Bistek
| Indirizzo: | Viale Alcide De Gasperi, 31 26017 Trescore Cremasco (CR) |
| Telefono: | 0373273046 |
| Fax | 0373290217 |
| Sito: | bistek.it |
| Email: | ristorante@bistek.it |
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RANKING
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
72
| Tipologia: Ristorante |
| Tipologia cucina: Tradizionale |
| Provenienza cucina: |
| Prezzo medio speso dai mangioni: 44 € |
| Coperti (interni): 45 (esterni): - |
| Comodità parcheggio: Parcheggio privato |
| Prenotazione: Consigliata |
| Carte di credito accettate: Le principali |
| Accesso disabili: No |
| Area fumatori: No |
| Brunch: No |
| Pernottamento: No |
| Giorni di chiusura: Martedì a cena e mercoledì |
| Quando è aperto: Pranzo, Cena |
giovedì, 18 febbraio, 2010
Per una piccola ricorrenza io ed il mio fidanzato decidiamo di andare a cenare al Bistek di Trescore Cremasco, locale che già conosciamo e di cui apprezziamo la buona cucina, caratterizzata da un uso originale e moderatamente innovativo di ingredienti...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 6
Rapporto q / p: 8
Servizio: 7
Ambiente: 6
Rapporto q / p: 8
venerdì, 31 ottobre, 2008
Venerdì sera, Halloween: cosa meglio di un menu a base di zucca? Convinti infatti che la zucca sia meglio cucinata piuttosto che intagliata, partiamo in quattro alla volta del “Bistek” che, come abbiamo appreso dalla loro newsletter, offre in ques...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
sabato, 25 agosto, 2007
Siamo stati in questo locale del cremasco per continuare quella piccola ricerca di cucina territoriale, legata possibilmente alle tradizioni locali. Andare per questa zona fa ricordare campi verdi, aziende agricole, biciclette per viaggiare. Oltre che m...
Valutazione
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
lunedì, 1 novembre, 2004
Un ristorante ancora in odore di trattoria con grande qualità degli alimenti sempre rigorosamente stagionali e selezionati che pur nel rispetto della tradizione riesce a sembrare creativo. Nel corso dei mesi nel menu si susseguono bolliti (dall'aut...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: -
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: -
lunedì, 2 febbraio, 2009
Cena fuori per festeggiare, per una volta senza figli, e la nostra scelta è caduta su questo ristorante nella zona del cremasco, che già conoscevo per avere visitato di tanto in tanto in passato il pub al piano terra, mentre non c’era ancora stata l...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 6
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 7
Servizio: 6
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 7
sabato, 15 marzo, 2008
Abbiamo scelto questo posto nella scoperta dei sapori cremaschi tradizionali, e siamo stati molto felici di scoprire che in questo ristorante al rispetto della tradizione si aggiunge un tocco di raffinatezza che la rende speciale, nonostante il locale c...
Valutazione
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
sabato, 2 giugno, 2007
Su questa recensione è stata aperta una discussione nel nostro forum: clicca QUI per leggerla e parte...
Valutazione
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
giovedì, 18 febbraio, 2010
Recensione di: alecat
Inviata il: 02-03-10
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Milano
vedi tutte le sue recensioni
Inviata il: 02-03-10
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: Milano
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 41.00 €
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 6
Rapporto q / p: 8
Servizio: 7
Ambiente: 6
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Per una piccola ricorrenza io ed il mio fidanzato decidiamo di andare a cenare al Bistek di Trescore Cremasco, locale che già conosciamo e di cui apprezziamo la buona cucina, caratterizzata da un uso originale e moderatamente innovativo di ingredienti rigidamente legati al territorio.
Sappiamo per esperienza che il locale non eccelle sicuramente per la bellezza dell’ambiente, in quanto occupa il piano superiore di una palazzina grigia e piuttosto anonima lungo la provinciale che va da Trescore a Vailate, palazzina al cui piano terra è situata una birreria. Anche l’individuazione del locale non è molto semplice, poiché è segnalato soltanto da una piccola insegna dai caratteri in stile “Liberty” che, malgrado l’illuminazione notturna, risulta poco visibile ed ancor meno leggibile.
Entrati quindi nel giardino che funge da comodo parcheggio, saliamo la scala esterna che porta ad una terrazza al piano superiore dalla quale accediamo al ristorante. Ci troviamo quindi in un piccolo ingresso dove sulla sinistra una finestra lunga e alta circa mezzo metro permette di vedere la cucina ed il titolare chef al lavoro. Di fronte a noi, invece, un piccolo banco bar ingombro di bottiglie di vino è posto di fianco alla porta che dà accesso alle due sale da pranzo.
