Siamo tornati volentieri all'antica Locanda Siesta. Chiara, le sue collaboratrici, la mamma in cucina costituiscono una sorridente certezza di buona cucina casalinga con qualche raffinatezza. Come il locale, tradizionale, con qualche tocco di novità,...
Recensione di:
cuzzolin
Inviata il: 12/04/2012
Livello utente: Mangione VIP
venerdì, 22 luglio, 2011
All'Antica Locanda Siesta arriviamo una sera all'imbrunire, alla ricerca della magnifica quercia, lì vicino, che fu donata in occasione delle Olimpiadi di Berlino, al vincitore di due medaglie d'oro per la spada, il campione Franco Riccardi. L'ambiente ...
Recensione di:
cuzzolin
Inviata il: 27/07/2011
Livello utente: Mangione VIP
giovedì, 17 novembre, 2011
Pausa di mezzogiorno da trascorrere in solitario sperso nella vasta pianura tra Lodi ed il Po, immerso in una nebbia non molto spessa che però basta a rendere la giornata tristemente grigia, fredda e malinconica. Per risollevare l’umore, cupamente...
Recensione di:
jumphrey
Inviata il: 18/11/2011
Livello utente: Mangione VIP
sabato, 16 luglio, 2011
Come molti milanesi amo, nei fine settimana non solo estivi, allontanarmi dal caos cittadino per cercare tranquillità e una cucina legata ancora agli antichi sapori. Una delle mete preferite è San Colombano al Lambro, paese a poca distanza da Milano, ...
Siamo tornati volentieri all'antica Locanda Siesta. Chiara, le sue collaboratrici, la mamma in cucina costituiscono una sorridente certezza di buona cucina casalinga con qualche raffinatezza. Come il locale, tradizionale, con qualche tocco di novità, come i minuti Trolls, disposti a complemento d'arredo. Come i delicati fiammiferi di zucchine, presentati per antipasto, talmente saporiti da farcene richiedere un bis. Brindisi con una bottiglia di Banino giovane, 2009, 12,5 gradi, buon vino rosso, fresco, modicamente vivace, rifermentato in bottiglia, della Cantina Antonio Panigada, viticoltore indipendente di S. Colombano al Lambro. Si prosegue con un delicato Flan di porcini e fonduta di parmigiano, accostamento indovinato, presentato su un piatto con decorazioni floreali. Come primo assaggiamo deliziosi tagliolini guarniti con una generosa dose di zucchine e porcini, amalgamati dalla fonduta di parmigiano. Il clou della cena è un filetto di merluzzo speziato, insaporito con cipolle e pomodoro, che sostituisce degnamente quanto avevamo adocchiato nel menù, la tagliata di tonno con pistacchi e salsa di senape, piatto non più disponibile. Chiudiamo con un assaggio di un classico filetto di manzo irlandese al pepe verde, ottima carne, tenera e ben frollata, cotta al punto giusto. Usciamo ancora una volta soddisfatti! Arrivederci Chiara!
Pausa di mezzogiorno da trascorrere in solitario sperso nella vasta pianura tra Lodi ed il Po, immerso in una nebbia non molto spessa che però basta a rendere la giornata tristemente grigia, fredda e malinconica. Per risollevare l’umore, cupamente in linea con il grigiore dell’ambiente, rispolvero la mia lista di ristoranti da provare, tra i quali pesco la “Locanda la Siesta” di San Colombano al Lambro, relativamente vicina alla mia attuale posizione.
Seguendo le preziose indicazioni del mio navigatore, imbocco quindi una via alla periferia del paese che non sembra portare in nessun posto particolarmente attraente quando invece, dopo una dolce curva, scopro due cose che trovo piacevolmente gradevoli: la prima è l’insegna del ristorante dove sono diretto, la seconda è la bella porta medievale del paese, che si staglia imponente davanti a me e segna il confine con un ambiente del tutto diverso, fatto di case antiche che contornano una strada pavimentata con un secolare selciato di ciottoli rotondeggianti attraversati da due strisce di pietroni levigati e lisci sui quali far rotolare le ruote dei carri. L’ insieme è inaspettatamente pittoresco e piacevole a vedersi.
La locanda occupa invece una bassa e lunga costruzione sulla sinistra della strada immediatamente al di fuori della zona antica, un edificio chiaro con una serie ininterrotta di finestre adornate di persiane di legno scuro. Al temine della costruzione si vede anche un cancello, per cui è lecito pensare che ci sia un cortile dove lasciare la vettura ma, visto che lungo la via il parcheggio non costituisce un problema, opto per questa seconda più rapida soluzione.
