SPLENDIDO.
Servirebbe una foto per rendervi davvero l'idea della bellezza del locale...
Con un pochino di difficoltà, viste le continue frazioni di paese e la mancanza di indicazioni, arriviamo nella località dove viene prodotto il valdostano e sp...
Recensione di:
blufranz78
Inviata il: 03/06/2008
Livello utente: Mangione VIP
sabato, 24 giugno, 2006
Il ristorante Aux Plaisirs Démodés si trova in un villaggio in aperta campagna nel paese di Saint Marcel, a pochi chilometri dall’uscita di Nus prendendo l’autostrada Torino/Aosta. Dopo aver percorso l’ultimo tratto di strada fra le poche case...
Recensione di:
gobert
Inviata il: 26/06/2006
Livello utente: Recensore
domenica, 13 aprile, 2008
Devo premettere che alla base di questa recensione ci sono quattro visite, suddivise tra pranzi e cene, effettuate in questo locale per necessità attinenti il mio lavoro, quindi le varie portate non vanno a costituire un singolo pasto, ma assaporate di v...
SPLENDIDO.
Servirebbe una foto per rendervi davvero l'idea della bellezza del locale...
Con un pochino di difficoltà, viste le continue frazioni di paese e la mancanza di indicazioni, arriviamo nella località dove viene prodotto il valdostano e speziato prosciutto crudo di St.Marcel.
Superato il diroccato castello del paese si arriva lungo una piccola discesa al nostro locale...una piccola insegna con la scritta "cucina biodinamica" (eredità della precedente gestione) e il nome del locale finalmente ci indica il punto di arrivo.
Entriamo in un locale che all'apparenza sembra un bar di paese, pulito e ben tenuto ma pur sempre un bar. Al tavolino tre anziani si gustano un buon bicchiere e, al banco, stuzzichini ben curati e golosi che ci invogliano... ma resistiamo fiduciosi nel prosieguo della serata.
La gentilissima proprietaria del locale (con il genuino e chiaccherone chef Mario Bet) ci fa accomodare al nostro tavolo: scesa una scaletta si arriva in una stanza con il tetto a volta e interamente in pietra, i tavoli ben distanziati e al centro uno che ospita numerose bottiglie di grappa (da quelle locali sino ad altre piemontesi, come i proprietari).
Arriva il menu e tra le opzioni alla carta ci sono due proposte di degustazione: tradizionale e una secondo di cui, scusate, non ne ricordo il nome.
Siamo due coppie: le ragazze scelgono il menu tradizione da 40 euro mentre io e il mio amico scegliamo il secondo da 45 euro.
Subito ci viene servito il "benvenuto della cucina" ossia un brindisi di Prosecco che accompagna del prosciutto d'oca su letto di lattuga emulsionata all'aceto balsamico e servito in una scodellina. Voto: 7.
Ecco i due menu: quello da 40 euro propone: marbrè di filetto di salmone e storione: voto 7, delicato; squisiti gnocchetti di ricotta ed erbette di montagna con fonduta di toma d'alpeggio. Voto: 9; medaglioni di maialino adagiati su portentose fette di polenta. Voto: 9.
Ed ecco il secondo menu: foie gras con composta di fichi. Voto: 9; filetti di luccioperca (pesce delicato di lago) servito su letto di ratatouille all'arancia: voto 8; caramelle di gallina, ossia ravioli a forma di caramella, ripieni di spinaci, ricotta e carne di gallina conditi con sughetto ristretto, voto: 8;
divine costolette di agnello impanate con casponata di verdure all'arancia, voto:9.
Il pasto è stato accompagnato da pane di vario tipo: all'uvetta e noci, pane nero ai fichi e grissini, tutto fatto in casa.
Bene... il pasto non è concluso perchè ci viene offerto il predessert ossia sorbetto di cassis e macedonia fresca.
I dessert sono stati: due cassate di ricotta fresca e frutta candita in una lodevole salsa al cioccolato, e per le ragazze sorbetto di mela verde e pesca. Voto ai dessert: 10.