L’interno del locale è, parimente all’esterno, piuttosto bruttino, caratterizzato soprattutto da un perlinato alle pareti piuttosto demodè sino a circa un metro e mezzo di altezza, al di sopra del quale sono appesi numerosi attrezzi di tema culinario e qualche quadro; l’unica cosa degna di nota è una collezione di paioli e pentole in rame battuto esposti ed appesi nella prima delle due sale.
I tavoli, comodi, spaziosi e ben distanziati tra loro, sono apparecchiati abbastanza elegantemente senza però particolare ricercatezza: belle comunque le tovaglie e le sottotovaglie color giallo ocra finemente damascate su cui poggiano sottopiatti bianchi con tanto di centrino bianco e tovagliolo in tinta con le tovaglie, bicchieri e calici in cristallo e posate d’acciaio.
La signora che si occupa della sala, moglie dello chef, è gentile ma piuttosto austera, poco incline alla conversazione ed al sorriso, ma malgrado questo ha doti di autentica professionalità, completate da un diploma da sommelier, che rendono il servizio preciso, efficiente e giustamente calibrato nei tempi di attesa, mai troppo lunghi ma nemmeno incalzanti.
Il menu, che ci viene portato insieme ad un cestino di pane e di una ghiotta focaccina fatta in casa, presenta numerosi piatti ispirati alla cucina del territorio ed agli ingredienti di stagione. Per alcuni prodotti tipici sono indicati anche i fornitori della materia prima tra cui la famosa macelleria Cazzamali ed il rinomato caseificio Carioni.
Malgrado trovi invitanti molti piatti della lista, per compiacere il mio Lui accetto di seguire un menu degustazione servito per almeno due persone dal titolo piuttosto originale: “Al Bistek per fare il porco” ed un sottotitolo che ne suggerisce il consumo “prima del salutare digiuno quaresimale”.
Apriamo quindi il pranzo con un appetizer costituito da un pezzetto di salsiccia con una crema di fagioli borlotti e castagne, molto gustoso, grazie soprattutto alla crema dove i due ingredienti fanno sentire tutte le loro buone qualità e legano molto bene con il loro sapore delicato con la più saporita salsiccia.
Come antipasto ci viene invece servito un piatto di salame cremasco e luganeghe di salame fresco accompagnate da una giardiniera di verdure. I salami e le luganeghe, di tre tipi di versi per dimensioni e stagionatura, sono tutti piuttosto morbidi, secondo la tradizione locale, e piuttosto buoni, ma la cosa veramente sorprendente è la giardiniera, fatta in casa, dal particolare sapore delicato in cui si riesce a distinguere sia la componente delle verdure che quella del condimento. Il risultato è un gusto quasi agrodolce, reso ancor più gradevole dal fatto di essere del tutto inaspettato e molto particolare.
Il secondo antipasto consiste invece in fagioli zolfini in tiepida insalata con piedini disossati, servita con una guarnitura di verdurine fresche. L’insalata è un vero schiaffo all’igiene alimentare, ma è molto molto buona: la temperatura tiepida, infatti, fa sciogliere leggermente l’abbondante grasso dei piedini che lega così tutto il resto del piatto, e si abbina in maniera egregia con il gusto dei fagioli belli morbidi e parzialmente schiacciati. A mio avviso è il piatto più riuscito della serata.
La nostra cena procede con porri e maltagliati di pasta fresca in padella con pasta di salame, un primo molto interessante, grazie al sapore vagamente dolciastro dei porri che si contrappone a quello decisamente più forte e sapido della pasta di salame con un risultato veramente gradevole che abbiamo apprezzato molto.
Meno felice a mio gusto, invece, il secondo: polenta, verze in “pipeto cremasco” e carrè con “puntine di maialino”. Le puntine infatti non sono niente di speciale, né come preparazione né come qualità della carne e risultano un po’ banali e decisamente inferiori alle aspettative. Salva un po’ la pietanza il pipeto di verze, piatto a me sconosciuto che pare una specie di frittata cotta però nel forno invece che in padella, abbastanza buona ed originale.
Proseguiamo con il dessert costituito da salame di cioccolato, crema zabaione e gelato di castagne. La scelta del “salame” di cioccolato è evidentemente dettata dal tema “suino” della serata, ma non regala niente alla riuscita del menu. Se infatti il gelato di castagne è veramente piacevole, il dolce è buono ma senza essere niente di particolare, mentre la crema di zabaione, appena strisciata sul fondo del piatto, è troppo poca per incidere sul gusto finale del dessert.
Terminiamo con un caffè la nostra cena che è stata accompagnata, oltre che da due bottiglie di acqua gassata, anche da una di barbera d’ Asti “La luna e i falò”, vino equilibrato, di facile beva, discretamente profumato e tutto sommato adatto ad accompagnare i piatti che abbiamo gustato; anche il prezzo a cui ci è stata addebitato, 13 €, è di assoluta onestà. Non avendo terminato la bottiglia, poi, la signora, come da tradizione del locale, ce l’ha consegnata ritappata e confezionata in un simpatico sacchetto per terminarla comodamente a casa.
Per questa piacevole serata il mio fidanzato ha pagato un conto di 82 €, decisamente contenuto per una cena abbondante, consumata in un ambiente non particolarmente bello, con un servizio preciso e puntuale ma piuttosto freddo ed essenziale, valorizzata però da una cucina che ha prodotto piatti veramente ottimi, anche se è calata un po’ di tono nel secondo e nel dessert, conquistandosi comunque un voto complessivo decisamente buono: penso che tornerò perché a mio avviso anche molti altri piatti presenti in lista meritano sicuramente un assaggio.
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lunedì, 2 febbraio, 2009
Recensione di: becc
Inviata il: 06-02-09
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: treviglio
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Inviata il: 06-02-09
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: treviglio
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Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 9
Servizio: 6
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 7
Servizio: 6
Ambiente: 5
Rapporto q / p: 7
Valutazione
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Cena fuori per festeggiare, per una volta senza figli, e la nostra scelta è caduta su questo ristorante nella zona del cremasco, che già conoscevo per avere visitato di tanto in tanto in passato il pub al piano terra, mentre non c’era ancora stata l’occasione di sperimentare il ristorante posto al piano superiore, a cui si accede attraverso una scala esterna.
La serata non è delle migliori: piove, c’è vento, e molta della neve caduta copiosa durante la mattinata non si è ancora sciolta. Tuttavia il ristorante – situato a Trescore Cremasco ai lati della strada statale che attraversa il paese - ha un ampio e comodo parcheggio, tra l’altro completamente deserto, dal momento che è lunedì sera.
Il ristorante è diviso in due salette, ciascuna con cinque-sei tavoli, per circa una trentina di coperti. L’ambiente è abbastanza anonimo e certamente datato: le piccole piastrelle di ceramica marroni e il perlinato che ricopre tutte le pareti non contribuiscono certo a creare un ambiente dal design accattivante. Anche i tavoli, sia pure apparecchiati con cura, non sono certo ricercati, e il tutto è completato dalle sedie impagliate. In altre parole, il primo impatto è quello di una trattoria che non punta per nulla sulla ricercatezza dell’ambiente. L’elemento di maggiore piacevolezza è dato, almeno in questa serata, dall’estrema tranquillità: oltre a noi ci sono solo altre due persone, che si sistemano nell’altra saletta.
Il servizio ai tavoli è assicurato da una signora gentile ma non particolarmente loquace, che ci consegna i menu, raccoglie le ordinazioni e opererà per tutta la serata con tempi perfetti ma senza in alcun modo commentare né le proposte, né le nostre scelte né i piatti che ci porta in tavola, e senza neppure chiedere, come quasi sempre accade, se tutto procede nel migliore dei modi.
Il menu prevede un interessante "menu degustazione" a trenta euro, ma sia io sia mia moglie decidiamo di scegliere alla carta al’interno di un nutrito numero di proposte.
La lettura chiarisce immediatamente la tipologia della cucina del locale: solo piatti di carne, molti dei quali attenti alle produzioni e alle ricette tipiche della zona del cremasco.
La mia scelta asseconda questa impostazione, dal momento che opto per i tortelli cremaschi pizzicati a mano, “dolce ripieno speziato”, burro e salvia e per la coscetta d’oca in “confit”, al forno con mela gGala e senapata di mele cotogne, mentre mia moglie sceglie piatti meno caratterizzati, cioè gli gnocchini di ricotta, burro e formaggio Castelmagno e la tagliata di fassona piemontese.
Da bere, scelgo nella carta dei vini un Chianti classico riserva 2004 Castelgreve, apprezzando immediatamente la possibilità di portare a casa la bottiglia con il vino non consumato. Questo mi dà l’opportunità di scegliere il vino da abbinare tra tutte le proposte, senza preoccuparmi del fatto che essendo l’unico a bere certamente non terminerò la bottiglia. La bottiglia scelta è proposta a quindici euro, con un ricarico decisamente contenuto, cosa che è comune a quasi tutte le proposte in lista.