Entrando nel locale mi trovo in un unico grande ambiente apparentemente quasi deserto. Solo dopo aver fatto alcuni passi ed aver oltrepassato il banco bar alla mia destra, infatti, scorgo dietro una colonna una simpatica giovane signora che identifico come la titolare, la quale mi invita a proseguire verso i tavoli apparecchiati dove una ragazza mi indicherà dove sedermi. Obbedisco ed infatti trovo una gentile signorina che mi fa accomodare ad un tavolo apparecchiato per due subito all’inizio della zona pranzo. La preparazione del mio desco è piuttosto semplice: un coprimacchia di carta ripara la tovaglia vera e propria dalle conseguenze di eventuali miei gesti maldestri, ma posso disporre di un vero e proprio tovagliolo di stoffa, oltre che di bicchieri e posate di fattura ordinaria. Nel complesso non si tratta di un ambiente particolarmente elegante, ma è comunque accogliente, ordinato e pulito.
Dopo pochi secondi di attesa la ragazza torna con la bottiglia d’acqua gassata micro filtrata che avevo chiesto nell’atto stesso di sedermi a tavola, un cestino contenente due panini ed un pezzo di focaccia liscia ed un piattino con un pezzetto di focaccia alla cipolla bella fragrante che funge da graditissimo appetizer.
Dal menu del giorno recitatomi a voce scelgo come primo piatto le penne al sugo di funghi. La porzione che mi viene servita è decisamente abbondante, ma in questo caso la quantità non va assolutamente a discapito della qualità. La pasta infatti è cotta al punto giusto ed il sugo è abbondante e saporito, ricco di funghi e di ottima consistenza. Siccome insieme al mio primo piatto mi è stata portata in tavola una ciotola di parmigiano grattugiato, provo ad aggiungerne una spolverata su una forchettata di pasta, ma alla fine decido che il tutto è più buono "al naturale".
Il mio secondo consiste invece in straccetti di tacchino alle verdure. Anche questa pietanza è stata impiattata senza lesinare né sulla quantità della carne né su quella delle verdure, ma il piatto, oltre che abbondante, risulta essere soprattutto molto buono. La carne di tacchino, infatti, pur non essendo per natura particolarmente saporita di suo, lega perfettamente con il condimento vegetale e regala al palato una sensazione veramente piacevole, tanto che malgrado mi sia già scofanato il mio abbondantissimo piatto di penne non faccio alcuna fatica a terminare anche il mio secondo.
Siccome il menu prevede anche un contorno, mi viene servita a tavola anche una scodella dalla forma allungata contenente una dose tanto per cambiare king size di verdure alla mediterranea, vale a dire una spadellata molto gustosa di peperoni, zucchine, melanzane e cipolla. In verità questo contorno ricorda molto il condimento del mio tacchino, ma essendo decisamente buono non ho alcuna difficoltà nel far sparire nelle mie golose fauci anche quest’ultima portata.
Mentre vengo simpaticamente coinvolto in una conversazione tra la titolare del ristorante e due commensali seduti ad un tavolo vicino al mio, ordino il caffè, con il quale concludo il mio pranzo, pranzo per il quale alla cassa mi viene chiesto un conto di soli € 10, probabilmente i migliori € 10 spesi in un ristorante in tutta la mia vita.
Per concludere, quindi, si tratta di un locale semplice, la cui cucina prepara pietanze buone e gustose anche se non particolarmente ricercate, con un servizio un po’ rustico ma estremamente efficiente e cortese ed un rapporto qualità/prezzo decisamente fuori dalla norma: si tratta sicuramente di un indirizzo da tener presente per colazioni di lavoro non particolarmente impegnative, ma che probabilmente a cena, con un menu più ricco e vario, può essere adatto anche per occasioni un po’ più importanti.
All'Antica Locanda Siesta arriviamo una sera all'imbrunire, alla ricerca della magnifica quercia, lì vicino, che fu donata in occasione delle Olimpiadi di Berlino, al vincitore di due medaglie d'oro per la spada, il campione Franco Riccardi. L'ambiente è suggestivo e romantico al tempo stesso, l'interno è ampio, la privacy è favorita da rientranze sapientemente sfruttate. Alle pareti un medaglione dell'Accademia Gastronomica Italiana e stampe d'epoca. L'accoglienza di Chiara e delle sue collaboratrici, la presenza della mamma in cucina, assicurano un menu di tradizione, con spunti creativi. Anche nella presentazione della tavola, rettangolari piatti neri, posate brunite, i manici curiosamente a "T". La lista dei vini è ampia, scegliamo dalla cantina degli eredi del campione di spada uno "Chardonnay Collina Milanese 2009" paglierino, fermo, di ottimo gusto.
