Piccola vacanza in Valle d'Aosta. Fidanzata assente ingiustificata, amici che, dopo una bella camminata insieme sui monti, devono ripartire prima del previsto, e così per “consolarmi” decido all'ultimo momento di concedermi una cena in uno dei rist...
Recensione di:
800
Inviata il: 05-01-08
Livello utente: Recensore
venerdì, 6 giugno, 2008
ACCESSIBILITA’/PARCHEGGIO: voto 7,5
Seguendo la statale che collega Aosta con Courmaieur si arriva al paesino di Morgex, piccolo borgo di montagna molto caratteristico ed attorniato da alte vette. Il locale è situato proprio al centro del paese nel...
Recensione di:
Muflone75
Inviata il: 11-06-08
Livello utente: Mangione VIP
sabato, 25 novembre, 2006
Buongiorno buongustai!
Nnonostante il lungo tempo trascorso dalla data della mia visita in questo ristorante mi permetto ugualmente di segnalarvelo data la sua particolarità e competenza dello staff.
Allora si trattava di una cena a tema organizzat...
Piccola vacanza in Valle d'Aosta. Fidanzata assente ingiustificata, amici che, dopo una bella camminata insieme sui monti, devono ripartire prima del previsto, e così per “consolarmi” decido all'ultimo momento di concedermi una cena in uno dei ristoranti più rinomati ed apprezzati della regione, il Café Quinson di Morgex.
Il locale è una bomboniera, con pochi coperti distribuiti in due raccolte e romantiche salette interamente in pietra e legno scuro, arredate con gusto ed eleganza. Un ambiente sicuramente tipico e di raffinato charme, reso ancora più caratteristico dal servizio svolto dalle gentilissime sorelle Quinson che indossano il costume antico di Morgex.
La mise en place è consona al livello del locale, con tovagliato grigio, posateria Sambonet, calici Riedel, fiori freschi e una scultura in legno raffigurante un simpatico gallo.
Vi è la possibilità di scegliere alla carta (dai prezzi di una certa importanza), o di optare per un menu “Surprise” con otto portate, o per il menu “Constance e Thomas” in cui è possibile scegliere le portate offerte in numero da tre a sei, da 50 a 80 euro. Opto per quest'ultima soluzione, con una scelta di quattro portate al costo di 60 euro, assolutamente congruo per l'altissimo livello di qualità che avrò modo di constatare.
Dopo la scelta dell'acqua minerale (Lauretana), opto anche per un aperitivo, un calice di Blanc de Morgex e La Salle del produttore Marziano Vevey, dalla equilibrata acidità e mineralità, che apprezzo molto.
Mi vengono presto serviti degli stuzzichini di benvenuto, crema fredda di pomodoro con mozzarellina di bufala e fogliolina di basilico, pane integrale con ferà (un pesce di lago) affumicato, involtino di coppa cotta farcito con toma valdostana. Tutti buoni e sfiziosi.
A seguire, due appetizer, il primo freddo e il secondo caldo.
Crema di melone con dadini di speck, e cialda croccante di speck: pur non essendo un grande estimatore del melone, ne ho apprezzato molto la freschezza e l'incontro delle due componenti, davvero ottimo lo speck, prodotto in regione, nella Valle di Gressoney.
Crema di piselli con ciuffetto di maionese all'olio extravergine di oliva ligure: molto delicata e profumata la crema di piselli, buona anche la salsa maionese, ma l'abbinamento crema-salsa non mi ha convinto più di tanto.
Un discorso a parte merita il pane: oltre ai grissini, ottimi, per tutta la serata le sorelle Quinson arrivano con un mirabolante vassoio in legno ricolmo di fantastico pane delle più disparate qualità, servito a poco a poco con tempistica perfetta, così da mantenerlo sempre caldo e fragrante: ho gustato nel corso della serata pane al lardo, alle noci, alle erbette, all'acciuga, alle castagne, all'uvetta (perfetto per accompagnare il mio secondo a base di foie gras), tutti di una bontà e golosità straordinarie.
E dopo queste coccole, molto gradite, inizia la cena vera e propria, accompagnata da un bicchiere di Gewürztraminer valdostano Lo Triolet del 2008, davvero una scoperta, con la caratteristica nota fruttata molto equilibrata ed armonica. Da sottolineare la splendida ed enciclopedica carta dei vini, in cui ogni vino è disponibile anche a bicchiere, una scelta di grande profilo e professionalità.