Come appetizer, ci viene portato al tavolo su due piccoli piatti un barattolino di vetro per conserve di dimensione mignon, che contiene al suo interno tre piccoli assaggi di salsiccia arrostita. Entrambi troviamo suggestiva e divertente la presentazione, che ben caratterizza l’impronta del locale. Oltre a questo, la salsiccia è ottima e veramente stuzzicante.
Come antipasto, chiediamo di poter avere un piccolo assaggio di bocconcini fritti di formaggio Salva Cremasco, di per sé previsti in carta accompagnati da Brut dell’Otrepò, che tuttavia preferiamo non ricevere. Si rivelano anch’essi una entrée stuzzicante e saporita.
La cucina, per tutte le proposte di primi e secondi da noi scelti, si rivela il punto di forza di questo ristorante. I tortelli sono uno dei piatti tipici della zona cremasca. Li avevo già provati in altre occasioni, questi del Bistek sono ottimi sia per la consistenza dell’impasto, sia per il sapore del ripieno, sia per la preparazione complessiva.
La coscetta d’oca è eccezionale: materia prima eccellente, cottura perfetta. Gli gnocchini al formaggio fanno della delicatezza il loro punto di forza, cosa che permette di gustarne a fondo il sapore senza che alla lunga possano diventare stucchevoli. La tagliata è anch’essa ottima: carne eccellente, cottura perfetta.
Come dolce, dopo questa cena piuttosto corposa, entrambi optiamo per una "mousse al pistacchio di Bronte, sorbetto alla fragolina di Ribera, torta di mandorle". Questo è l’unico piatto che delude le nostre aspettative. Gli elementi che lo compongono si rivelano molto slegati tra loro, i sapori non si completano l’uno con l’altro, e quindi non resta che assaggiarli separatamente. Anche così, tuttavia, l’esito non è migliore: la mousse di pistacchi è eccessivamente pastosa e questa eccessiva consistenza la rende stucchevole, la torta è anonima e priva di personalità, la crema con scaglie di mandorle è inconsistente; fa eccezione il sorbetto alla fragola, di per sé ottimo.
Concludiamo la cena con il caffè.
Il conto complessivo è di 90 euro, con un rapporto qualità/prezzo sicuramente buono.
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venerdì, 31 ottobre, 2008
Recensione di: jumphrey
Inviata il: 05-11-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Colturano
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Inviata il: 05-11-08
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Colturano
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 39.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Venerdì sera, Halloween: cosa meglio di un menu a base di zucca? Convinti infatti che la zucca sia meglio cucinata piuttosto che intagliata, partiamo in quattro alla volta del “Bistek” che, come abbiamo appreso dalla loro newsletter, offre in questi giorni, oltre alla normale carta, un menu degustazione a base per l'appunto di zucca e funghi.
E' infatti abitudine di questo locale, che ben conosciamo, variare spesso la carta in base alla stagionalità dei prodotti, tutti legati alla tradizione del cremasco, ed accostare a questa dei menu di piatti selezionati per poter gustare al meglio quello che offre il mercato in un determinato periodo.
Raggiungiamo quindi la nostra meta, che si trova lungo una strada provinciale e si presenta come una palazzina di due piani, dotata di un giardino piuttosto ampio che funge da parcheggio. Al piano terra si entra alla birreria, mentre salendo una scala esterna si arriva su un bel terrazzo grande, arredato con fiori piante e tavolini, attraversando il quale si accede al ristorante.
L'ingresso è tutt'altro che fastoso. Dietro la porta, infatti, c'è un piccolo ingresso, dall'aspetto un po' retrò, con un piccolo banco con esposizione di bottiglie di vino in un angolo ed un banchetto con la cassa in un altro. Sulla sinistra la cucina, che si intravede attraverso una finestra alta circa 60 centimetri e lunga quasi tutta la tutta parete, mentre di fronte e a destra gli ingressi a due sale da pranzo. Qui veniamo ricevuti dalla sig.ra Ornella, capo sala e moglie dello chef, il sig. Antonio, che ci riconosce e con il suo solito fare austero ma cortese, ci conduce al nostro tavolo, posto in una terza sala alla quale si accede attraversando la prima.
Le tre sale sono arredate in maniera identica: tavoli e sedie in legno, queste ultime con la seduta in vimini, pareti ricoperte di perlinato color legno fino a metà altezza e tinte di beige sopra, niente quadri ed una finestra in legno ornata di fiori. I tavoli sono apparecchiati con tovaglie gialle, stoviglie bianche, calici medi per il vino e bicchieri bassi per l'acqua. Complessivamente un ambiente che trovo insignificante, ordinario, un po' bruttino. Mia moglie, più generosamente, lo definisce campagnolo.