Gnocco fritto, sottile e croccante al punto giusto, non untuoso e salumi assortiti per tutti, in porzioni generose e fritturine di delicate zucchine. Un assaggio di gamberetti alla mediterranea, con pomodorini e basilico, molto appetitosi. Siamo quasi sazi. Un assaggino di risotto alle fragole e pepe rosa, elegante preparazione, molto delicata, dal sapore vellutato. Non riusciamo ad apprezzare altri primi, ricordiamo uno stupendo risotto con ossobuco, in occasione della rassegna autunnale gastronomica del lodigiano, che richiede molte ore di preparazione e che ci ripromettiamo per la prossima stagione invernale.
Optiamo per il filetto irlandese al crudo, farcito con crema tartufata, robusto e delizioso al tempo stesso, accompagnato da un S. Colombano Nettare dei Santi, 2010, rubino, dal fine perlage. Per finire una preziosa Foresta nera, gelato, mousse e cioccolata. Arrivederci a Chiara e al suo staff, che hanno saputo offrire nuovi spunti di originalità in un antico territorio. E' anche per questa giovane imprenditorialità che S. Colombano al Lambro, un'enclave di Milano all'interno della provincia lodigiana, è una Città viva. I suoi abitanti hanno voluto non abbandonare la loro "milanesità" quando fu creata la Provincia di Lodi e Milano deve anche alla loro scelta se può vantare sul piano internazionale una produzione vinicola e innovative tradizioni di ristorazione.
Come molti milanesi amo, nei fine settimana non solo estivi, allontanarmi dal caos cittadino per cercare tranquillità e una cucina legata ancora agli antichi sapori. Una delle mete preferite è San Colombano al Lambro, paese a poca distanza da Milano, dotato di un centro storico medioevale molto gradevole. Qui si trova l'Antica Locanda della Siesta, in cui è da poco tornata la cuoca che per qualche anno era andata altrove a lavorare. Il ristorante offre un ambiente ampio e curato (purtroppo però non si può mangiare all'aperto) e una cucina appetitosa.
Ho potuto gustare, come antipasto, uno sformatino di patate che il formaggio "bitto" rendeva molto saporito o lo gnocco fritto non unto e accompagnato da buoni salumi. Tra i primi piatti, i migliori a mio parere i risotti (ottimo quello con taleggio e basilico) e la pasta "stracciapasta straccia"; secondi piatti sia di carne sia di pesce (provata anche l'impepata di cozze, buona). I vini sono quelli locali, simili a quelli dell'Oltrepo Pavese.
Cortese e sollecito il servizio.
"But I must explain to you how all this mistaken idea of denouncing pleasure and praising pain was born and I will give you a complete account of the system, and expound the actual teachings of the great explorer of the truth, the master-builder of human happiness. No one rejects, dislikes, or avoids pleasure itself, because it is pleasure, but because those who do not know how to pursue pleasure rationally encounter consequences that are extremely painful. Nor again is there anyone who loves or pursues or desires to obtain pain of itself, because it is pain, but because occasionally circumstances occur in which toil and pain can procure him some great pleasure. To take a trivial example, which of us ever undertakes laborious physical exercise, except to obtain some advantage from it? But who has any right to find fault with a man who chooses to enjoy a pleasure that has no annoying consequences, or one who avoids a pain that produces no resultant pleasure?"
"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti quos dolores et quas molestias excepturi sint occaecati cupiditate non provident, similique sunt in culpa qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga. Et harum quidem rerum facilis est et expedita distinctio. Nam libero tempore, cum soluta nobis est eligendi optio cumque nihil impedit quo minus id quod maxime placeat facere possimus, omnis voluptas assumenda est, omnis dolor repellendus. Temporibus autem quibusdam et aut officiis debitis aut rerum necessitatibus saepe eveniet ut et voluptates repudiandae sint et molestiae non recusandae. Itaque earum rerum hic tenetur a sapiente delectus, ut aut reiciendis voluptatibus maiores alias consequatur aut perferendis doloribus asperiores repellat."
"On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains."