati molto bene ai piatti e serviti in quantità adeguata.Anzi il sommelier ripassava se il bicchiere veniva svuotato in tempi brevi.
Il giudizio è decisamente positivo, anche se naturalmente un po' condizionato dal fatto del menu fisso. Infatti non potendo scegliere si rischia che ci sia qualcosa di non gradito al proprio palato, e portando tutte le portate in contemporanea si rischia che il proprio piatto si raffreddi un po' troppo. Comunque a me e alla mia dolce metà è piaciuto tutto e ci torneremo sicuramente. Ultima cosa il prezzo: 224 € per due persone. Forse un po' caro, ma per la serata ne valeva sicuramente la pena.
Bene bene...E’ finalmente arrivato il momento di celebrare per il terzo anno il completamento della carta d’identità dei giovani ristoratori europei. Come molti di voi sanno, questa associazione offre una cena per due persone (bevande, va da sé, escluse) a coloro che visitano nel corso di un anno 20 diversi ristoranti associati. Per lavoro e per diletto mi muovo parecchio, così quando sono in giro non manco mai di cercare un membro dei JRE: se ne trovo uno nel raggio di mezz’ora d’auto non me lo lascio scappare. Anche perché in generale le esperienze sono sempre piuttosto gratificanti.
Quest’anno con mia moglie, fedele compagna che sopporta le mie manie di collezionista, ho scelto di tornare al Gellius di Oderzo dopo aver scelto Uliassi l’anno scorso e l’ancora insuperata Peca l’anno prima.
Breda (lo chef) e Fumis (in sala) dopo aver lasciato il Capitello a Tarzo ormai credo sei o sette anni fa, hanno contribuito a creare un ambiente di grandissima suggestione. Il locale si sviluppa infatti intorno a un vero e proprio sito archeologico, sui resti della romana Opitergium, in particolare credo si tratti delle carceri, e l’ambiente è davvero unico e di incredibile fascino. Su due piani, uno più bello dell’altro, il ristorante ha un numero di coperti molto limitato rispetto alla capienza, permettendo una disposizione principesca dei tavoli, grandi, lontani tra loro e apparecchiati con cura e gusto.
Anche l’accoglienza che riservano Fumis e la sua compagna è all’altezza, gentile e mai invadente.
Come aperitivo ci viene proposta una scelta tra tre vini: uno champagne, un bollicine di franciacorta e un locale prosecco (Bisol). Propendiamo, crepi l’avarizia dato che questa sera la cena è offerta, per lo champagne (memoria labile la mia purtroppo…non ricordo di chi fosse), ad ogni modo i 9€ a calice che abbiamo ritrovato nel conto tendono a far pensare ad un fuoriclasse, ma in tutta sincerità non ne siamo rimasti entusiasti..
La cucina in generale è ottima, fantastici i fagioli con radicchio e pancetta (ingredienti i primi due che più locali non si può – ma non pensate a un piatto buttato là, è un capolavoro anche agli occhi), eccellente l’insalatina tiepida di seppia con gamberi mentre c’è stato un pizzico di delusione per il baccalà mantecato con crema di broccoli: un po’ stopposo, leggermente insipido, peccato.
Si risale ai vertici con pre dessert e dolci e si gode con la piccola pasticceria, molto ben presentata.
Naturalmente chiedo scusa a chi legge perché dato che ancora una volta la memoria vacilla e gli appunti disordinati si perdono non sono in grado di descriverli..
La carta dei vini è di discreto spessore, non mancano le triple A dei biodinamici, compreso il mitico Clos de la eccetera del profeta Joly: noi abbiamo scelto uno splendido Quincy, sauvignon francese, addebitato 50€ e ritrovato due settimane fa in enoteca a 26... I ricarichi in generale non sembrano proprio modestissimi.
Negli ultimi due anni sono stato ormai sei o sette volte al Gellius: a conti fatti devo dire che la scivolata sul baccalà non mi impedisce di considerare questo locale tra i miei preferiti.
La cena che ho recensito in questa occasione non fa testo per il prezzo medio (per la cronaca tra acqua, caffè, aperitivi e vino abbiamo speso 80€ in due), ma è ragionevole, considerando le esperienze precedenti, pianificare una spesa media di 85/90€ a testa alla carta con antipasto, secondo, dessert e un vino di buona caratura. Da tener presente una bella degustazione a 60€ con 6 portate (vini esclusi, of course).
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
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"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."