Il tempo di sederci e ci vengono portate le liste, l'acqua gassata ed il pane, oltre ad un ottima focaccina fatta in casa. Poiché siamo tutti orientati sul menu degustazione, la comanda è presto fatta.
Come vino scegliamo uno di quelli proposti in abbinamento al menu, un barbera d'Asti Bricc dei Banditi di Franco Martinetti, vino dalla buona struttura, dal sapore intenso e dai robusti profumi di cuoio e legno. Il prezzo, contenuto per questa bottiglia, di 13,50 € lo rende ancor più interessante.
Il vino però può aspettare, perchè il menu si apre con un aperitivo composto da un bicchiere di Lambrusco di Sorbara “Vigna del Cristo” accompagnato da fagioli zolfini e crema di zucca berettina. Il vino è un lambrusco molto particolare, poco frizzante e quindi privo di quella tipica marcata acidità dovuta all'anidride carbonica, dal colore chiaro, quasi rosato, dai lievi profumi di fiori e dal gusto amabile, che accompagna perfettamente il delicato gusto dei fagioli e della crema di zucca. Questi sono serviti in una coppetta di forma conica attraverso la quale si intravede il bell'accostamento cromatico dell'arancione tenue della crema di zucca, sotto la quale fanno bella mostra di sé gli zolfini dal colore giallo pallido, appoggiati sul brunito dell'aceto balsamico sul fondo. Per compiacere il palato, però, bisogna dispiacere l'occhio e mescolare il tutto. Il sapore che ne risulta è un gusto molto delicato, con un retrogusto lievemente dolciastro della zucca ad accompagnare il leggero sapore appena salato dei fagioli, il tutto legato da un filo di aceto balsamico. Molto buono. Voto 9.
La cena vera e propria comincia con un Sott’olio di funghi chiodini, stagionatissimo salame di maialone cremasco.
I chiodini sono stati raccolti e messi in conserva dal sig. Antonio. Sono delicatissimi, lievemente speziati, morbidissimi, veramente ottimi. Vengono serviti appoggiati su un crostino di pane casereccio passato al forno, lievemente intinto nel loro olio, ed accompagnano magnificamente tre belle fettone di un salame grosso e morbido, saporitissimo, con un retrogusto che ricorda vagamente quello del cotechino: squisito. Nel complesso un piatto genuino dai buoni sapori di una volta molto ben abbinati. Voto 8.
Si prosegue con Uova strapazzate con funghi trombette nere. Le uova sono condite con alcune scaglie di parmigiano, ma le trombette, bollite al vapore, sono troppo poco saporite per reggere l'abbinamento, per cui il piatto risulta squilibrato nel suo insieme. Buoni comunque i singoli ingredienti, voto 6.
Passiamo al primo con Uregine: farfalle di pasta fresca con crema di zucca e tartufo scorzone nero bergamasco.
La pasta fresca è ottima, la crema di zucca sa veramente di zucca, con quel buon contrasto tra salato e dolce, morbida e avvolgente in bocca, veramente molto ben preparata. Lo scorzone gioca il suo ruolo per dare un po' di forza ad un piatto che altrimenti risulterebbe troppo delicato al gusto e crea con la crema un amalgama squisito. Voto 9.
Come secondo è in lista Il filetto di maialino in crosta di pane e zucca. La polentina integrale con padellata di funghi porcini.
Il maialino, cotto nella crosta, rimane morbido, anche se leggermente asciutto, mentre la crosta, impastata con la zucca e ripiena di purea di zucca al suo interno, gli dà un ottimo sapore complessivo. Molto buoni anche i porcini accompagnati dalla polenta. Nel complesso un piatto gradevolissimo ma un pochettino slegato e “confusionario”. Voto 7,5.
Il dessert è composto da Torta di zucca e mandorle, budino con latte di mandorle, crema gianduia.
La torta è composta da un sottile strato di lieve pasta frolla su cui è appoggiato uno strato di un paio di centimetri di una pasta alla zucca. La consistenza, ma non il sapore ovviamente, è quella di una torta di limone. Il gusto è appena dolce e non troppo forte. Da sola non è un granchè, ma è spettacolare assaggiata insieme agli altri due componenti del piatto. Il budino ha un buon sapore di mandorla, molto ben definito ma non invadente, mentre la crema di gianduia è preparata alla perfezione, sia per gusto che per densità. Unire il tutto e gustare è un'esperienza che merita di essere provata: voto 9. Come accompagnamento ci viene offerto un bicchiere di “sangue morlesco”, un liquorino leggero dal sapore amarascato molto gradevole. L'abbinamento con il dolce risulta formidabile: voto 10.