L'antipasto da me scelto consiste in una crema di ortiche, noix de Saint Jacques avvolta nel lardo di Arnad d.o.p., olio di noci nostrane e timo: la delicata crema di ortiche è giustamente e leggermente amarognola, la capasanta è freschissima, leggermente croccante all'esterno, morbida e dolce all'interno, avvolta dalla scioglievolezza e dalla sapidità del lardo di Arnad, grande prodotto valdostano. Antipasto superbo, di gran classe.
Primo piatto.
Ravioli di pasta di semola di grano duro ripieni di salmerino di Morgex al fumo di legno di ginepro e caviale di trota, burro colò e tartufo di stagione. La nota sapida ed affumicata del pesce è chiaramente presente, ma ingentilita dal delizioso burro nostrano e dal profumato tartufo nero estivo. Molto buoni.
A seguire, raffinatissima scaloppa di foie gras di canard, confettura di mele cotogne e lamponi freschi, sale rosso delle Hawaii: il foie gras è di qualità extra e si sente, la cottura è perfetta, un'autentica delizia la confettura di cotogne e i freschissimi lamponi. Secondo piatto memorabile.
Dopo l'accurata ripulitura del tavolo dalle briciole e il cambio del tovagliolo, mi viene servito come predessert un ottimo sorbetto di ciliegie.
Come dolce, un eccellente tiramisù rivisitato in chiave estiva: sul fondo, un biscuit di mandorle inzuppato nel caffè decaffeinato, lamponi freschi, gelato di fragole valdostane (godurioso), crema al mascarpone con lieve spolverata di cannella. Un dessert molto goloso, ma reso più leggero e quindi adatto alla stagione, dalla presenza della frutta con la sua naturale freschezza, ottimo anche il tocco speziato e profumato della cannella.
Infine il caffè, ottimo anch'esso e accompagnato da alcune friandises (torcetti, frolle, biscottini alla mandorla e nocciola) contenute in una graziosa ed elegante scatoletta di latta griffata Cafè Quinson da portare con sé come ricordo.
Il Cafè Quinson, che ha meritatamente conseguto la stella Michelin nel 2009, è sicuramente tra i migliori ristoranti di montagna del nord Italia, non solo della Val d'Aosta. La cucina è nel contempo tipica (in quanto anche i piatti più elaborati hanno comunque un richiamo al territorio, es. simpatico il riferimento alla capasanta “valdostanizzata” cioè avvolta nel lardo), raffinata e fantasiosa, magistralmente eseguita dallo chef Agostino Buillas.
Il servizio è svolto dalle sorelle Quinson con rara e direi persino commovente gentilezza, ospitalità e professionalità, sempre sorridenti e disponibili a spiegare ogni singolo piatto e la sua filosofia, e soprattutto col grande merito di far sentire l'ospite letteralmente coccolato dall'inizio alla fine.
Unico neo, il costo dell'acqua a 6 euro, a mio parere un po' troppi.
L'ambiente è deliziosamente tipico e raccolto, quasi ovattato, pieno di calore e dall'atmosfera di misurata eleganza, ideale per gustarsi al meglio una cena sontuosa in questo incantevole angolo della Val d'Aosta.
ACCESSIBILITA’/PARCHEGGIO: voto 7,5
Seguendo la statale che collega Aosta con Courmaieur si arriva al paesino di Morgex, piccolo borgo di montagna molto caratteristico ed attorniato da alte vette. Il locale è situato proprio al centro del paese nella caratteristica piazzetta in sanpietrini.
A circa 200 metri dal ristorante si trova un piccolo spiazzo con circa 10 posti auto (sempre liberi la sera), altrimenti a 500-600 metri si trova un ampio parcheggio.
ACCOGLIENZA/SERVIZIO: voto 10
L’accoglienza è riservata alla nipote dello Chef, vestita in costume tradizionale, che dopo avervi dato il benvenuto con il sorriso prenderà le vostre giacche; subito dopo verrete accompagnati al tavolo dalla moglie dello Chef sempre vestita in costume.
Per la nostra cena il servizio è stato eseguito in maniera impeccabile, piatti (porcellana bianca) e posate (argento) sostituite puntualmente, mentre la mescita ed il ritiro dei bicchieri (in cristallo) sporchi (ed ormai vuoti !) era riservata a due validissimi sommeliers che prima di servire il vino si accertavano (giustamente) che fosse privo di difetti.