Con il caffè e la grappa locale, ci viene offerta della piccola pasticceria (bocconcini cioccolatosi simili ai baci di dama e scaglie di noci caramellate e frutta candita e zuccherata).
Cucina ottima, ben presentata, e personale qualificatissimo e cordiale.
Alla signora chiedo di visitare la cantina (anch'essa in pietra) adiacente la sala da pranzo: un tripudio di vini locali, medi e di eccellente livello di varie annate... da perdersi, insomma.
Il conto totale: 199 euro in 4, ci torno di sicuro !
Devo premettere che alla base di questa recensione ci sono quattro visite, suddivise tra pranzi e cene, effettuate in questo locale per necessità attinenti il mio lavoro, quindi le varie portate non vanno a costituire un singolo pasto, ma assaporate di volta in volta.
Accessibilità/parcheggio: voto 10
Posizionato all’interno di un piccolo comune di montagna, ai piedi di un vecchio castello e dotato di un ampio spazio per parcheggiare e di una assenza quasi totale di traffico.
Accoglienza/servizio: voto 6
Questa è l’unica nota stonata del locale, gestito da marito e moglie… Lui rinomato cuoco con comprovata esperienza italiana ed estera rimane chiuso nel suo regno (la cucina), salvo qualche sporadica apparizione per sincerarsi dell’andamento della cena; Lei si occupa dell’accoglienza e del servizio in maniera semplice e non eccessivamente competente. In ogni caso, anche se non vi sembrerà di essere a casa vostra, state pur tranquilli che riceverete cortesia ed attenzione a sufficienza.
Ambiente: voto 10
Al di là della posizione eccezionale del locale (ai piedi di un castello del XIII sec. circondato dalle montagne più alte d’Europa) verrete fatti accomodare in una sala interamente in pietra, ai tempi utilizzata come mangiatoia e ricovero per le mucche, elegantemente apparecchiata ed arredata con quadri di artisti locali e confinante, inoltre, con la cantina del locale, visitabile.
Cucina: voto 9,5
Antipasti: Ciambella di asparagi accompagnata con uova di quaglia ed olio extra vergine di oliva aromatizzato al basilico e aglio, il tutto servito con una crema di panna all’aceto di vino bianco da abbinare con bottarga di muggine grattugiata (la crema risultava troppo acida mangiata singolarmente, ma ben si sposava con la bottarga) – voto 7.
Primi piatti: Saccottini in pasta verde ripieni di ricotta e spinaci alla fonduta insaporita all’aceto balsamico (estremamente delicato il sapore della fonduta per non nascondere il sapore degli altri ingredienti) – voto 9,5;
Secondi piatti: Costine d’agnello insaporite al timo, servite con un sughetto concentrato – voto 6,5; Rollatine d’ anatra accompagnate da un sughetto concentrato – voto 8,5; Rollatine di capretto accompagnate sempre dal questo meraviglioso sughetto concentrato – voto 9.
Contorni: Insalata mista magistralmente preparata e composta da pomodoro, erba cipollina, rucola, prezzemolo riccio, ravanelli, valeriana e lattughina amara – voto 10; Assaggi di formaggi: toma di Gressoney, fontina d’alpeggio, toma aromatizzata alla birra “Menabrea” – voto 8,5; Ratatouille elaborata in modo da formare un sandwich di prataioli grigliati farciti con un mix di verdure (peperoni, zucchine e melanzane) trifolate e tagliate a julienne – voto 10.
Dessert: Cassata di ricotta ovina con canditi d’arancia e limone accompagnata con cioccolato fuso – voto 7; Sfoglia di mele spolverata con zucchero a velo – voto 6.
N.B.- tutti i pasti erano accompagnati con dei bocconcini di pane appena sfornati (tipo azzimo, al sesamo, al finocchietto, pane nero all’anice, grissini all’origano, e altro);. Inoltre con il caffè viene servita sempre della piccola pasticceria (bacio piemontese all’amaretto, meringa con sfoglia alle mandorle, cialda di cioccolato) – voto 7,5.