Per finire quattro caffè, che ci vengono serviti accompagnati da cioccolatini, il tutto per un conto di 156 euro che comprende i quattro menu a 35 € ciascuno, tre bottiglie d' acqua ed una di vino, mentre i caffè sono compresi ed i liquori sono offerti.
Nel complesso un prezzo estremamente contenuto per una cena veramente ottima. Il volere per forza presentare piatti a tema, secondo me, ha causato la presenza di due portate non eccellenti, non all'altezza della cucina del Bistek, che di solito merita un plauso entusiasta dall'antipasto al dolce: un locale che merita sicuramente di essere ripetutamente visitato.
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sabato, 15 marzo, 2008
Recensione di: fresia
Inviata il: 15-03-08
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: milano
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Inviata il: 15-03-08
Livello utente: Assaggiatore
Provenienza: milano
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Prezzo p.p. bevande incluse: 43.00 €
Cucina: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 8
Valutazione
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Abbiamo scelto questo posto nella scoperta dei sapori cremaschi tradizionali, e siamo stati molto felici di scoprire che in questo ristorante al rispetto della tradizione si aggiunge un tocco di raffinatezza che la rende speciale, nonostante il locale con il perlinato alle pareti sia un po’ vecchio, ma apparecchiato con grande cura.
Decisi a degustare i primi scelti, siamo stati piacevolmente sorpresi nell’assaporare un delicato assaggio di salsiccia in crema di broccoli, accostamento delizioso.
I primi scelti sono stati:
polenta con merluzzo (che ho appena assaggiato), tortelli a caramella su un letto di lattuga e formaggio Carioni, delicati e molto buoni; i classici tortelli Cremaschi pizzicati a mano,“dolce ripieno speziato”, burro e salvia, semplicemente meravigliosi.
A questo punto eravamo già contenti di aver scelto questo ristorante, compiaciuti del cortese servizio, deliziati dal vino, un Pinot nero. Il vino ci è stato suggerito in modo molto cortese dalla signora tra un ventaglio di vini promozionali in alternativa alla nostra prima scelta sulla carta; oltre ad essere molto buono costava la metà rispetto all’altro, ovvero solo 8 euro.
Beati dal primo, dopo una breve attesa siamo stati piacevolmente inebriati dal profumo della coscetta d’oca in“confit” al forno con mela Gala e senapata di mele mantovane, ottima.
Si è preso anche un Fritto Quaresimale: merluzzo, crocchette di baccalà, carciofi, formaggio Salva e il capretto con patate di montagne, buono, ma particolarmente squisite queste ultime, nella loro semplice bontà.
Non si è resistito ai dolci:
squisito il sorbetto con il mandarino siciliano di Ciaculli, ad assaggiarlo ci si sentiva per un attimo il bimbo con i calzoncini corti all’età di cinque anni che gusta il suo profumato mandarino; curati gli altri: un delicato dolce di Fragole e panna quasicotta con bacche di vaniglia del Madagascar, e un dolce composto a base di castagne: in semifreddo, in castagnaccio, in gelato, con cioccolato bianco, buono.
Il conto è stato molto onesto, 172 euro in 4, con 4 calici di vino bianco, 4 primi, secondi, dolci, caffè, una grappa.
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sabato, 25 agosto, 2007
Recensione di: silbusin
Inviata il: 01-11-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
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Inviata il: 01-11-07
Livello utente: Mangione VIP
Provenienza: Milano
vedi tutte le sue recensioni
Prezzo p.p. bevande incluse: 47.00 €
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Valutazione
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Siamo stati in questo locale del cremasco per continuare quella piccola ricerca di cucina territoriale, legata possibilmente alle tradizioni locali. Andare per questa zona fa ricordare campi verdi, aziende agricole, biciclette per viaggiare. Oltre che mosche e zanzare come elicotteri. Il ristorante è anche birreria e si raggiunge facilmente; il parcheggio non è così agevole dato che aggetta direttamente sulla strada.
L’ambiente è piuttosto anonimo anche se familiare, scale che scendono, scale che salgono, alcune salette che si aprono a diversi livelli. Pavimento in graniglia anni cinquanta, perlinato alle pareti, qualche quadro, tavoli piuttosto ampi, anche se ravvicinati, apparecchiatura di medio livello, stoviglie e piatti di linea. Il tutto dà l'impressione di estrema pulizia.
