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Meteorismi, ovvero: come cambia il vento in cucina

Cartoline dal pranzo di Natale (ah ah ah!)
Nonna Adalberta, coppie litigiose, il cugino “simpatico”… Perché anche quest’anno mi sono fatto vaccinare?
Marco “Fante” Cerini

Sono sempre stupefatto dal constatare quanto sia diverso per ciascuno di noi il significato più profondo del Natale. Qualcuno la vive come un momento di intimità familiare e calore umano. C'è persino gente che la considera una festa religiosa. Per me resta ancora oggi un'orgia consumistica, esaltata dal gusto materiale del ricevere regali smodatamente costosi, ricambiando con qualche presentino sottocosto vinto coi punti del dentista. È una iniziativa non comune, ma molti odontoiatri ti regalano dei gadget di design se ti fai cavare denti sani.

L'epilogo tragico però del periodo natalizio è la cena o pranzo di famiglia, durante il quale si crea un quadro fondamentalmente comune a tutti.

A capotavola la "nonna", di fatto la più anziana della compagnia, che di solito ha un nome improponibile, probabilmente già ridicolo ai fini dell'800, tipo Adalberta, Ugucciona o Frantoia. In realtà quasi tutti ignorano anche che grado effettivo di parentela ci sia. Anzi, è fortissimo il sospetto che certe vecchie astutissime riescano a infiltrarsi a più di una cena e un pranzo spacciandosi per l’ultima matriarca ancora in vita.

Tutto intorno al tavolo c'è una nuvola di bambini rumorosamente molesti, che sfrecciano tipo circuito di Indianapolis. Cominciano a correre ed urlare agli antipasti e s'arrestano solo al momento di tornare a casa, quando di solito crollano addormentati sul divano, piangendo se rimossi. L'unica possibilità di fermarli sono le cartucce narcotiche delle guardie forestali sudafricane, quelle che usano per i caribù rabbiosi, o un dvd di Walt Disney. Non si capisce come mai non sia ancora stata prevista la beatificazione per il celebre fumettista.

Sparsi per la tavolata e normalmente malissimo assortiti, tanto da far pensare a una strategia diabolica per accendere o far nascere tafferugli e ripicche, siedono un nutrito gruppo di cugini e parenti di vario grado, tra cui spiccano costantemente alcuni elementi comuni a tutte le famiglie.

C'è il cugino simpatico, quello che racconta sempre barzellette e fa battute volgarissime e pesantissime. L'unica possibilità di tacerlo è metterlo in imbarazzo dicendo volgarità ancora più pesanti. Un buon suggerimento è accogliere l'insalata russa gridando: "Chi ha eiaculato sull'insalatina mista!?!?!" e rovesciarsi all'indietro ridendo sguaiatamente. Prestate attenzione che la nonna non si soffochi anche lei dalle risate.

Altro elemento immancabile è la coppia litigiosa. Sono insieme da 25 anni ma non li si è mai visti sorridere o rivolgersi un gesto affettuoso; sono disposti a litigare ad ogni pretesto. Se non sono costantemente monitorati, sono capaci di scuoiarsi con i gusci delle ostriche.

Ma l’elemento forse più temibile è il cugino operoso. E’ impiegato in una compagnia di assicurazioni o in banca e parla solo del suo lavoro, qualunque sia l'argomento che viene intavolato. Se parlate di politica, vi suggerisce un piano di investimento, se provate con lo sport, vi propone un leasing, se osate con il sesso, vi offre una polizza sulla vita. Le uniche risposte evasive le dà quando gli viene rivolta una domanda diretta...sul suo lavoro.

Insomma, quando ci si ritrova immersi in un simile contesto, si maledice il momento in cui ci si è fatti il vaccino antinfluenzale che di fatto c'ha bruciato un buon imprevisto per sottrarsi all'impegno. L'importante è avere sempre una ottima scusa pronta per l'occasione. Quest'anno m'è andata male. Avevo sostenuto che dovevo donare un rene, ma era poco credibile: sarebbe stato il terzo anno consecutivo.


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