Grappa bianca di Pinot Noir (voto 7,5);
Grappa di Brachetto Piasì “Az. Berta” (voto 8,5);
Prezzo:
Purtroppo sul prezzo non posso darvi certezza visto, ché non spettava al sottoscritto pagare il conto, ma posso dirvi che (dopo una consultazione del menù) che un pasto completo (antipasto, primo, secondo, contorno e dessert, il tutto accompagnato da una buona bottiglia di vino, vi costerà circa 45 – 60 euro.
Conclusioni:
Solo l’esperienza e la competenza del cuoco Mario Bet vale la visita in questo locale; aggiungetevi una buona location ed il gioco è fatto. Veniteci e se siete persone alla mano trovate il tempo per scambiare due chiacchiere con i proprietari, magari davanti ad un bel bicchiere di vino a fine cena.
Il ristorante Aux Plaisirs Démodés si trova in un villaggio in aperta campagna nel paese di Saint Marcel, a pochi chilometri dall’uscita di Nus prendendo l’autostrada Torino/Aosta. Dopo aver percorso l’ultimo tratto di strada fra le poche case, si giunge a destinazione ed è possibile posteggiare nel piazzale adiacente al castello.
L’accesso al ristorante avviene dal bar, mentre la sala si trova al piano inferiore. Il locale è caratteristico: soffitti a volta e spessi muri in pietra, un unico lampadario centrale, un bel dipinto su legno sulla parete principale, faretti a pavimento, tavoli adeguatamente distanziati ed apparecchiati con lunghe tovaglie bianche e belle stoviglie, comode poltroncine in tessuto sui toni del rosso.
Lo chef Mario Bet e la moglie sommelier gestivano anni fa il ristorante La Tour di Saint Pierre, ristorante segnalato da varie guide che frequentavamo abitualmente con soddisfazione, soprattutto nei primi tempi; da un anno circa, dopo una breve esperienza in Piemonte, sono approdati a questo locale. La prima impressione, che verrà poi confermata, è quella di un generale peggioramento rispetto a St. Pierre: lo chef probabilmente non segue più molto la cucina, il tenore del servizio è decisamente inferiore anche per quanto riguarda l’abbigliamento del cameriere, un po’ troppo casual, i piatti non vengono descritti, rispetto alla carta vi sono delle variazioni dovute, come ci verrà comunicato, a “dimenticanze”, e, cosa veramente fastidiosa, alcune mosche disturberanno insistentemente la nostra cena: possibile non si potessero evitare in qualche modo?
Ci vengono portate le liste: oltre alla carta comprendente mi pare cinque piatti per ogni portata, sono previsti un menu a 40.00 € ed uno a 45.00 €; decidiamo di ordinare alla carta.
Insieme allo stuzzichino, messata di vitello con pinoli ed insalatina, ci viene portato il pane fatto in casa: normale.
Soltanto mio marito ha scelto l’antipasto: salmerino e luccioperca marinati all’olio aromatizzato al pino mugo: buono.
A seguire, stracci di pasta all’uovo con pomodori, capperi e zucchine servito in bei piatti piccoli e profondi: non esaltante, condimento piuttosto scarso.
Proseguiamo con il pagello alla griglia e contorno di capperi di Pantelleria, olive taggiasche e pomodorini: nel complesso buono anche se il sapore dei capperi prevale sul resto.
Dalla carta dei dolci scegliamo: torta tiepida alle pere con salsa alla vaniglia per me e per mio marito crème brulée alla lavanda con alcune ciliegie in un bicchierino: validi anche se non memorabili.
Concludiamo con il caffè e una deliziosa piccola pasticceria.
Tutto sommato un pranzo normale, un buon rapporto qualità/prezzo, ma nulla più.
Il nostro conto: un antipasto 10,00 €; due primi 20,00 €; due secondi 30,00 €; due dessert 14,00 €; due calici di Arneis 4,00 €; una bottiglia di acqua 2,00 €; due caffè con piccola pasticceria 5,00 €. Totale 85,00 € in due; a persona 42,50 €.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
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"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."