Servono al tavolo due signore di media età, molto gentili, vestite allo stesso modo con un gilet bordeaux, che raccolgono la comanda con un sorriso e ti accudiscono con attenzione. Servizio un po’ d’altri tempi, soddisfacente anche se una parola in più e una qualche descrizione dei piatti non sarebbero stati male. Scegliamo il menu degustazione “Ultimi giorni d’estate”, che si rifà a ricette “della memoria, sagre e ricorrenze religiose”.
Appetizer.
Iniziamo con Fiori di zucca pomodoro e basilico, accompagnato da un calice di brut Valtidone. Nulla di particolare.
A seguire Salterei, piccoli gamberi di fiume in frittura con foglie di salvia.
Sapore discreto, anche se il piccolo gambero freddo non è poi così gradevole e alla fine non lascia un particolare ricordo. E’ un po’ il destino di tutti i crostacei cotti serviti freddi.
Antipasti.
Terrina con gamberi e pesce di acqua dolce filettato con pesto verde e rosso.
Ci viene presentato un piatto molto “colorato”, in cui, nella terrina, si accomunano gamberi, pesce gatto e pesce persico. In contorno, rosse uova di trota e germogli di soia con gelée di aceto.
Nel suo genere è un piatto piuttosto complesso, in cui i sapori si sono discretamente abbinati, mantenendo una loro autonomia. Gradevole.
Primi.
Successivamente viene portata una Zuppa di patate e crescione d’acqua con filettino di pesce persico.
La zuppa è piuttosto consistente, direi una crema, con adagiati sopra dei filettini di pesce fritto, assieme ad un rametto di timo. Prevale ovviamente il sapore del pesce sulla base poco saporita. Piatto un po' anonimo.
Lasagnette di lago con gamberi di fiume, ricotta e pomodoro fresco.
Dire che le lasagnette sapessero di gamberi è eccessivo però l’aspetto era tipico della lasagna al forno in cui il ragù era stato sostituito da un’altra carne tenera e delicata, e la besciamella era sostituita dalla ricotta. Fin troppo delicato e ancora una volta senza onore e senza gloria.
Secondi.
Viene portato al tavolo un Filetto di salmerino al forno con fiori di zucca, sfogliatella con germogli di scalogno.
Il salmerino è un pesce che va cucinato con attenzione data la carne assai delicata: in questo caso, verosimilmente esaltato dallo scalogno, è apparso sapido e convincente. Piatto ben riuscito.
Dessert.
Morbido tortino con frutta di bosco e crema di cioccolato.
Tradizionalissimo tortino Paradiso con frutta di bosco e crema di cioccolato fuso. Discreto, ma ormai preparazione arcinota e, come dire, un pizzico noiosa.
Abbiamo terminato con un caffè espresso e un distillato chiamato Anesone Triduo della tradizione bresciana, una via di mezzo tra la sambuca e l’anice.
Come bevande, dell’acqua minerale gassata e un bollicine Franciacorta brut Ronco Calino di facile beva.
Che dire? Una piacevole serata in un ambiente d’antan, che ripropone piatti della Bassa padana senza particolari voli pindarici, con un servizio semplice ma preciso, che andrà testato nella stagione invernale con la cacciagione. Sicuramente da consigliare per una serata tranquilla con gli amici.
Due menu degustazione 70 euro, un’acqua minerale 1,5 euro, una bottiglia di vino 22 euro, per un totale di 93,50 euro. Rapporto qualità/prezzo discreto.
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sabato, 2 giugno, 2007
Recensione di: angelina
Inviata il: 05-06-07
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: LODI
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Inviata il: 05-06-07
Livello utente: Buongustaio
Provenienza: LODI
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Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 9
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
Servizio: 8
Ambiente: 7
Rapporto q / p: 6
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Finalmente dopo tanto tempo riesco a combinare la serata in questo ristorante che da tempo desideravo provare. Ci voleva l'occasione del compleanno del maritino per "piazzare" la figliolanza alla nonna e godersi una serata da soli.
Il posto è carino e facilmente raggiungibile, all'interno l'ambiente è un po' datato, soprattutto il pavimento ed il perlinato che riveste le pareti che dichiarano l'età del locale, i tavoli sono apperecchiati con gusto, tovaglie eleganti e sottopiatti in tinta.
Sul servizio niente di particolare da segnalare, garbato e cortese. Il locale risulta globalmente un po' rumoroso, ma c'è una specie di banchetto nella sala a fianco alla nostra che influisce nettamente sul livello dei decibel!
Ordiniamo e subito ci servono un assaggio d'apertura molto gradito: due larghe foglie di salvia pastellate in una coppetta contenete tre cucchiai di salsa di pomodoro. Ottimo e sfizioso.