Le pietanze ci sono state servite con un’accurata presentazione ed in piatti sempre più particolari ed eleganti e su di un sottopiatto in LOSA estremamente caratteristico.
Particolari e piacevoli le frequenti visite da parte dello Chef che si preoccupava principalmente di come stesse andando il convivo e di descriverci i piatti preparati.
AMBIENTE: voto 9
Dovete andare personalmente per provare la sensazione di mangiare in un posto del genere, immersi in una caratteristica casa di montagna, rigorosamente tutta in pietra e legno, quadri, tendaggi ed oggetti di tradizione dai colori caldi e pesanti che ti regalavano una sensazione di calore, la luce giustamente soffusa, ma sufficiente. L’aperitivo ci è stato servito nelle cantine dove, anche in questo caso regnavano la pietra ed il legno oltre a vini di notevole caratura che ti attorniavano fungendo da mantello.
CUCINA: voto 9,5
Aperitivo:
- Appetizer maison: Tartina di pasta frolla leggermente dolce che ben si sposava con il ripieno di …… non ricordo! Salato. Bevanda – The Original HY Super Beer – di ZAGO
Antipasto:
- Spuma di piselli, accompagnata con uno spiedino di mocetta croccante, la spuma singolarmente risultava insipida, ma con la mocetta si otteneva un ottimo equilibrio.
- Assiette di foie gras: l’ingrediente principe è stato elaborato in tre sfumature (la terrina, il crém caramel e la polvere) accompagnato con un sauté di ciliegie. Piatto particolarissimo ed abbinamento Foie gras e ciliegie riuscito, ma nel complesso il piatto è risultato pesante (forse vista la notevole quantità del foie gras presente) data la grassezza del fegato.
Bevanda: Franciacorta D.O.C.G. Extra Dry - Barone PIZZINI (molto più armonico con il foie gras)
Primi piatti:
- Ravioli di pasta fresca maison al verguinno, pasta aromatizzata alla borragine, il ripieno era di ricotta di capra e uova di salmone, il condimento era burro fuso con maggiorana…..Devo dire che questo è stato il piatto che più mi ha entusiasmato, tutti i sapori si bilanciavano regalando un’armonia in bocca eccellente, il sapore di questo piatto ha pervaso la mia mente per l’intera nottata.
Bevanda: Chignin/Bergeron A.O.C. 2006 – di A et M Quénerard Viticulteurs (forse aveva un’acidità troppo marcata!)
Secondi piatti:
- Spalla di manzo valdostana cotta a bassa temperatura. Servito su di un ristretto di Rosso di Montalcino ed accompagnata con purée e chips di patate nostrane.
Bevanda: Rosso di Montalcino D.O.C. 1998 – Valicava.
Contorni:
- Bleu d’Auvergne – al naturale che ben si sposava con la gelatina di albicocche calda con il quale veniva servito, inoltre il bleu è stato sviluppato in una versione sorbetto….. ragazzi miei una particolarità di prima categoria, da rimanere piacevolmente sbalorditi.
Bevanda: Marsala Superiore Vecchio Florio 1994 – Cantine Florio.
Dessert:
- Delices au chocolat. In questo piatto il cioccolato ha avuto la valorizzazione che si merita… un gelato, un sorbetto di crema di Cogne, una mousse, un moelleux, un biscotto sacher ed una cioccolata solida.
Bevanda: Maury A.O.C. Vintage 2006 – Mas Amiel
PREZZO: voto ?
La nostra cena è stata fatta in occasione della conclusione di un corso preventivamente pagato nel quale era compresa questa serata, quindi darvi un costo preciso di questa serata non mi è possibile, orientativamente ritengo si aggiri intorno alle 100-110 €
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Approfittando di tre giorni di vacanza a Courmayeur per l'ultimo dell'anno voglio provare insieme ad altre tre coppie questo ristorante situato ai piedi del Monte Bianco nel vecchio borgo di Morgeaux.
La gestione è praticamente familiare. Appena entrati veniamo accolti dalla padrona con una gentilezza e un calore che la caratterizza per tutta la serata. Veniamo guidati da lei fino a raggiungere il nostro tavolo posizionato in una saletta divisa da un separé con il resto del locale.
Un totale di venti coperti circondati da pietra nuda e da legno antico; una situazione di eleganza e calore indescrivibile.
Una volta accomodati, in un tavolo tondo e molto spazioso, consideriamo che siamo in otto, ci viene portato il menu.
La descrizione della padana è esemplare. La scelta cade su un menu degustazione e scelta alla carta: scegliamo la seconda.
La carta particolarissima è formata da quattro ingredienti; la verdura, la carne, il pesce, il formaggio. All'interno di ognuno sono inseriti tre/quattro piatti composti dai medesimi ingredienti.
La cantina formata da 14.000 etichette è stata premiata fra le migliori nel panorama valdostano. La carta che ci viene portata ha le sembianze e le dimensioni di un dizionario.
La scelta cade su un Cave du vin Blanc de Morgex et La Salle.
Decido per Il formaggio gustando la fontina nelle sue consistenze: solida, emulsione, spuma e tegola. Un piatto particolarissimo nella presentazione e di una delicatezza e bontà fantastica.
Come secondo opto per la carne assaggiando le costolette di maialino da latte con sciroppo di acero canadese. Perfetta cottura e carne tenerissima.
Non possiamo, dopo aver visto i due piatti precedenti, non assaggiare anche il dolce.
Non esiste niente alla carta in quanto l'unico dolce del locale è un unico piatto con diverse consistenze e assaggi. Sorbetti, tortine, budini, mousse e piccola pasticcerie. Un trionfo di freschezza e bontà.
Concludendo con un caffè il conto si aggira sui 85 Euro a testa.
Un'esperienza perfetta ed unica.
Ci tornerò sicuramente.
Buongiorno buongustai!
Nnonostante il lungo tempo trascorso dalla data della mia visita in questo ristorante mi permetto ugualmente di segnalarvelo data la sua particolarità e competenza dello staff.
Allora si trattava di una cena a tema organizzata dall'A.I.S. della valle d'Aosta, nello specifico abbinamento cibo-cioccolato-vino (come si può facilmente capire di non facile realizzazione).
Io ero insieme alla mia compagna non altrettanto interessata al mondo cibo-vino come il sottoscritto, ma golosa di cioccolato.
Iniziamo col parlare del locale che rispecchia a pieno l'ambientazione di casolare di montagna tipico della valle d'Aosta, tutto in pietra, arredato con raffinatezza e particolarità nei minimi dettagli, alle pareti delle vecchie foto rappresentanti paesaggi e gente di montagna con alcune rappresentanti la famiglia dei titolari. Marito (Chef e sommelier) e moglie che ti accolgono nel loro ristorante con estrema dolcezza, mettendosi subito a vostra disposizione e facendovi sentire in casa propria.
Veniano al cibo, anche se non ricordo nei dettagli ogni pietanza, ricordo in positivo i ravioli di Boudin e cioccolato in burro e salvia, il coniglio (anche se sono di parte in quanto è la carne che preferisco) con cioccolato fuso sopra ed il dessert veramente avvolgente. Ah dimenticavo come antipasto, inserito in un bicchierino, un uovo di quaglia (penso!, perdonate ogni mia dimenticanza od errore) coperto da un finissima fonduta il tutto spolverato con del cioccolato.
In negativo solo ed esclusivamente l'abbinamento della capasanta con il cioccolato, l'amaro e "l'astringenza" di quest'ultimo non trovava giusto connubio con il grasso e l'acidità del pesce.
La cena era accompagnata (inutile dirlo visto chi organizzava) da ottimo vino, in particolare ricordo uno spumante metodo classico di 12 anni (non dimostrati assolutamente), un Brunello per accompagnare il coniglio e (se non sbaglio) un porto con il dessert.
Il tutto al costo di 50 € a persona, naturalmente era un prezzo convenzionale, ma siate puri sicuri che con una spesa di 60-80 € a testa non rimarrete ugualmente delusi in questo ristorante.
In conclusione una serata estremamente piacevole nella sua particolarità, trascorsa all'insegna del buon mangiare, del buon bere e della buona compagnia, data dal fatto che al nostro tavolo c'era un maitre chocolatier che di volta in volta ci spiegava tutto sul cioccolato degustato e sulla sua lavorazione, inoltre lo chef spiegava le portate con la provenienza dei prodotti adoperati per la loro realizzazione ed il procedimento seguito. Iinteressante ed affascinante il solo vedere quanta passione venga messa per la creazione di un piatto.
Chiedo ancora scusa per le varie imprecisioni, precisando che la serata è risultata piacevole anche per una persona inizialmente interessata solo ed esclusivamente al piacere del palato quale la mia belissima compagna.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."