Antipasti:
- per me il "giro dell'oca" salumi assortiti tutti d'oca e tutti ottimi, serviti con una fetta di pan brioches, un po' troppo dolce in realtà;
- per mio marito salumi assortiti cremaschi e culatello di Parma con giardiniera fatta in casa, poco saporita a mio parere, anche questi molto buoni.
Voto 8.
Primi:
- per mio marito un piatto di tortelli cremaschi (quelli per intenderci con il ripieno di amaretti e grana, tipici della zona) conditi con burro e salvia che il consorte dichiare buonissimi;
- per me risotto al Barbacarlo con ragù di rane, davvero buono e particolare ma i sapori si abbinano perfettamente.
Voto 8,5.
Secondi piatti:
per mio marito una tagliata di Fassone con patate e spugnole, buona e giusta la cottura;
- per me un fritto misto di pesce di fiume, siamo pur sempre sulle rive dell'Adda, rane, avanotti di trota e pesce gatto con frittelline di riso e cicorino. Un bellissimo piatto ma il fritto risulta un po' troppo "fritto", un po' scuretto e forse un po' troppo duro, per capirci.
Voto 7,5.
Non abbiamo preso il dolce perchè ormai sazi, ma c'era una carta dei dessert e i piatti che giravano avevano un bell'aspetto.
Vino Aglianico rosso di Puglia, mi spiace non riuscire a dire di più sulla cantina e l'annata. Ma segnalo l'iniziativa, secondo me apprezzabilissima, che vari ristoratori stanno adottando, "Stappo,ritappo e porto via", la bottiglia contenente più di metà del contenuto (ahimè io non potevo bere) ci è stata restituita ben chiusa da portare a casa e gustare poi.
Caffè solo per me, conto 91€.
Torneremo senza dubbio.
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lunedì, 1 novembre, 2004
Recensione di: Phabius
Inviata il: 01-11-04
Livello utente: Recensore
Provenienza: Pesaro
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Inviata il: 01-11-04
Livello utente: Recensore
Provenienza: Pesaro
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Prezzo p.p. bevande incluse: 45.00 €
Cucina: 8
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: -
Servizio: 7
Ambiente: 7
Rapporto q / p: -
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Un ristorante ancora in odore di trattoria con grande qualità degli alimenti sempre rigorosamente stagionali e selezionati che pur nel rispetto della tradizione riesce a sembrare creativo.
Nel corso dei mesi nel menu si susseguono bolliti (dall'autunno), oca (dicembre), maiale (inverno), rane (primavera), pesce d'acqua dolce (primavera, estate), zucca e funghi (settembre, ottobre).
La carta propone due menu con un prezzo attorno ai 40 Euro uno dei quali con inclusi i vini.
Questo la nostra cena, che, secondo l'invito del menù è tutta a base di zucca, funghi e cacciagione:
- come entratina, offerta nell'attesa, crocchetta di patate con passatina di zucca e olio al tartufo (ottima) servita in una coppetta da Martini
- antipasti: verzini con lenticchie e zucca (buoni) e battuta di fassone con funghi porcini e grana in sottili scaglie (buono);
- primi: noi in questa occasione li abbiamo saltati ma ricordo i tortelli cremaschi con la zucca;
- secondi: fritto alla milanese di porcini e animelle (strepitoso, fritto benissimo) e polenta con lepre di caccia brasata con le verdure (buono)
- dolci: tirami su di castagne e ciliegina sottospirito entrambi ottimi, la carta dei dolci è molto invitante e vale sicuramente la pena tenersi uno spazio per non perderla. L'offerta è su dolci al cucchiaio e da forno, per ognuno una scelta di vino in abbinamento inoltre cioccolati con rum.
- formaggi : ottima ed ampia la scelta tanto da avere costituito un vero e proprio menu e non essere solo offerti nel menu dei dolci, non li abbiamo provati ma il millefoglie di pane, pere e mousse di gorgonzola verrà preso alla prossima occasione.
- un'alzatina con biscottini fatti in casa accompagna un buon caffè
Il servizio è cortese ed essenziale, i prezzi sono corretti (65 Euro per il cibo), la nostra spesa è stata alzata da una bottiglia abbastanza impegntiva (Nero del Tondo di Ruffino) offerta però con un ricarico molto onesto.
La scelta dei vini è interessante, una decina di etichette sono già indicate nel menù con ricarichi stracciati (bonus).
Insomma un locale piacevole, corretto su prezzi e alimenti con una proposta intelligente. Ci torno!
Per concludere una segnalazione, sotto al ristorante Bistek c'è la birreria jazz cafè, con piatti tradizionali tedeschi (stinco, carrè affumicato, weisswurst, bratwurst) e birre di qualità.
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"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."
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